Radici Cristiane, uno special dossier su «Lutero padre di tutte le rivoluzioni»

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Nel numero di ottobre del mensile Radici Cristiane, l’editoriale del direttore, Roberto de Mattei, si concentra sui tanti, falsi appelli per una riforma strutturale della Chiesa risuonati in occasione del quinto anniversario della Rivoluzione luterana: «Cinquecento anni dopo la pseudo-riforma di Lutero – si legge – è necessario ricordare la vera riforma della Chiesa, che nel secolo precedette e seguì la pseudo-riforma dell’eresiarca tedesco».

La storia del XVI secolo insegna come i veri riformatori siano stati invece i Santi: S. Caterina Adorno de’ Fieschi con le Compagnie del Divino Amore, S. Ignazio di Loyola con i suoi Esercizi spirituali, S. Filippo Neri con l’Oratorio, S. Giovanni di Dio e la Congregazione dei Fatebenefratelli, S. Camillo de Lellis con i Camilliani, S. Antonio Maria Zaccaria e l’Adorazione al Santissimo Sacramento, e molti altri ancora. Col Concilio di Trento, «la Chiesa conobbe un’epoca di restaurazione dottrinale e di profondo rinnovamento dei costumi», di cui si fecero autentici interpreti S. Carlo Borromeo a Milano e S. Pio V a Roma, il Papa che seppe arrestare l’eresia luterana e rigettarla al di là delle Alpi. Così, anche oggi, «la nostra risposta non può che essere» la stessa, quella dell’«esempio dei Santi, che hanno unito l’integrità morale della loro vita alla fedeltà integrale alla Tradizione della Chiesa, che non è altro che il messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo, sempre vivo e sempre attuale».

Sullo stesso argomento si concentra anche lo speciale dossier di questo numero di Radici Cristiane, dossier dal titolo Lutero, il padre di tutte le rivoluzioni. Vari e di estremo interesse i contributi in esso proposti: don Samuele Cecotti evidenzia come l’errore di Lutero sia molto più radicale d’ogni precedente eresia, paragonabile solo alla follia gnostica, che fu simia Christianesimi così come Satana è simia Dei. Lutero tratteggiò un cristianismo, che nulla ha a che vedere con il «Cristianesimo reale, corrispondente alla concreta volontà salvifica di Dio» ed in cui «il soggettivismo moderno è già tutto in radice.

Ugualmente non nega semplicemente la Dottrina cattolica sulle opere», non si limita a riconoscere «solo due Sacramenti» e la «consustanziazione» al posto della transustanziazione, bensì rifiuta «la mediazione ecclesiale-sacramentale positivamente voluta da Cristo e rifiuta la nozione di Sacramento come segno efficace della grazia a favore di una comprensione meramente simbolica dello stesso, il cui valore è rimesso alla soggettività del credente».

In un’intervista, il prof. Danilo Castellano, docente di Filosofia del Diritto e della Politica presso l’Università di Udine, evidenzia come Lutero si ponga all’origine delle rivoluzioni moderne, abbia posto le premesse dell’assolutismo della sovranità ed abbia generato i nazionalismi, sebbene poi sia stato sconfitto dagli avvenimenti storici: «Solo chi ignora le premesse teoriche della Riforma o da essa ‘dipende’ può pensare perciò di “riabilitarloˮ sul piano religioso», conclude il prof. Castellano.

Don Marino Neri svela l’opera devastatrice compiuta da Lutero, ben conscio di come, per “cambiare” la Chiesa, occorresse “cambiare” la celebrazione eucaristica. Il prof. John C. Rao, docente associato di Storia presso la St.John’s University ed autore di una monumentale storia della Chiesa, ritiene che la visita di papa Francesco a Lund, in Svezia, per celebrare i «doni della Riforma» ponga, in realtà, più di un interrogativo: come definire così ciò che S. Pio X nel Catechismo bollò invece come «la somma di tutte le eresie»? In realtà, non vi sarebbe alcunché da festeggiare, tranne, al massimo, la reazione a Lutero, quella tridentina.

Mons. Antonio Livi pone l’accento sull’enfasi riservata alle tesi di Lutero da parte di «certa teologia cattolica, che le mescola con un umanesimo ateo di stampo massonico». Hanno assunto la forma del relativismo e dell’irrazionalismo anti-metafisico ed anti-dogmatico, quindi contrario alla vita cristiana ed alla Verità di Dio: «Purtroppo però oggi sono queste le ideologie dilaganti, tra le élites e nelle masse popolari», considera amaramente. Cristiana de Magistris evidenzia però come, in tutto questo sconquasso che agitò la Chiesa del XVI secolo, fosse emersa una figura, quella di S. Teresa d’Avila, rivelatasi capace di fermare l’avanzata della Riforma protestante, intraprendendo una vera e propria battaglia soprannaturale.

Sulla stessa linea si pone anche l’articolo di Massimo de Leonardis dedicato al Giubileo del 1825, pienamente inserito nel progetto di ri-cristianizzazione dell’Urbe e della civiltà, promosso da Leone XII. Non a caso seguì di poco la sua prima enciclica, la Ubi Primum, con cui il Pontefice combatté la libertà e l’arbitrio individuale di lettura della Bibbia secondo le dottrine protestanti e luterane e soprattutto si scagliò contro l’indifferentismo. Una chiarezza ed una decisione, di cui anche oggi vi sarebbe bisogno.

Tra le altre notizie contenute nel numero di ottobre di Radici Cristiane, Anca-Maria Cernea, figlia di un dissidente del regime comunista rumeno, afferma che gli errori della Russia, peraltro mai convertitasi, si sono sparsi ovunque, per cui oggi i Cristiani vengono perseguitati dal marxismo classico in Cina, Cuba e Corea del Nord, dal marxismo culturale in Occidente e dall’islam in Medio Oriente: «Il mondo sembra correre verso la propria rovina», afferma.

In un’intervista, l’on. Souad Sbai – ex-parlamentare, marocchina di origine ma dal 1981 cittadina italiana – fa il punto sulla situazione migratoria: credere nella possibilità di accogliere le masse di immigrati indiscriminatamente ed incondizionatamente – afferma – è una strategia suicida. Non solo per la presenza d’infiltrazioni jihadiste tra i clandestini. Sono troppi ed integrarli è impossibile. Il permissivismo ed il relativismo senza regole agevolano sogni di colonizzazione etnica e culturale. E con i petrodollari i regimi fondamentalisti si sono comprati media, intellettuali e politici occidentali.

Tesori d’Italia è dedicato questa invece a Fidenza, nota soprattutto per il suo Patrono, San Donnino, soldato romano convertitosi al Cristianesimo e per questo martirizzato ai tempi di Diocleziano. Il Duomo di Fidenza è un capolavoro di architettura e scultura romanica, benché, costruito tra l’XI ed il XIII secolo, non sia mai stato terminato del tutto.

Il titolo di un’opera, realizzata da Pietro da Cortona nel 1656, L’Angelo Custode, ripropone un tema spesso trascurato o dimenticato nella società contemporanea: eppure il capolavoro ha il proprio fulcro nel gesto saldo con cui l’angelo tiene il polso del piccolo, proprio come fa una mamma quando vuole proteggere suo figlio dai pericoli. Ed è per questo che al suo Angelo Custode, come a sua mamma, il bimbo si affida sereno e fiducioso, sicuro di non essere mai abbandonato.

Radici Cristiane si occupa anche di Gilbert Keith Chesterton a 80 anni dalla sua morte: scrittore eclettico ed autore di una vasta produzione, fu, dopo la conversione, un grande cattolico, un’«anima naturaliter christiana», certo di trovare nella Chiesa «il luogo in cui tutte le verità si incontrano». Venne insignito da Pio XI del titolo di «eminente difensore della Fede cattolica».

Questo e molto altro è possibile trovare sul numero di ottobre di Radici Cristiane. Chiunque volesse ricevere una copia omaggio della rivista od avere ulteriori informazioni su Radici Cristiane, può farlo tramite il sito www.radicicristiane.it

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