Marcia per la Vita: nell’Adorazione Eucaristica il segreto del successo

Marcia per la Vita

(di Cristina Siccardi) Cuore spirituale della Marcia per la Vita è l’Adorazione Eucaristica, in riparazione per il crimine dell’aborto, nella veglia che la precede. Anche nella sua sesta edizione, perciò, si è celebrato questo appuntamento con il cardinale Raymond Leo Burke, alla presenza del cardinale George Pell, nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma.

La Basilica ospita le spoglie di due grandi Santi: il dottore della Chiesa santa Caterina da Siena e il pittore mistico Beato Angelico. Due punti di riferimento importanti per i nostri dolorosi tempi: colei che, con passione cristiana e carità cattolica, seppe parlare al Papa, rammentandogli i suoi compiti e i suoi doveri di Vicario di Cristo, e colui che rese degna gloria in terra, attraverso l’arte figurativa, a Dio, fonte di Verità e di Bellezza. Qui sono inoltre custoditi i sepolcri di alcuni Pontefici (Paolo IV, Leone X, Clemente VII, Benedetto XIII, Urbano VII), ma anche di Cardinali, Vescovi, intellettuali. Non soltanto per queste ragioni la Basilica è sede cultuale rilevante. Essa è anche insula sapientiae.

Nell’VIII secolo esisteva qui un oratorio dedicato alla Vergine con il toponimo di Minervum: dapprima dato alle monache basiliane provenienti da Costantinopoli, nel 1266 passò all’Ordine dei Predicatori, i quali entrarono in possesso del sacro bene nel 1275; la chiesa entrò quindi a far parte di un complesso conventuale domenicano noto appunto come insula sapientiae. Nel 1280 iniziò la costruzione della grande chiesa gotica domenicana, grazie ai finanziamenti donati da Papa Bonifacio VIII e da moltissimi fedeli; ma rimase incompiuta fino al 1725, quando la sua costruzione terminò per volere di Papa Benedetto XIII.

La chiesa è titolo cardinalizio dal 1557 e il primo cardinale titolare fu Michele Ghislieri, futuro san Pio V. Da tutto ciò, seppure illustrato sinteticamente, si può evincere il patrimonio che questa chiesa, che ha ospitato la veglia eucaristica del 7 maggio scorso, trasmette. «Dalla nostra meditazione e soprattutto dalla Presenza Reale del Signore», ha detto il cardinale Burke nella sua predica quella sera, «prendiamo nuovo entusiasmo e nuova energia per la battaglia quotidiana in difesa e per la promozione della dignità inviolabile della vita umana. Allo stesso tempo, prendiamo ispirazione per riparare sempre più generosamente l’offesa gravissima dell’attacco mortale alla vita innocente e indifesa di un fratello o una sorella, sia il bambino, non ancora nato, nel grembo della madre, che l’indebolito in ragione degli anni, della malattia o della disabilità. Abbiamo meditato il supremo atto di amore da parte di Dio alla presenza del Sacramento del Divino Amore, consci della nostra consacrazione battesimale. Per il Sacramento di Battesimo abbiamo ricevuto la partecipazione allo stesso mistero d’amore divino, puro, disinteressato e duraturo. Solo quell’amore divino vince ogni male e ripara le molteplici offese a Dio causate dalla nostra ostinazione nel peccato e specialmente nei peccati più gravi contra la vita umana, creata a immagine di Dio e redenta a prezzo del Sacratissimo Sangue di Dio Figlio Incarnato».

La vita per l’uomo è il sommo dono di Dio, perché è un bene eterno. Sta all’uomo decidere se accoglierla nella sua interezza, dal concepimento al per sempre, scegliendo di stare in Cristo, l’Α e l’Ω. L’abominio dell’aborto (omicidio volontario) recide fin dal principio l’esistenza della creatura chiamata da Dio in terra. La Marcia per la vita, grazie alla presenza del Cardinale Burke, e quest’anno anche di monsignor Athanasius Schneider e di monsignor Luigi Negri, grazie alla partecipazione di decine di migliaia di persone, di famiglie, di sacerdoti, di religiosi e religiose, grazie ai discorsi di studiosi di valore, come è avvenuto anche in questa edizione durante il convegno nazionale e quello internazionale, vuole essere presenza solida, e ormai radicata, della volontà di proclamare la verità sull’esistenza, fin dal suo primo bagliore, perché nessun individuo e nessuno Stato può arrogarsi il diritto di decidere sulla vita altrui: non la morte deve sopprimere la vita, ma la vita deve vincere sulla morte! Principi che dovrebbero essere normali, ovvi, consueti, sono diventati, invece, bersagli da combattere e opprimere, e persino la Chiesa fatica a rammentarli, poiché essa è divenuta debole e remissiva, trovandosi sotto il piede del pensiero moderno, che l’ha fiaccata e ferita per sua stessa scelta, quando, durante il pastorale Concilio Vaticano II, si decise di non condannare più gli errori.

Nel convegno nazionale del 7 maggio, Anca Maria Cernea, Presidente dell’Associazione dei medici cattolici della Romania (figlia di un leader politico cristiano imprigionato dai comunisti per 17 anni), che venne invitata al Sinodo per la famiglia nel 2015, ha ricordato come uno dei migliori interventi durante quel Sinodo, è stato quello di mons. Tomash Peta (Kazakistan), il quale, citando Paolo VI, ha affermato che il «fumo di Satana» potrebbe essere precipitato anche nei discorsi di alcuni Padri sinodali. «Questi due interventi riassumono il nostro problema. 1. La guerra contro la famiglia e la vita umana innocente è una guerra spirituale. 2. Questa guerra è ora in corso anche tra le mura della Chiesa stessa (…) purtroppo, il più delle volte, si sentono oggi due tipi di sermoni della Chiesa: uno è del tutto ideologico, praticamente a favore dei “principati e delle potenze”. L’altro è diretto esclusivamente contro l’immoralità sessuale, la corruzione materiale, il consumismo, l’edonismo e di altri peccati terreni, il che significa che si sta combattendo esclusivamente “il sangue e la carne”, non i “principati e le potenze”».

L’ideologia è un errore di natura religiosa: finge di avere una spiegazione della realtà e di offrire “salvezza” in questo mondo, con mezzi umani, senza Dio. «Non c’è nulla di nuovo o “progressista” in questo. È il vecchio errore gnostico, in una forma contemporanea. Lo Gnosticismo è stato conosciuto dalla Chiesa sin dai primi secoli cristiani. Si tratta di un tentativo da parte dell’uomo di conquistare il controllo, con gli strumenti di conoscenza, consentendogli di occupare il posto di Dio», correggendo ciò che è apparentemente “sbagliato” nella creazione di Dio. Anche molti uomini di Chiesa, purtroppo, sono ostaggio attualmente di questa ideologia. Ha affermato monsignor Athanasius Schneider durante il convegno internazionale: «Le dottrine del razionalismo, del naturalismo, dell’antropocentrismo formano lo stato d’animo del mondo di oggi. La Rivoluzione francese ha conquistato quasi tutti i settori della vita pubblica e ha invaso in fasi progressive grandi aree della vita della Chiesa. All’inizio del XXI secolo, si assiste ad un’apostasia nella società civile, che assomiglia a una rivolta diretta e quasi apocalittica contro Dio stesso e contro l’ordine stabilito da Dio della legge naturale (…). Il Santo Vangelo narra che quando Gesù fu crocifisso “si fece buio su tutta la terra” (Mt 27, 45.); un simbolo terrificante di quello che è successo e quello che succede ancora spiritualmente, dovunque l’incredulità, cieca e fiera di se stessa, è riuscita a escludere Cristo dalla vita moderna, in particolare dalla vita pubblica, e ha minato la fede in Dio e la fede in Cristo. La conseguenza è che i valori morali, con i quali in altri tempi si misurava la condotta pubblica e privata, sono caduti in disuso; e la tanto vantata laicizzazione della società, che ha reso sempre più rapidi progressi, ritirando l’uomo, la famiglia e lo Stato dagli effetti benefici e rigeneranti dell’idea di Dio e dell’insegnamento della Chiesa, causando il riapparire, nelle regioni in cui per molti secoli brillavano gli splendori della civiltà cristiana, in modo sempre più chiaro, sempre più distinto, sempre più angosciante, i segni di un paganesimo corrotto e corruttore».

Oggi Cristo è crocifisso dai suoi oppositori e dagli apostati. È buio su tutta la terra. Tuttavia la luce della Verità, seppure fioca, non sarà mai spenta poiché Cristo è sì inchiodato alla Croce dai moderni sommi sacerdoti, dai Pilato, dagli Erode, dai Giuda, dai peccati degli uomini, dalla gente ignara, sbattuta dal vento dei poteri (religiosi o civili che siano), ma è Vivo, perché dalla morte risorse. Infatti: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20). Il vagito delle verità, imbavagliate attualmente dalle menzogne, tornerà ad essere voce vigorosa grazie a chi continuerà a resistere nelle tempeste e grazie anche a chi persevererà nel difendere la vita, come si è fatto con successo nei tre giorni a Roma e come si continuerà a fare il prossimo anno, quando la Marcia, dall’eco sempre più internazionale, cadrà il sabato (giorno mariano) 13 maggio, a 100 anni esatti dalle apparizioni di Nostra Signora di Fatima. (Cristina Siccardi)

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