Traffico di organi della International Planned Parenthood Federation

Nucatola_810_500_55_s_c1(di Tommaso Scandroglio) Due membri pro-life del Center for Medical Progress nel luglio del 2014 hanno incontrato sotto copertura la dott.ssa Deborah Nucatola, Senior Director del servizio medico della International Planned Parenthood Federation (IPPF), la più potente organizzazione abortista al mondo con sede negli USA.

L’incontro è stato filmato di nascosto (qui il video: www.lifesitenews.com) e la registrazione è stata resa pubblica in questi giorni. Nel video la Nucatola, che sovraintende al lavoro di tutti i centri della IPPF sin dal 2009, ha rivelato che la sua organizzazione vende organi e parti del corpo di feti e bambini abortiti.

Questo significa che il prelievo di organi deve avvenire su feto o bambino vivo – e non si usa di certo l’anestesia – e con una età gestazionale molto matura, perché gli organi e gli arti devono essere perfettamente formati. I due membri del Center for Medical Progress si erano finti acquirenti di un centro che acquisisce tessuti fetali e la Nucatola in un pranzo di lavoro al ristorante ha spiegato loro per filo e per segno questo nuovo “servizio” della IPPF. «Molte persone cercano cuori, fegato e polmoni e molte vogliono anche gli arti inferiori – spiega la Nucatola ‒ non so cosa possono farne, io credo per i muscoli».

Il Codice penale statunitense così recita: «Vendere o comprare parti del corpo umano è crimine federale» (42 US Code 274 e) e questo commercio è sanzionabile fino a 10 anni di carcere e mezzo milione di dollari. La Senior Director ha poi spiegato che, mentre mangiava insalata e beveva un calice di vino rosso, fanno estrazioni anche di organi su commissione e dunque «per questo motivo i fornitori (i medici abortisti) operano con la guida degli ultrasuoni, così sanno dove mettere il forcipe. (…) Siamo diventati molto bravi a prelevare cuore, polmoni, fegato, perché sapendo questo non schiaccio questa parte, ma schiaccio sotto, oppure schiaccio sopra, e vedo se riesco ad avere tutto, tutto intatto».

Per avere la testa del bambino è preferibile indurre il parto podalico. Ma questa procedura configura il cosiddetto aborto a nascita parziale – il bambino vivo viene estratto quasi per intero dal copro della madre – pratica vietata negli States e sanzionabile con due anni di prigione e 250 mila dollari di multa.

La Nucatola nel video ha poi rivelato che ogni parte del bambino può valere dai 30 ai 100 dollari. Calcolando il numero di aborti che compie ogni clinica affiliata con l’IPPF, quest’ultima potrebbe guadagnare sui 100mila dollari all’anno per clinica.

Il video è ormai una realtà virale in rete. La IPPF ha risposto alle critiche dicendo che riprendere di nascosto un suo dirigente «è stato immorale» (sic) e che in realtà prelevano tessuti fetali per curare le persone. Ma tutti hanno compreso che in realtà si trattava di una scusa pietosa. L’IPP si è mostrata per quello che è. Un tritacarne di bambini. (Tommaso Scandroglio)

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