Ultime rilevazioni sulle tendenze dei giovani in Italia

Cannabis-1728x800_c(di Alessandro Bassetta) Il volume Consumi d’azzardo: alchimie, fragilità e normalità’ illustra i risultati dello studio Espad®Italia 2013, condotto dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa e curato da Sabrina Molinaro, Roberta Potente e Arianna Cutilli, della sezione di Epidemiologia e Ricerca sui Servizi Sanitari.

Stando ai dati, le bevande alcoliche sono molto diffuse nel nostro paese, sebbene i ragazzi italiani tra i 15 e i 19 anni siano meno inclini alle ubriacature e ingeriscano meno quantità di alcool in assoluto rispetto ai coetanei europei. Nel 2013 quasi 600.000 studenti (¼ del totale) hanno invece utilizzato sostanze illegali. La cannabis resta la sostanza più diffusa tra i giovanissimi: sono 580mila quelli che nel 2013 l’hanno assunta almeno una volta, fra questi più di 75mila la consumano quasi quotidianamente. Seguono la cocaina (circa 20.000 gli utilizzatori frequenti) e le droghe sintetiche.

Il 2,8% della popolazione studentesca ha fatto uso di stimolanti, mentre il 2,5% di allucinogeni; l’eroina sembrerebbe tornata di moda, attirando l’1,2% degli adolescenti (di cui 16.000 frequent users), così come l’1,2% ha utilizzato le smart drugs, o “droghe furbe”, così chiamate per la facilità di reperimento in rete, essendo commercializzate come prodotti naturali, al confine della legalità, pur avendo effetti simili a sostanze illecite.

Secondo la dott.ssa Molinaro «tre studenti su quattro hanno fatto, almeno una volta nella vita, uso di droghe e/o abuso di alcol, psicofarmaci o gioco d’azzardo. Fra questi, il 17% ha già un comportamento a rischio di dipendenza: una quota in crescita. Ma a destare preoccupazione non è solo l’incremento, bensì anche la tendenza a improvvisarsi “alchimisti”, mescolando sostanze e principi psicoattivi con effetti sconosciuti».

Il gioco d’azzardo tra i più giovani, invece, ha registrato negli ultimi dodici mesi un’inversione di tendenza, sebbene il 44% dei 15/19enni abbia puntato somme di denaro, facilitato dalle possibilità offerte da Internet. «Dopo un andamento in crescita fino al 2008, negli ultimi cinque anni si è registrato un calo di interesse, segno che campagne informative e interventi di prevenzione hanno sortito i loro effetti» conclude la ricercatrice. (Alessandro Bassetta)

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