Quale Italia rappresenta Emma Bonino?

Quale Italia rappresenta Emma Bonino?(di Danilo Quinto) Conosco bene Emma Bonino, il nuovo Ministro degli Esteri. Mi basta, per comprendere il senso di quest’operazione e la qualità di questo Governo. Ne ho parlato nei miei libri, con il rispetto che si deve a qualsiasi persona, ma nella consapevolezza di svolgere un’opera di verità nei confronti dell’ideologia anti-umana che la leader radicale incarna e rappresenta con le sue battaglie.

C’è chi sostiene che con quel codice omeopatico dello 0,19% acquisito nelle ultime elezioni, Marco Pannella non conti più nulla. Chi ragiona così, è complice della sua ideologia, perché l’ideologia pannelliana ha dilagato negli ultimi decenni ed appartiene trasversalmente all’intero schieramento politico. È anche complice della sua strategia.

Negli ultimi mesi, il leader radicale ha tenuto sotto traccia il suo movimento, perché sapeva che era “giunta l’ora” della sua Emma, che non è diventata Presidente della Repubblica, solo perché Giorgio Napolitano ha accettato il reincarico. Conta e tanto Pannella – con la sua rete di relazioni e di potere ‒ in quest’Italia scristianizzata e becera che promuove a icona della modernità una persona come Emma Bonino, prima per popolarità in qualsiasi sondaggio. Ha iniziato la sua carriera politica, com’è documentato dagli atti di un processo a suo carico che non si è mai celebrato, perché eletta in Parlamento, organizzando aborti clandestini. «Io uso – ha spiegato al settimanale “Oggi”, nel 1975 ‒ un barattolo da un chilo che aveva contenuto della marmellata. È un buon motivo per farsi quattro risate».

Dopo gli aborti, viene l’elezione in Parlamento, nel 1976, dove si rimane fino al 2013, con un intermezzo di 5 anni da Commissaria europea. Si gira il mondo a frequentare i potenti della terra. Alla fine, si può anche diventare Ministro degli Affari Esteri, con la strada ora spianata alla Presidenza della Repubblica. Che Emma Bonino sia amica di George Soros, che frequenti le riunioni del Gruppo Bildeberg, come il suo mentore, Mario Monti – e come fa il suo Presidente del Consiglio, Enrico Letta, che è anche membro della Trilaterale – non desta meraviglia. La scalata al potere si fa di questi tempi predicando il “Governo mondiale delle democrazie”. Un Governo di pochi e per pochi eletti, tanto caro ai progetti massonici e mondialisti. (Danilo Quinto)

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