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La Marcia per la Vita scuote Parigi

Alla vigilia della votazione in Parlamento di una legge liberticida, che proibirà qualsiasi espressione sui media contro l’aborto, definendola “délit d’entrave” (delitto di intralcio”), la tradizionale Marcia per la Vita, più affollata e vibrante degli anni precedenti, ha fatto sentire la sua voce alla Francia.

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In una Parigi assolata ma fredda, domenica 22 gennaio, un corteo multicolore ha attraversato il centro della capitale, dalla piazza Denfert-Rochereau agli Invalides, per ribadire la sua opposizione all’aborto e ad ogni forma di soppressione di vita innocente. Oltre 50.000 persone, famiglie con genitori, nonni, bambini, carrozzine, hanno partecipato all’undicesima Marcia per la Vita che quest’anno aveva come slogan: IVG, tous concernés (L’aborto ci riguarda tutti). Gli organizzatori della Marcia avevano ricevuto lettere di sostegno di 23 vescovi francesi e la sera prima l’adorazione eucaristica era stata presieduta da Mgr Jean-Pierre Cattenoz, vescovo di Avignone nella chiesa di Saint François-Xavier.

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Numerose le delegazioni straniere presenti, dal Portogallo alla Spagna, dalla Slovacchia alla Germania, dal Belgio al Senegal. Ma la delegazione più numerosa era certamente quella italiana. Oltre ad un gruppo di oltre trenta pro-life di Bergamo con il loro striscione, erano presenti i rappresentanti di Uno di Noi, della Associazione Giovanni XXIII e la portavoce della Marcia per la Vita italiana, Virginia Coda Nunziante, che è stata invitata a parlare in apertura dell’evento. Oltre ad un appello a non demordere dal combattere per l’abolizione della legge Veil “che ha provocato in Francia più morti delle due guerre mondiali”, la rappresentante italiana ha voluto sottolineare l’importanza delle marce per la vita che, “prima ancora di essere delle marce in difesa della vita, sono l’espressione stessa della Vita” e dove “la vita e la morte si affrontano, è sempre la vita a prevalere perché la morte non ha futuro”.

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Il lungo corteo, durato quasi tre ore, aperto dai presidenti delle associazioni che hanno organizzato la Marcia, Cécile Edel per Choisir la Vie, Jean-Marie Le Méné per la Fondazione Lejeune, Jean-Pierre Maugendre per Renaissance Catholique, oltre ad altre nuove realtà molto vivaci, era chiuso dal gruppo guidato da SOS Tout-Petits del Dr Xavier Dor, più raccolto e in preghiera.

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Davanti all’imponente palazzo degli Invalides la marcia si è chiusa con una serie di discorsi vibranti e appassionati che hanno scaldato una folla ormai infreddolita dalla notte che stava calando. Le ultime parole sono state quelle di Philippe de Villiers, uomo politico vandeano e oggi autore di vari saggi di grande successo, che ha fatto appello al risveglio della Francia, un popolo che deve reagire a leggi inique e liberticide: “Un paese che uccide i propri figli, uccide la propria anima. Un paese che salva i suoi figli, salva anche la sua anima. Viva l’anima della Francia!”