Meditazione sulla Via Crucis di mons. Kolfhaus

Meditazione sulla Via Crucis di mons. Kolfhaus(di Cristina Siccardi) Si avvicinano i giorni di Quaresima e fra i libri che meglio preparano al tempo liturgico della Passione e morte di Nostro Signore segnaliamo lo splendido testo di Monsignor Florian Kolfhaus, Via dolorosa. Meditazione sulla Via Crucis  (Cantagalli 2012, pp. 70, € 7.00). In queste pagine troviamo una Via Crucis  meditata, ma non è, come spesso avviene, un commentatore a parlare, bensì lo stesso Gesù che, nel compiere il suo percorso doloroso e terribile, esprime i suoi pensieri e parla “a tu per tu” con il lettore.

Finalmente qui viene contemplata la Croce, cuore del Cristianesimo, quella croce molte volte trascurata sia nelle prediche che sugli altari, eppure il «Cristianesimo è la religione che prevedere costitutivamente la croce. Anzitutto e soprattutto perché Gesù attraverso il sacrificio del suo corpo sulla croce ha liberato l’umanità dai suoi peccati. Ha deciso di morire per sconfiggere definitivamente la morte con la sua risurrezione. In croce si rivela la Sua vittoria, ma anche il Suo amore, che dimostra alle sue creature effondendo per esse fino all’ultima goccia di sangue» (p. 6). Cristo non è venuto nel mondo per dimostrare come si può superare il dolore di questo mondo, Egli non promette la libertà dalla sofferenza «al contrario! Manda i suoi fedeli come pecore tra i lupi (cfr. Mt10,16). Prevede per loro persecuzione e torture (cfr. Mt 10,17) e annuncia odio e ostilità, anche all’interno della cerchia della propria famiglia (cfr. Mt 10,35)» (p. 6). Perché tutto questo dolore del Figlio di Dio? Perché la sofferenza, più o meno grande, di ogni uomo? La risposta è quella che sempre ha dato la Chiesa e che mirabilmente espone il teologo monsignor Kolfhaus e che invitiamo i lettori a scoprire in queste pagine dense di ragione e di fede.

La figura della Madonna è trattata con il rispetto e l’amore che a Lei si conviene. Nella IV stazione quando Gesù la incontra, l’Agnello sacrificale è all’unisono con lei, avrebbe voluto risparmiarle quell’incontro, ma quanto «peserebbe maggiormente questa croce se non sapessi che lei è con me! Qualsiasi cosa succeda è il nostro cammino comune. Se solo potessi confortarla mentre accade tutto questo. Ma lei è l’unica a non chiedere il “perché”. Lei crede, spera ed ama. (…). Cerca il suo sguardo materno e vedrai l’amore di Dio» (pp. 28-29). E proprio alla Madonna è dedicato l’altro libro che proponiamo di Monsignor Kolfhaus, Totus tuus, Maria, Dodici giorni di preparazione per la consacrazione alla Madonna (Cantagalli, Siena 2011, pp. 184, € 13,00).

Il prezioso testo parte da una considerazione prettamente terrena per assurgere poi alle sfere celesti: l’umanità da sempre aspira ad un mondo migliore e tutti e ciascuno hanno aspirato e aspirano alla felicità, ovvero al Paradiso di cui si ha un’immensa nostalgia. Tuttavia il paradiso terrestre non esiste e mai esisterà perché la natura umana è stata corrotta con il peccato originale e tale condizione nel mondo non muta. «Ci sono attivisti sociali che davvero fanno tanto per una società più giusta e solidale, ma il mondo è davvero cambiato? Crediamo ancora nello sviluppo globale e nell’evoluzione di un futuro meraviglioso grazie alla tecnica e alla scienza?» (p. 7).

Per tutto l’impegno che possa esserci, per tutti gli sforzi che possano essere profusi, tutto miseramente fallisce. La risposta per coloro che hanno il dono della fede è presto trovata: le persone veramente felici sono i santi e la felicità la si trova cercando il vero ed unico senso della vita ecco che l’autore con questo saggio, nato dalla pastorale con i giovani, invita ad un cammino di santità ed è la stessa intenzione che ha mosso il grande cantore della Madonna, san Luigi Maria Grignion de Montfort con il suo Trattato della vera devozione alla Santa Vergine Maria: abbandonandosi a Lei è rintracciabile la via più semplice, più breve e più perfetta per abbracciare la felicità. (Cristina Siccardi)

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