Sant’Eligio – vescovo

Nato nel Limosino, in Francia, da famiglia di modeste condizioni, fu prima fabbro ferraio e maniscalco, poi venne mandato come apprendista  a Lione presso un orefice che coniava monete reali.

Conobbe così il re Clotario II che gli commissionò un trono tutto d’oro, Eligio per l’abbondanza di materiale assegnatogli dalla tesoreria reale, anzichè un trono ne fece due. Il re impressionato da tanta onestà lo fece promuovere direttore della zecca di Marsiglia, Eligio assunse l’incarico ma continuò a fare l’orefice lavorando con gran zelo attorno a opere impegnative come la tomba di S. Martino di Tours, il mausoleo di S. Dionigi di Parigi, il calice di Chelles.

Quando nel 623 a Clotario II succedette il figlio Dagoberto I ricevette da lui incarichi di fiducia. Caritatevole, aveva in quella città di mare occasione di riscattare e liberare prigionieri di guerra.

A Solignac fondò un’abbazia maschile nel 632, retta secondo la regola di Luxeuil, e l’anno seguente ne fondò una femminile a Parigi. Alla morte di Dagoberto si ritirò a vita religiosa,e nel 641 fu eletto vescovo di Nyon-Tournai. Fondò alcuni monasteri nella sua diocesi, ed effettuò viaggi apostolici.

Morì nel 660, e il suo culto si diffuse rapidamente.

Patrono: Fabbri, Gioiellieri, Garagisti

Etimologia: Eligio = eletto, dal latino, nobile guida, dall’ebraico

Emblema: Bastone pastorale

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