San Saba – abate

San Saba nacque a Mutalasca, vicino a Cesarea di Cappadocia nel 439. La sua famiglia, cristiana, lo indirizzò verso gli studi presso il vicino monastero di Flavianae. Ne uscì con un’istruzione e con il desiderio di farsi monaco. Attorno ai 18 anni arrivò pellegrino in Terrasanta. Sul cammino sostava sempre in comunità monastiche di diverso tipo: di vita comune, anacoretiche, nelle loro grotte o capanne. Sempre più desideroso di solitudine, durante un soggiorno ad Alessandria chiese ed ottenne il permesso di ritirarsi in una grotta, con l’impegno di tornare tutti i sabati e le domeniche a far vita comune nel monastero.

È così che trovata una guida nel monaco Eutimio detto «il grande», col quale condividerà la vita eremitica in Giordania. Dopo la morte del maestro, nel 478 tornato a Gerusalemme fissò il suo domicilio nella valle del Cedron, in una grotta impervia, che raggiungeva per mezzo di una scaletta fatta con funi. Quella scaletta, rivelò il suo nascondiglio ad altri monaci desiderosi come lui di solitudine e in breve tempo, come in un grande alveare, quelle grotte si popolarono di solitari ma non oziosi abitatori.

Nasceva così la Grande Laura, cioè uno dei più originali monasteri dell’antichità cristiana. Saba, governò quel crescente esercito di eremiti organizzandoli secondo le regole di vita cenobitica fissate da san Pacomio, un secolo prima.

Una comunità destinata a crescere fino ad ospitare 150 monaci e far da guida ad altri «villaggi» monastici di questo tipo. Nel 492, Saba viene ordinato sacerdote, e il patriarca Elia di Gerusalemme lo nomina archimandrita, capo di tutti gli anacoreti di Palestina. Muore, ultranovantenne, nel 532.

 

Emblema: Bastone pastorale

Donazione Corrispondenza romana