Ottobre tridentino a Roma

Ottobre tridentino a Roma(di Maddalena della Somaglia) Il celebre scrittore cattolico francese Louis Veuillot, durante il suo ultimo soggiorno romano nell’autunno del 1865, scrisse delle pagine memorabili sulla capitale della Cristianità. I colori delle famose “ottobrate romanecolpiscono lo scrittore francese che descrive il divino paesaggio di Roma, le sue luci, i suoi monumenti, mentre canta le glorie del Cristianesimo, esalta l’eroica fermezza dei Martiri, la sapienza dei Dottori, la maestà dei Concili, l’autorità dei Pontefici, l’austerità dei Santi. «Non c’è una pietra di Roma che non dica qualcosa, e qualcosa di grande», scrive nel suo libro Profumo di Roma. Se fosse vissuto alla nostra epoca, Veuillot, amante del Papato e della Tradizione, non sarebbe certamente rimasto indifferente a questo mese di ottobre 2013 durante il quale, a Roma, percorrendo luoghi ricchi di storia e di santità, si sono succeduti una pluralità di eventi legati al Motu proprio Summorum Pontificum di S. Santità Benedetto XVI.

Il primo ciclo di eventi, organizzato da Giovani & Tradizione e dall’Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum, è iniziato il giovedì 10 ottobre nella Pontificia Università dell’Angelicum. L’occasione era data dall’uscita degli Atti del terzo convegno sul Summorum Pontificum che si era svolto, sempre all’Angelicum, nei giorni 13-15 maggio 2011. La conferenza di presentazione degli Atti, aperta da padre Vincenzo Nuara o.p., anima delle iniziative, e moderata da don Marino Neri, ha visto come primo relatore il cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Dopo aver evocato la celebre frase di Papa Paolo VI sul fumo di Satana penetrato nella Chiesa e sulle fosche nubi che si sono addensate sopra di essa all’indomani del Concilio, il porporato si è soffermato sulla vastità degli abusi liturgici e sullo stravolgimento della liturgia ad opera di coloro che hanno inteso il Concilio come un evento di rottura e di discontinuità con il passato.

Il presule ha ricordato come il Motu proprio è stato voluto da Sua Santità Benedetto XVI perché lui stesso era stato testimone di tante aberrazioni liturgiche che avevano profondamente scosso persone radicate nella fede. Dopo il cardinale Burke, ha preso la parola il prof. Giovanni Turco, docente di Filosofia all’Università di. Prendendo le mosse da due autori illustri, Etienne Gilson e Dietrich von Hildebrand, finemente esaminati, il prof. Turco si è soffermato sulle radici filosofiche della questione liturgica e sul Motu proprio Summorum Pontificum come momento epocale, e al contempo universale, nella storia della Chiesa. Ha chiuso la conferenza il giornalista Sandro Magister, tra i più affidabili e seri vaticanisti, che ha tracciato un bilancio del Summorum Pontificum dal momento della sua promulgazione, il 7 luglio 2007, fino ai nostri giorni.

Il venerdì 11 ottobre, il cardinale Raymond Burke ha celebrato una Messa pontificale nella Basilica di San Clemente, una delle chiese più antiche e ricche di storia dell’epoca romana.  Sulle tombe di papa san Clemente e di san Cirillo, e accompagnato dalla Schola gregoriana degli alunni del Pontificio Collegio Nord Americano e dal coro polifonico della Cappella Ludovicea, in una chiesa gremita di fedeli, numerosi sacerdoti e giovani seminaristi hanno accompagnato la solenne celebrazione per la festa liturgica della Maternità della Beata Vergine Maria.Il giorno successivo, sabato 12 ottobre, all’altare di san Pio X nella basilica di San Pietro, il padre Vincenzo Nuara chiudeva le tre giornate di eventi con una Santa Messa solenne in ringraziamento per il Motu proprio Summorum Pontificum.

Dopo due settimane è stata la volta del Cœtus Internationalis Summorum Pontificum che ha organizzato un pellegrinaggio internazionale “ad Petri sedem” dal 24 al 27 ottobre. Cominciato con i Vespri pontificali presieduti da mons. Guido Pozzo, segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, nella parrocchia della SS. Trinità dei Pellegrini, il pellegrinaggio ha continuato il giorno successivo, venerdì 25 ottobre, con la recita mattutina del S. Rosario nella chiesa di S. Maria in Campitelli a cura dei Benedettini dell’Immacolata, con la Via Crucis pomeridiana sul Colle Palatino a cura dell’Opera Familia Christi, per terminare la giornata con una solenne Messa pontificale nella parrocchia della SS. Trinità dei Pellegrini celebrata da mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana (Kazakhstan). Mons. Schneider nella sua omelia ha insistito sulla necessità di tornare ad una liturgia cristocentrica e soprattutto celebrata con dignità. Ricordando il giogo comunista, il vescovo ha ricordato come durante le persecuzioni la forza dei martiri è sempre stata la Santissima Eucarestia celebrata con una riverenza ben diversa da quella attuale.  La giornata di sabato 26 ottobre è iniziata con l’adorazione eucaristica nella chiesa di Santa Maria in Vallicella, presieduta da don Marino Neri. Da lì, i numerosi fedeli giunti da varie parti del mondo, si sono diretti in processione verso la Basilica di San Pietro dove alle ore 11, il cardinale Dario Castrillón Hoyos ha celebrato una solenne Messa pontificale all’altare della Cattedra, accompagnato dal coro della Schola Sainte Cécile. Nella sua omelia, il Cardinale, nella ricorrenza della sua ordinazione sacerdotale, ha insistito sulla necessità di aumentare il nostro amore e la nostra devozione nei confronti della Madonna. A questo fine, il porporato ha citato ripetutamente alcuni brani del Trattato della Vera Devozione alla SS.ma Vergine di san Luigi Grignion de Montfort, indicando la “schiavitù” alla Madonna come mezzo privilegiato per una via di perfezione. Mons. Guido Pozzo ha letto un messaggio di Sua Santità Papa Francesco indirizzato a tutti gli organizzatori e partecipanti al pellegrinaggio ai quali il Pontefice ha augurato abbondanti frutti spirituali e ha impartito la benedizione apostolica. Molti i fedeli presenti, alcuni purtroppo rimasti fuori dalla Basilica per la numerosa folla che assediava San Pietro nel giorno della festa per la Famiglia. La cerimonia si è conclusa con il canto finale del Cristus vincit, intonato dal lungo corteo composto da oltre un centinaio di chierici tra cui parroci, giovani seminaristi, membri di varie congregazioni legate all’Ecclesia Dei, religiosi di ordini antichi e nuovi.

Nel pomeriggio si è tenuta la presentazione dell’ultimo libro di mons. Athanasius Schneider, Corpus Christi. La Santa Comunione e il rinnovamento della Chiesa (Editrice Vaticana 2013). Il vescovo kazakho ha insistito particolarmente sulla necessità di recuperare rispetto e venerazione nei confronti della Santa Eucarestia, principalmente con il riceverLa in ginocchio e in bocca. L’ultimo giorno del pellegrinaggio ha visto tutti riuniti nella chiesa domenicana di S. Maria sopra Minerva. Sull’altare dove riposa santa Caterina da Siena, mons. Fernando Arêas Rifan, ordinario dell’amministrazione apostolica di Campos (Brasile), ha celebrato una solenne Messa pontificale nella festa liturgica di Cristo Re. Durante la sua omelia, il prelato brasiliano, richiamandosi ai Papi Pio XI e Pio XII, ha ripercorso le tappe della Rivoluzione anticristiana, da quella protestante (Cristo sì, Chiesa no), a quella francese (Dio sì, Cristo no), a quella comunista (Dio è morto), fino alla perdita della fede dei nostri giorni. Il nostro amore alla liturgia tradizionale, ha detto mons. Rifan, esprime il nostro attaccamento alla fede e alla tradizione cattolica. La Chiesa nella sua storia ha attraversato momenti di sofferenza e di crisi, ma sempre ha trionfato sui suoi nemici. Per questo la Chiesa annuncia il trionfo di Cristo sulla storia con il canto vittorioso del Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat. (Maddalena della Somaglia)

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