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Discriminazione religiosa e strane amicizie per lo staff Clinton

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Presidenziali Usa, manca ormai pochissimo al voto ed ancora si rincorrono notizie sempre più inquietanti, provenienti dallo staff di Hillary Clinton, la cui unica fortuna (non casuale) è quella di avere i grandi media sfacciatamente e faziosamente “complici” nella sua corsa alla Casa Bianca. Ma la sua sfortuna è invece quella d’esser circondata da collaboratori con numerosi scheletri nell’armadio.

L’ultima tegola – ovviamente silenziata dalla stampa – riguarda due stretti collaboratori dei Clinton, Prêta Banal (che aveva già servito l’amministrazione Clinton negli anni Novanta) e John Podesta (nella foto, segretario generale della Casa Bianca durante la presidenza di Bill Clinton ed attuale direttore della campagna elettorale di sua moglie Hillary). Secondo quanto riferito da Fox News, Wikileaks avrebbe intercettato alcuni messaggi decisamente compromettenti sulla loro posta elettronica istituzionale.

Tali mail contengono le istruzioni per il reclutamento all’interno dell’amministrazione Obama di americani di origine araba, purché – e questa è la sconcertante clausola – non siano cristiani. Anzi, di più: in un testo, datato 29 settembre 2008, Prêta Banal specificava di avere escluso tutti i candidati, che non fossero «musulmani». Il che è semplicemente illegittimo. L’art. VI della Costituzione statunitense specifica infatti come non possa essere richiesta alcuna «prova di fede religiosa come requisito per qualsiasi ufficio o incarico pubblico alle dipendenze degli Stati Uniti». Questa “selezione” dei candidati in base al loro credo è, dunque, semplicemente incostituzionale. Il che è tanto più grave se commesso da chi, come Banal, abbia presieduto la Commissione Usa sulla libertà religiosa e pertanto si presume che sappia bene tutto questo.

Eppure i numeri dicono un’altra cosa: Fox News denuncia come, sui 10.801 siriani accolti negli Stati Uniti quest’anno, solo 56, dicasi 56 siano cristiani. Tutti gli altri sono musulmani sunniti. Si tratta di una sproporzione surreale, tenendo conto di come, prima della guerra, in Siria i Cristiani rappresentassero ben il 10% dell’intera popolazione e di come figurino da sempre tra gli obiettivi “preferiti” degli jihadisti.

Ma c’è di più e, se confermato, c’è di peggio. Su John Podesta – come scritto, direttore della campagna elettorale di Hillary Clinton – Wikileaks ha diffuso anche altre mail, per certi versi molto più inquietanti. Una di queste è stata inviata da Marina Abramovic a Tony Podesta, fratello di John. Chi è Marina Abramovic? E’ un’“artista” d’origine serba, residente a New York, appartenente alla corrente della Body Art. Molte personalità del jet set, come Lady Gaga, oggi si ispirerebbero alla sua opera. Nel luglio scorso fece rumore una sua intervista, rilasciata al quotidiano tedesco Tagesspiegel, in cui dichiarò di essersi sottoposta a tre aborti, in quanto «un figlio sarebbe stato un disastro» per la sua carriera.

Le sue realizzazioni o presentano espliciti riferimenti erotici o sono allucinanti casi di autolesionismo: durante una di queste esecuzioni si è incisa col rasoio una stella a cinque punte sul ventre, facendola sanguinare con un getto d’aria calda, poi si è fustigata e si è distesa su di una croce composta da blocchi di ghiaccio, lasciando congelare il proprio corpo. E’ stata levata a forza dal suo stesso pubblico.

Nella sua mail a Tony Podesta, Abramovic si dice felice della cena «Spirit Cooking» organizzata a casa sua e chiede se suo fratello John intenda parteciparvi. A dispetto del nome, «Spirit Cooking» non è una ricetta, bensì un’altra sua messa in scena, eseguita per la prima volta nel 1997, per la quale farebbe ricorso a sangue, latte materno e sperma «fresco». Per il titolo si sarebbe ispirata ad Aleister Crowley, un autore ritenuto in orbita massonica, nonché fondatore dell’occultismo moderno e riferimento ineludibile per il satanismo.

Indubbiamente un background inquietante per lo staff Clinton (M. F.).