L’escalation di intolleranza della comunità LGBTQ

dittatura-gender-omosessualismo(di Lupo Glori) La sospensione del  ciclo di incontri privati riservati ai genitori della scuola presso l’istituto paritario di Torino Faà di Bruno è solamente l’ultimo, in ordine di tempo, di una serie di episodi di vera e propria intolleranza e discriminazione da parte dei sostenitori dell’ideologia gender nei confronti di chiunque osi esprimere pareri e opinioni discordanti da loro pensiero unico. In tale dibattito, il contraddittorio non è contemplato.

Questa escalation di intolleranza ha avuto inizio a Verona, il 21 settembre, in occasione di un convegno sulla teoria del gender organizzato dall’Associazione Famiglia Domani e dal MEVD-Movimento Europeo Difesa Vita, dove la comunità Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Queer (LGBTQ) ha, dapprima, messo in atto una violenta campagna mediatica contro gli organizzatori dell’evento, esortando il sindaco della città scaligera Flavio Tosi a ritirare il patrocinio e la sua partecipazione; successivamente, ha inscenato un sit-in di piazza, facendo sì che il convegno si svolgesse in uno stato di assedio con le forze dell’ordine a proteggere tutta l’area circostante.

Pochi giorni dopo, a Casale Monferrato, una conferenza organizzata da Alleanza Cattolica, Comunione e liberazione e Movimento per la Vita è stata interrotta da esponenti gay e lesbiche, che hanno messo in atto una rumorosa e violenta protesta in sala arrivando a salire sul palco e costringendo gli organizzatori a sospendere l’iniziativa. A Milano, il 5 ottobre, un altro incontro di Alleanza Cattolica, alla presenza di giuristi e parlamentari e con la partecipazione del portavoce della Manif pour tous francese, è stato reso possibile solamente grazie e alla protezione di polizia e carabinieri.

Il 24 ottobre, nuovamente a Milano, un secondo convegno organizzato dall’Associazione Famiglia Domani e dall’Associazione Famiglie Numerose Cattoliche insieme ad altre realtà associative milanesi, con il Patrocinio della Provincia, è stato disturbato da attivisti gay che urlando e lanciando volantini sono stati portati a forza fuori della sala dal servizio d’ordine.

Negli ultimi giorni, infine, è stata improvvisamente e inspiegabilmente annullata la partecipazione del vicepresidente dei giuristi cattolici, Giancarlo Cerrelli, a “Domenica In”, facendo in modo che lo spazio dedicato al tema dell’omofobia, all’interno della popolare trasmissione televisiva domenicale, si trasformasse in un dibattito a senso unico, un vero e proprio spot della “Rai” a favore dell’omosessualità e dell’omosessualismo.

Per ultimo, il fattaccio di Torino, citato all’inizio, dove gli attivisti LGBTQ con l’appoggio di esponenti del PD, SEL e dello stesso Comune hanno dato vita ad una censura preventiva, degna dei peggior regimi totalitari, nei confronti di una serie di incontri sul tema della Bellezza della famiglia tradizionale minacciata dall’ideologia gender, previsti presso l’istituto scolastico cattolico Faà di Bruno, che ha portato all’annullamento dell’iniziativa.

Gli episodi qui elencati parlano chiaro. Gli ideologi del gender pretendono di tappare la bocca a tutti coloro che esprimono idee e giudizi contrastanti con le loro teorie. Coloro che si dicono i paladini dei diritti per tutti e del principio di non-discriminazione, contraddicono sé stessi, arrogandosi il diritto di zittire con ogni mezzo qualsiasi voce contraria. Parlare di natura biologica, di famiglia naturale, dell’importanza dei ruoli di padre e di madre, dei rischi connessi ai traumi infantili derivanti dalle adozioni omosessuali, in una parola, di normalità, non è più ammesso. La dittatura del pensiero unico è ormai una drammatica realtà. (Lupo Glori)

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