Top 10 Anti-Freedom Organizations in Europe – n. 4 – continua…

Il-Chi-è-della-battaglia-per-la-famiglia-e-per-la-vita-9Le organizzazioni, che mostriamo oggi, tratte dal Top 10 Anti-Freedom Members of the European Parliament (2013), sono un perfetto esempio di anti-lingua. Di come cioè attraverso presunti “ideali”, quali quello dei “diritti umani” e dei “diritti delle donne”, si cerchi di far passare la solita politica killer verso i Valori non negoziabili, incarnata oggi soprattutto dall’ideologia del gender.

Anche per questo è giusto chiamare le cose col loro nome e cognome. Perché si sappia. E’ un dovere per chi fa informazione ed un diritto per i nostri lettori.

 

Human Rights Watch (HRW)

Sede centrale: New York City
Uffici in Europa: Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Ginevra, Londra, Mosca, Parigi, Zurigo[1]
Web: http://www.hrw.irg/
Direttore Esecutivo: Kenneth Roth

Lo Human Rights Watch, in precedenza (1978-88) Helsinki Watch, è una tra le principali organizzazioni mondiali a sostegno di quelli che vengono considerati “diritti umani”, includendo in essi anche l’aborto e l’agenda giurista omosessista nel mondo[2]. Sul suo sito, in particolare, HRW dichiara di «lavorare per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender, con attivisti che rappresentano a loro volta molteplici identità e temi»[3]. HWR è molto coinvolta in attività di lobby in Europa ed esercita una forte influenza sulle politiche dell’Unione[4].

Sul suo sito si definisce un’organizzazione indipendente[5]. Uno sguardo più attento sul suo finanziamento potrebbe suscitare però un’impressione diversa. Nel 2011 HRW ha ricevuto fondi per 100 milioni di dollari dalla Open Society Foundation. Vale a dire 100 milioni sui 128 di entrate complessive per quell’anno finanziario e contro i 34.060.398 totali del 2010[6]. L’erogazione della Open Society Foundation verrà versata in dieci rate annue da 10 milioni l’una: la prima è stata riscossa nel gennaio del 2011[7]. La Open Society Foundation è stata fondata ed è presieduta dal filantropo e miliardario George Soros – sostenitore di molteplici organizzazioni concentrate sulla promozione dell’aborto e dell’agenda giurista omosessista quali l’Associazione Internazionale Lesbiche e Gay (ILGA), nonché i Catholics for Choice[8].

 

European Women’s Lobby (EWL)

Sede centrale: Belgio
Web: http://www.womenlobby.org/?lang=en
Presidente: Viviane Teitelbaum

La EWL sostiene di essere la maggiore tra le organizzazioni per i diritti delle donne nell’Unione Europea e di esser promotrice, oltre che di questo, anche dell’uguaglianza tra i sessi[9].

Tuttavia, le attività dell’EWL mostrano con chiarezza come tale sigla dia un forte sostegno anche all’aborto ed all’agenda giuridica omosessista in Europa. Sul suo sito, dichiara apertamente che il diritto all’obiezione di coscienza «renderebbe più difficile l’accesso ai servizi abortivi per le donne», inoltre esercita pressioni per una maggiore «educazione alla sessualità» negli Stati membri dell’Unione. L’EWL ha dichiarato apertamente il proprio sostegno alla relazione dell’europarlamentare Edite Estrela sull’SRHR (Sexual and reproductive health and rights – Diritti sulla salute sessuale e riproduttiva), chiedendo ch’essi «vengano considerati alla stregua di diritti umani in Europa»[10]. Il supporto dell’EWL all’agenda giuridica omosessista include la sua partecipazione alla Conferenza Annuale Europea dell’Associazione Internazionale Lesbiche e Gay (ILGA)[11].

Sul suo sito, l’EWL afferma apertamente di ricevere l’83% del budget, pari a 1.097.094,94 euro, sotto forma di contributi da parte della Commissione Europea[12]. Allo stesso tempo, pone in risalto la sua posizione consultiva tanto nel Consiglio d’Europa quanto nel Consiglio Sociale ed Economico delle Nazioni Unite (ECOSOC)[13]: è importante notare come uno dei requisiti richiesti alle organizzazioni non governative per ottenere un ruolo consultivo è che «la maggior parte dei fondi derivino dagli iscritti nazionali, da membri individuali o da componenti non governativi»[14].

Sono emerse preoccupazioni circa la controversa situazione dell’EWL e circa il fatto che la Commissione Europea rappresenti la sua principale fonte di finanziamenti (ovvero lo stesso ente, su cui poi l’organizzazione esercita la sua azione di lobby)[15].

 

[1] http://www.hrw.org/en/node/75138

[2] http://school.eb.com/levels/high/article/438731

[3] http://www.hrw.org/topic/lgbt-rights

[4] http://www.civitas.org.uk/eufacts/OS/CIT7.php

[5] http://www.hrw.org/financials

[6] http://www.hrw.org/sites/default/files/related_material/financial-statements-2011.pdf

[7] http://www.hrw.org/en/news/2010/09/07/global-challenge

[8] http://www.discoverthenetworks.org/viewSubCategory.asp?id=1237; http://www.turtlebayandbeyond.org/2011/homosexuality/the-european-commissions-sock-puppet-should-ilga-europe-lose-its-consultative-status-at-ecosoc/

[9] http://www.womenlobby.org/?lang=en

[10] http://www.womenlobby.org/spip.php?article5460&lang=en

[11] http://www.womenlobby.org/spip.php?article726&lang=en

[12] http://www.womenlobby.org/spip.php?rubrique127&lang=en

[13] http://www.womenlobby.org/spip.php?page=imprimir_articulo&id_article=52&lang=en

[14] http://csonet.org/?menu=83

[15] http://www.turtlebayandbeyond.org/2012/youth/ilga-europe-we-are-not-the-only-sock-puppets/; http://www.turtlebayandbeyond.org/2012/homosexuality/the-eus-rights-and-citizenship-programme-fake-non-governmentals-want-more-money-from-taxpayers/

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