Scienziati in tonaca di Agnoli e Bartelloni

Scienziati in tonaca di Agnoli e Bartelloni(di Cristina Siccardi) Il Cristianesimo ha portato progresso scientifico e benessere materiale ovunque: là dove la ragione si è sposata alla Fede si è creato un tessuto civile idoneo al miglioramento di tutte le condizioni della vita, sia quella morale, che culturale, che scientifica, che produttiva. Là dove la Verità viene seminata e recepita, la bellezza trova la sua giusta dimora nelle arti e, quindi, la civiltà occidentale ha reso possibile lo sviluppo intellettivo e creativo dei popoli.

 

Tutto il mondo dell’assistenza ai poveri e ai malati è iniziato ad essere organizzato e sviluppato grazie ai cristiani, che nel guardare l’infelice hanno visto il volto di Cristo e lo hanno soccorso. Francesco Agnoli, qualche tempo fa, aveva dimostrato, nel libro La grande storia della carità (Cantagalli, pp. 256, € 14.00), che uomini e donne straordinari hanno fatto la storia dell’assistenza ai malati, agli indigenti, ai trovatelli…. Fabiola e Marcella, Giovanni di Dio e Camillo de Lellis, Vincenzo de Paoli, Florence Nightingale e Madre Teresa, sono soltanto alcuni di questi giganti che hanno donato la loro vita, rinunciato ad ogni cosa, per scegliere la carità che vince ogni miseria spirituale e materiale. Oggi Agnoli regala un’altra grande storia, che mostra la natura divina dell’uomo e le sue alte aspirazioni, attraverso la ricerca e le scoperte scientifiche, quella di uomini di genio.

Ecco allora il suo Scienziati in tonaca. Da Copernico, padre dell’eliocentrismo, a Lemaître, padre del Big Bang (La Fontana di Siloe, pp. 134, € 14), scritto insieme al medico Andrea Bartelloni, attento ai rapporti fra scienza e Fede. Leggiamo nella prefazione: «Tutti conoscono il nome del monaco cattolico Gregor Mendel, padre della genetica; solo alcuni sanno che Niccolò Stenone, vescovo e beato, ha posto le basi della moderna geologia; pochi hanno presente, invece, che tanti altri ecclesiastici cattolici – e qualche pastore protestante, ma nessun imam, nessun rabbino, nessun sciamano, nessun bramino indù, nessun monaco buddhista… ‒ sono stati all’origine di svariati campi dell’indagine scientifica» (p. 7).

La Fede, la preghiera, la vita consacrata hanno permesso a tanti uomini di scienza di ascoltare meglio la Scienza di Dio e di comprenderne alcuni elementi e alcuni aspetti, offrendo all’umanità scoperte eccezionali che hanno migliorato l’esistenza delle creature dell’Onnisciente. Afferma don Giuseppe Tanzella-Nitti, laureato in astronomia all’Università di Bologna (1977), oggi ordinario di Teologia fondamentale alla Pontificia Università della Santa Croce e direttore del centro di Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede: «La teologia ha solitamente dedicato maggiore attenzione alle implicazioni sul piano filosofico della dottrina della “creazione del Verbo” mostrando ad esempio, fin dai tempi di Sant’Agostino, in cosa il Logos cristiano si differenziasse dal Logos dei neoplatonici o degli stoici. (…) La persona umana, perché creata a immagine e somiglianza di Dio, è abilitata a riconoscere questo significato e a decifrarne l’informazione. L’universo diviene pertanto un luogo di dialogo fra Dio e l’uomo. A questo dialogo lo scienziato partecipa a pieno titolo, non di rado inconsapevolmente, tutte le volte che riconosce nella natura non solo una razionalità e un’intelligenza oggettiva, un logos ut ratio, ma anche un’alterità, un logos ut verbum, che nella dinamica della ricerca e della scoperta pare imporsi alla sua attenzione come una sorta di “rivelazione”, suscitando riverenza e stupore» (pp. 117-118).

Niccolò Copernico, Leonardo Garzoni, Benedetto Castelli, Bonaventura Corti, Jean-Baptiste Carnoy, Luigi Galvani, René-Just Haüy, Sant’Alberto Magno, Gregor Mendel e molti altri ancora, scavando nei dati visibili ed invisibili della Creazione hanno, con deferenza e devozione, contemplato, osservato e decifrato alcune meraviglie del Creato, spiegandole al mondo. (Cristina Siccardi)

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