Nuovi testi apologetici di Francesco Agnoli e Giulia Tanel

Miracoli. L’irruzione del soprannaturale nella storia(di Fabrizio Cannone) Nei suoi ultimi libri Miracoli. L’irruzione del soprannaturale nella storia (La Fontana di Siloe, Torino 2013, pp. 140, € 14) e La grande storia della carità (Cantagalli, Siena 2013, pp. 220, € 14), Francesco Agnoli si conferma ottimo storico e apologeta.

Il primo di questi ultimi due saggi, scritto a 4 mani con la giovane giornalista Giulia Tanel, ha per oggetto la possibilità, la realtà e perfino la necessità del miracolo. In effetti, l’esistenza dei miracoli, e la loro presenza unicamente all’interno del mondo cristiano-cattolico, significano a ben vedere almeno 3 cose, e tutte importanti: la realtà effettiva dell’onnipotenza divina, che non è un mero attributo filosoficamente appiccicato a Dio, ma una sua dimensione costitutiva e dimostrata; la bontà somma del Creatore che si preoccupa, nonostante l’abisso che separa il suo mondo dal nostro, delle sue povere creature, anche sollevandole dal dolore e dalla malattia; e infine la divinità del cristianesimo, unica via stabilita dal Signore per tornare presso di Lui, il che è come dire che se le altre religioni non fanno miracoli fisici, neppure ne fanno di spirituali, cioè non salvano.

I miracoli della Madonna sono forse i più avvincenti tra tutti: così si parla dopo un’analisi approfondita del caso più unico che raro della Sindone (pp. 21-36), dell’apparizione mariana di Guadalupe (pp. 37-64), di Lourdes (pp. 65-99) e di Fatima (pp. 101-116). Basterebbero queste tre mariofanie e l’esistenza del Sacro Telo della Resurrezione di Cristo a svelare sia la veridicità della religione cattolica che la validità del culto dei santi e delle reliquie (contro protestanti ed evangelici).

Nel secondo testo, più impegnativo, Agnoli mette sotto gli occhi dei lettori, tutta una serie impressionante di realizzazioni cristiane. Come ospedali, orfanatrofi, brefotrofi, lazzaretti, xenodochi, case di Dio, centri di ricovero per malati di ogni genere, per pellegrini, disoccupati e disgraziati vari, anziani abbandonati e prostitute in via di conversione. Davanti alla realtà immensa di queste opere di bene che, come diceva Leone XIII, nessuna arte dei nemici potrà mai cancellare, che dire se non che il Cristianesimo, la Chiesa cattolica sono il più grande dono di Dio all’umanità? Basterebbe l’analisi spassionata di ciò che i discepoli di Cristo, fin dai tempi apostolici, fecero per i loro fratelli in umanità, per convincersi della salvezza, anche psicologica e fisica, portata all’umanità dal Redentore.

Un solo san Camillo de Lellis (p. 111 ss.) o un san Vincenzo de’ Paoli (p. 124 ss.), hanno superato decine di Stati sovrani in termini di assistenza ai bisognosi, in più partendo dal nulla e volendo continuare sino alla fine a vivere nella privazione e nel disagio per meglio capire e com-patire gli altri. Agnoli, mostra la natura intima della spiritualità cattolica: una spiritualità che se dà legittimamente più valore all’anima e allo spirito che ai beni del corpo e della materia, tuttavia non tralascia neppure gli aspetti meno elevati della vita, e grazie all’incarnazione di Cristo in un corpo, giudica importante anche questo, poiché informato da un principio di vita immortale e che lo porterà nell’ultimo giorno alla resurrezione e alla glorificazione.

Dimostra bene lo storico trentino che non a caso l’Ospedale è un’invenzione cristiana poiché il fatalismo antico aveva la tendenza di disprezzare il malato, vedendo nella sua malattia un necessario compimento e un oscuro castigo. In realtà, se la malattia può essere certamente un castigo e una realtà invincibilmente voluta dall’alto, essa è altresì una prova che deve essere superata, sia con la sopportazione eroica del credente, sia con l’uso di quella ragione umana che il Creatore ci ha dato anche per studiare i rimedi e i medicamenti, e soprattutto per praticare le 7 opere di misericordia corporale. (Fabrizio Cannone)

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