Polemica per la pubblicità pro aborto su “Facebook”

facebook_adsFacebook” si difende, dopo le polemiche suscitate nei giorni scorsi per aver concesso un’inserzione pubblicitaria reclamizzante servizi abortivi, destinata in modo mirato alle giovani donne inglesi. Le nuove tecnologie consentono, del resto, con facilità di raggiungere il proprio target desiderato.

Secondo quanto riportato da “The Telegraph” , le donne si sarebbero sorprese di risvegliarsi a capodanno, salutate dall’annuncio di “Abortion.com”, una piattaforma statunitense che elenca tutte le strutture ove viene praticata l’interruzione di gravidanza. “Trova il fornitore più vicino a te”, ammiccava la pubblicità, indicando -quale ulteriore agevolazione- un numero verde. Per la maggior parte vengono forniti gli indirizzi di impianti operanti negli Stati Uniti, ma non mancano anche alcuni di Canada, Nuova Zelanda ed uno del Regno Unito, definito “rete di supporto all’aborto”.

L’agenzia d’informazioni “LifeSiteNews” ha ripreso la notizia, specificando quanto replicato da “Facebook” alle critiche: ha dichiarato essere tali annunci compatibili con la propria politica aziendale. Del resto, prosegue, i “servizi di consulenza dopo il concepimento sono consentiti anche sulla stampa e sui media inglesi”. Chi ne fosse disturbato, “può respingerli con un clic sulla crocetta in alto, in un angolo della pubblicità”.

Il social network ha sempre censurato immagini grafiche dell’aborto, anche sospendendo gli account pro-life. Nel febbraio dell’anno scorso ha però permesso il post di “Women on Waves” fondato da Rebecca Gomperts, che ha fornito le istruzioni su come riuscire ad ottenere un aborto chimico fai-da-te, comprese le menzogne da dire al farmacista per ottenere i medicinali necessari. E da allora questo tipo d’inserzioni sarebbero diventate sempre più frequenti.

Un chiaro segno di quanto le nuove tecnologie siano in grado di stravolgere non solo le abitudini, ma anche l’etica a livello globale (M.F.)

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