Plinio Corrêa de Oliveira a vent’anni dalla scomparsa

Plinio_Correa_de_Oliveira_M(di Gianandrea de Antonellis) Vent’anni fa, il 3 ottobre 1995, Plinio Corrêa de Oliveira saliva alla Casa del Padre, nella natia San Paolo), dove aveva visto la luce ottantasette anni prima, il 13 dicembre 1908. Definito il «Crociato del XX secolo» per la sua dedizione alla restaurazione della civiltà cristiana, dedicò tutta la propria esistenza all’apostolato, prima attraverso un’azione politica diretta (già a 24 anni fu eletto all’Assemblea costituente nella lista della Lega Elettorale Cattolica, divenendo il deputato più giovane e più votato del Paese), poi per mezzo dell’insegnamento accademico (fu docente di Storia moderna e Contemporanea presso la Pontificia Università Cattolica di San Paolo) e l’incessabile attività di conferenziere.

Fin da giovanissimo aveva deciso di abbandonare le promesse del brillante futuro che aveva di fronte per consacrare interamente la propria vita alla difesa della Chiesa e alla restaurazione della civiltà cristiana. Leader del movimento cattolico brasiliano, negli anni Quaranta si allontanò dall’Azione Cattolica, di cui era presidente, per via della deriva democristiana e delle infiltrazioni moderniste; analizzando la situazione politica mondiale, si rese conto della minaccia comunista ma fu anche capace di prevedere con decenni di anticipo il pericolo musulmano.

Nel 1960 fondò l’associazione “Tradizione, Famiglia e Proprietà” (TFP), oggi diffusa in tutto il mondo, attraverso la quale si batté per i valori cristiani e tradizionali fino all’ultimo dei suoi giorni. Contro l’avanzata del comunismo non si fece ammaliare dalla suggestione delle ideologie nazionaliste e nazionalsocialiste, che considerava come l’altra faccia della stessa medaglia totalitarista a cui apparteneva il bolscevismo; al contrario, si dimostrò un degno erede della scuola controrivoluzionaria del XIX secolo..

Fu autore di una ventina di libri e di migliaia di articoli: tra i suoi scritti spicca l’imprescindibile saggio Rivoluzione e Contro Rivoluzione (prima edizione 1959, successivamente rivisto e pubblicato in tutto il mondo fino ai nostri giorni), in cui lo studioso brasiliano individua il divenire storico moderno come una serie di eventi destabilizzanti, finalizzati alla distruzione della civiltà cristiana occidentale che si era sviluppata nel Medioevo.

L’ultima opera pubblicata in vita, che rappresenta un altro momento basilare del suo pensiero, è Nobiltà ed élites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII al patriziato ed alla nobiltà romana (1993) in cui, commentando i discorsi annuali che il Pontefice rivolgeva ai rappresentanti delle famiglie patrizie romane, indica il ruolo attuale dell’aristocrazia nella battaglia finale: non un rinchiudersi nello sterile ricordo del passato, ma un prodigarsi, alla luce delle virtù degli antenati, per il bene comune, secondo il motto «L’aristocrazia è dimenticare se stessi per servire gli altri».

A vent’anni dalla sua scomparsa, la validità del pensiero di Plinio Corrêa de Oliveira, confortata dalla coerenza della sua esistenza e della santità della sua morte, è confermata dal costante seguito che hanno le sue pubblicazioni e dalla vitalità dell’associazione da lui fondata.

Va infine ricordata una delle caratteristiche del suo agire: la invincibile Speranza, che seppe trasmettere ai suoi seguaci. Anche tra le ultime parole pronunciate sul letto di morte ci fu un invito a coltivare questa virtù: «Siate fedeli alla Madonna, Ella farà il resto!». Per un approfondire la sua figura, si consiglia la lettura della biografia scritta da Roberto de Mattei (Il crociato del secolo XX. Plinio Corrêa de Oliveira, Piemme, Cinisello Balsamo 1996) e si suggerisce questo profilo illustrato, liberamente scaricabile dal web. (Gianandrea de Antonellis)

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