Riflessioni su Obama e la strage di Newtown

strage-newtown_470x305(di Dina Nerozzi) La strage di Newtown del 14 dicembre in cui le vittime innocenti erano per lo più bambini ha lasciato annichiliti e la risposta di Obama alla strage sembra, a prima vista, la giusta risposta da parte dell’autorità che ha il compito primario di tutelare la sicurezza dei cittadini. Si elimina la possibilità di acquistare armi per i privati e il problema è risolto. Tralasciamo le sottigliezze per cui non sono le armi che sparano da sole, ma c’è qualcuno che ne decide l’uso improprio. Tralasciamo anche il fatto che essendo stata abolita, ope legis, la malattia mentale è stata tolta anche la possibilità di evitare che le armi siano alla portata di chi mostra evidenti segni di squilibrio mentale. Tuttavia la proposta di eliminare l’acquisto delle armi da parte di privati non è così semplice come potrebbe sembrare al primo momento. Per far ciò è necessario modificare la Costituzione, il testo sacro su cui si fonda la Confederazione fin dalle sue origini, che subito dopo aver stabilito nel suo primo Emendamento il diritto del popolo alla libertà di parola, di religione, di assemblea, nel suo secondo Emendamento sancisce il diritto di tenere armi a casa e di portarle all’esterno («The right to keep and bear arms»).

Non sappiamo se le lacrime di Obama nel commemorare la strage degli innocenti avvenuta a Newtown siano state sincere oppure se egli stia utilizzando l’immane tragedia per portare avanti il suo progetto di eliminazione del secondo Emendamento dalla Costituzione. Da anni è in atto un braccio di ferro tra l’amministrazione americana progressista e una buona parte del popolo Americano che non sente ragioni a tal proposito. Ovviamente ogni tragedia come quella che si è verificata a Newtown getta benzina sul fuoco di chi vorrebbe eliminare il secondo Emendamento. La Costituzione è stata il frutto di un lungo lavoro di equilibrio e compromesso e appare difficile modificarne un pezzo senza mettere a rischio l’intera architettura. Si dice che la Costituzione sia uno strumento ormai vecchio che deve “evolvere” in accordo con i tempi. Ma c’è anche chi vede con preoccupazione il fatto che si ponga mano a un testo che ha prodotto un equilibrio per più di duecento anni e si chiede chi potrà garantire che, una volta cancellato il secondo Emendamento, non si trovino ragioni plausibili per attaccare anche qualche altra parte vitale del documento?

Inoltre, se cerchiamo di allargare il panorama dal luogo della tragedia per abbracciare una visione più ampia del problema, ne esce un quadro molto più complesso e sicuramente meno rassicurante. Come dimenticare infatti che nel documento scovato a Dusseldorf nel 1919 intitolato Regole Comuniste per la Rivoluzione, il decimo punto all’ordine del suonava proprio così: «Con qualche pretesto causare la consegna delle armi da fuoco con l’obiettivo di confiscarle lasciando così la popolazione impotente?» La prima delle altre nove regole per la Rivoluzione era : «Corrompere la gioventù, allontanarla dalla religione, interessarla al sesso, renderla superficiale, distruggendo la sua forza». Tutto ciò ricorda qualcosa? C’è qualche analogia con il mondo nuovo governato della modernità? Ecco perché è bene stare attenti prima di sottoscrivere senza riserve le posizioni assunte dall’amministrazione degli USA.

Una breve considerazione a lato. Se le foto dei bimbi sacrificati da un folle hanno lacerato gli animi di tanti, compreso Obama, come’è possibile che gli stessi restino, al contempo, insensibili davanti ai corpicini smembrati di bambini strappati al ventre materno con l’ausilio di medici che hanno, a loro volta scardinato la loro Costituzione, cancellando quel giuramento di Ippocrate che è stata e resta l’architrave della civiltà in medicina? (Dina Nerozzi)

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