L’Immacolata Concezione

L_Immacolata(di Cristina Siccardi) Maria Immacolata, di cui si celebra la festa l’8 dicembre, è segno, per volontà di Dio, di perfezione assoluta in una creatura umana: nessuna persona si avvicina alle sue altezze di bontà e di beltà e nessuno, neppure tutti gli angeli e tutti i santi messi insieme, ha maggior potere intercessorio sull’Onnipotente.

Per tale ragione è proprio all’Immacolata, Madre di Dio, a cui occorre rivolgersi in questi tempi di apostasia e di corruzione, implorando il suo Cuore Immacolato di presto trionfare, così come profetò a Fatima. I principi cristiani sono crollati e nelle società occidentali anche i comandamenti che Dio consegnò a Mosè sono stati calpestati: le Tavole della Legge sono state sostituite con le tavole del culto all’uomo e dei suoi “diritti”, che invece di liberarlo lo costringono a cadere sempre più nell’abisso. Soltanto l’Innocenza pura, ovvero la Vergine Immacolata, potrà venire in soccorso di tanta bruttura, capace di contaminare anche l’età dell’innocenza. Tuttavia esiste un altro tipo di corruzione della purezza: è quella che tocca coloro che sono chiamati alla vocazione, i quali, ignari, pensando di entrare in seminari o noviziati di formazione, ne escono, “grazie” ai loro docenti al passo con i tempi, con una Fede malsana.

Scrive il fondatore dei Francescani dell’Immacolata, Padre Stefano Manelli: «L’amore all’Immacolata, da parte nostra, acquista valore di pregio, a seconda del grado di conoscenza dell’Immacolata. È vero, infatti, che ad una conoscenza ridotta e difettosa dell’Immacolata, non potrà mai corrispondere un amore pieno e perfetto; ad una conoscenza incerta e tiepida non potrà mai corrispondere un amore stabile e ardente; ad una conoscenza deficiente ed errata non potrà mai corrispondere un amore integro ed illuminato». Chi La ama di più è Gesù. Afferma ancora padre Manelli: «Chi può misurare l’ardore e l’estensione dell’amore all’Immacolata nel Cuore dell’Uomo-Dio? (…) A noi è dato sapere le “grandi cose” (Lc 1,49) che l’Onnipotente ha fatto a Maria, Vergine davidica, donandole la Concezione Immacolata con la pienezza di grazia, da cui deriva ogni altra grazia, ossia deriva: la grazia della Maternità Divina e verginale, la grazia della Sponsalità Divina con lo Spirito Santo, la grazia della Corredenzione e Mediazione universale, la grazia della Maternità spirituale, la grazia dell’Assunzione in anima e corpo al Cielo, la grazia della Regalità universale nel Regno dei cieli. Siamo davvero ai vertici dell’Amore di Dio a Maria!». Privilegiata per eccellenza, l’Immacolata è dolcezza e quiete inenarrabili.

Tre cose Ella predilige: offrire  sacrifici e rinunce a Dio, portare la Croce per amore di Gesù, recitare il Santo Rosario; nelle apparizioni sono questi i messaggi che porta all’umanità per indicare la via della Salvezza e nulla ha aggiunto, in quanto la Trinità, nella quale Lei vive, si è già manifestata nella Rivelazione, perciò alla Madre di Dio è rimasto il compito di avvertire e ammonire i suoi figli, che ama di perfetto amore.

L’Immacolata fu Paradiso in terra per Gesù e per San Giuseppe ed è il «Paradiso di Dio», come la definisce mirabilmente Grignion de Montfort: «Non c’è e non ci sarà mai creatura in cui Dio sia più grande – al di fuori di se stesso e in se stesso – che nella divina Maria, non eccettuati i santi, i cherubini e i più alti serafini. Maria è il paradiso di Dio e il suo mondo ineffabile, in cui il Figlio di Dio è entrato per operarvi meraviglie, per custodirlo e compiacersi. Ha fatto un mondo per l’uomo pellegrino: è il nostro; ha fatto un mondo per l’uomo beato, il paradiso; ma ne ha fatto un altro per sé e gli ha dato il nome di Maria. Questo è un mondo sconosciuto a quasi tutti i mortali della terra è incomprensibile a tutti gli angeli e i beati del cielo, che per l’ammirazione che provano nel vedere Dio così elevato e distante da loro, così segregato e nascosto nel suo mondo, la divina Maria, gridano giorno e notte: “Santo, Santo, Santo!”». (Cristina Siccardi)

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