Perché lascio il movimento di Magdi Cristiano Allam “IO AMO L’ITALIA” (ALI)

io-amo-litalia-magdi-cristiano-allamNella riunione di giovedì scorso, indetta da Magdi in sede per commentare la sua decisione di lasciare la Chiesa, sono stati dallo stesso sollevati  quattro spunti di riflessione: 1) la questione religiosa e le relative critiche alla Chiesa; 2) la commistione equivoca involontaria tra religione e politica all’interno di ALI; 3) l’invito al rispetto dei problemi inerenti la sfera personale del presidente di ALI; 4) l’azione politica futura orientata verso un elettorato più laico.

Molto sinteticamente Magdi ha sostenuto che: a) le critiche da lui sollevate individualmente alla Chiesa hanno un loro oggettivo fondamento; b) la deriva assunta da ALI verso l’aspetto religioso non era né voluta né attesa e, anzi, ha addirittura causato una penalizzazione in termini di consenso elettorale; 3) occorre avere rispetto della privacy delle persone – a maggior ragione se vi sono problematiche in corso – anche quando si tratta del presidente di un movimento politico; d) l’azione politica continuerà in maniera più incisiva attraverso il recupero del programma e indirizzando lo sforzo verso un elettorato prevalentemente laico anziché religiosamente connotato.

Di seguito si riportano i motivi per cui le spiegazioni di Magdi appaiono poco convincenti:

  1. Innanzitutto     l’aver deciso, del tutto autonomamente, l’improvvida uscita sui media di     abbandonare la Chiesa. L’esternazione ha colto tutti impreparati     all’interno di ALI e non ha consentito di pensare/preparare la ricaduta     sullo stesso movimento. A dare l’annuncio della decisione “privata” è     stato Il Giornale e lo stesso sito web di ALI il 25.03.13, confermando     pertanto che il gesto non si connotava come semplice scelta personale, ma     come atto pubblico e politico.
  2. Il     giustificare il gesto plateale con motivazioni che, tra le altre, datano     ben prima della conversione di Magdi del 2008 (bacio del Corano di GPII     1994 e visita di BXVI alla moschea di Sofia del 2006), risultando così del     tutto pretestuose.
  3. Criticare     inoltre la posizione della Chiesa (anche questa da sempre invalsa) circa     l’indissolubilità del matrimonio e i rapporti sessuali extra-coniugali.     Critica che ha peraltro indotto sospetti personali da parte di un illustre     vaticanista quale Tornielli (articolo del 26.03.13). Questi dubbi esigono     oggi una risposta di Magdi agli elettori e ai sostenitori di ALI. Tanto     più che il presidente di ALI è stato oltremodo generoso nel rendere     partecipe la pubblica opinione di episodi della propria vita privata. Chi     poi non ha remore nel giudicare il comportamento del Papa, non può     esimersi certamente dal fare luce sulla propria integrità di vita.
  4. A     generare la commistione, oggi deprecata, tra religione e politica     all’interno di ALI ha contribuito in prima persona lo stesso Magdi:     utilizzando gli eventi significativi della propria vita privata e     religiosa anche ai fini del consenso elettorale, come ad esempio il     battesimo dal Papa (si veda il filmato dell’inno di ALI, nonché le     innumerevoli foto sul sito web di ALI), e la benedizione della sede nazionale di     Milano alla sua inaugurazione. Stessa sorte “pubblica” è toccata oggi     all’abiura dalla Chiesa, che attiene invero anch’essa alla sfera privata.
  5. Richiedere     di conseguenza riservatezza per la propria privacy appare piuttosto     contraddittorio quando si fa un uso strumentale di alcune circostanze     della propria vita privata. Si consideri inoltre che, per un personaggio     pubblico, la vita privata è l’espressione della coerenza tra i proclami     politici e la vita reale. A titolo di esempio si veda la significatività     della privacy nei casi di personaggi politici come Berlusconi, Casini,     Fini, Marrazzo etc. Come già detto, tocca ora a Magdi portare chiarezza     laddove si è insinuato il dubbio.
  6. Attribuire     alla Chiesa la sconfitta elettorale di ALI perché parte del mondo     cattolico che conta (cardinal Bagnasco, Introvigne etc) avrebbe dato     indicazione di voto per la lista civica di Monti o per il PDL sostenendo     il cosiddetto “voto utile”. Considerata l’abiura di Magdi, dobbiamo     amaramente ammettere che oggi la Chiesa avrebbe un elemento in più di cui     pentirsi, se avesse fornito a suo tempo un’esplicita indicazione di voto     verso ALI.
  7. Dimenticare     che i 43.000 voti ottenuti, seppure pochi in assoluto, rappresentano un     elettorato cattolico praticante e convinto che oggi è divenuto perplesso e     sgomento. Pertanto la nuova azione politica proposta da Magdi potrà assai     difficilmente incontrare consenso tra i suddetti elettori di ALI, alla     luce della sua discutibile abiura.
  8. Un’ultima     considerazione mi sia lecito esprimere nei confronti dell’incommensurabile     dolore di Benedetto XVI per l’intera vicenda. Il Santo Padre Emerito     avrebbe meritato ben altro trattamento da parte di Magdi che ha invece     voluto urlare la sua scomposta abiura dalla Chiesa.

Quanto sopra per dire che le motivazioni teologico-religiose addotte da Magdi non mi convincono affatto. Perché dunque si è comportato così? Per la delusione della sconfitta elettorale? Per ritorsione contro la Chiesa che non ha appoggiato l’unico partito che tutelava i principi non negoziabili? Per motivi personali che solo lui ci può confessare? Per desiderio di protagonismo? Per ottenere quella esposizione mediatica che l’effimera “par condicio” aveva negato? Per altro ancora? Solo Magdi può e deve rispondere a tutti noi che gli abbiamo creduto senza riserva alcuna.

Questi sono comunque i punti per i quali dichiaro terminata la mia esperienza in ALI.

Ringrazio e saluto tutti i compagni di viaggio e resto pur sempre in attesa dei chiarimenti che Magdi vorrà fornire a tutti noi in nome della verità.

Buona Pasqua di Risurrezione a tutti e che il Signore ci perdoni e assista.

Vittorio Lodolo D’Oria

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