La Turchia finanzia una mega moschea a Bucarest

Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan speaks during a meeting in Ankara, Turkey, Tuesday, Oct. 1, 2013. On Monday, Erdogan has announced a package of proposals aimed at democratic reform that include lifting some restrictions on the use of the Kurdish language, as well as a further step to liberalize the wearing of Islamic headscarves. The reforms announced Monday were anticipated as key to the Kurdish peace process and for Erdogan's political prospects as he faces local, general and presidential elections in the next two years. (AP Photo)

(Lupo Glori) La Turchia si appresta a finanziare la costruzione della più grande moschea finora eretta in una capitale europea. L’enorme centro culturale islamico, che potrà ospitare fino a 1.500 fedeli, sorgerà a Bucarest, capitale della Romania, paese di profonda fede cristiana ortodossa. Nelle scorse settimane il governo rumeno, guidato dal primo ministro socialdemocratico Victor Ponta, ha infatti firmato un accordo con il Mufti della Comunità Islamica Rumena, Murat Yusuf, per la cessione di un’area di 11 mila metri quadrati del valore di circa 4 milioni di dollari sulla quale erigere l’enorme moschea. La Turchia ha annunciato che sosterrà economicamente il progetto che i promotori sperano di portare a termine entro il 2018.

Alle dure proteste suscitate dall’annuncio, in un paese per cinque secoli, fino alla fine del 1800, vassallo dell’Impero Ottomano, dove i circa 70.000 musulmani, rappresentano appena l’1% della popolazione, il premier rumeno Ponta ha replicato, sottolineando come la moschea sia un simbolo di accettazione della Romania nei confronti della comunità musulmana: “Mi dispiace che nel nostro paese ci siano ancora persone irresponsabili che giocano con cose così delicate e importanti come la pace, il rispetto e la solidarietà interreligiosa“.

La costruzione della gigante moschea nella capitale rumena rappresenta il compimento di una decennale pianificata strategia di penetrazione culturale islamica messa in atto dalla Turchia di Erdogan, in patria conosciuto come “il Sultano”. Negli ultimi dieci anni, la popolazione rumena appare infatti molto più disponibile ad abbracciare il proprio patrimonio orientale con la sempre più comune diffusione di venditori di kebab, fast food e ristoranti turchi nel centro di Bucarest, così come la crescente popolarità di soap opera e musica turca. Anche dal punto di vista politico e commerciale scrive il Washington Post, la Turchia è divenuta “il più importante partner commerciale per la Romania al di fuori dell’UE. Quando il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha visitato Bucarest in aprile, i due paesi hanno deciso di aumentare gli scambi bilaterali a 10 miliardi di dollari entro i prossimi cinque anni”.

La decisione del governo di appoggiare tale progetto, dietro il quale rischia di celarsi l’estremismo islamico, ha scatenato una accesa reazione anti-musulmana nel paese.Tudor Ionescu, il leader del partito di estrema destra “Noua”, ha lanciato l’allarme: “La moschea diventerà un luogo di reclutamento per gli islamisti radicali, un terreno fertile per i terroristi; Molti attacchi stanno già accadendo. Come non immaginare che ci raggiungeranno un giorno?”. Ionescu ha quindi messo in guardia riguardo la strategia turca in atto: ”La Turchia tenta una conquista simbolica dell’Europa attraverso queste moschee”.

Il finanziamento da parte di Ankara della costruzione della mega moschea nel cuore dell’Europa rientra infatti in una più ampia strategia turca volta ad accrescere la propria influenza politica, economica e culturale attraverso la costruzione di moschee all’estero. Come riporta sempre il Washington Post, la Turchia sta attualmente spendendo circa  33 milioni di euro per un nuovo Centro islamico a Tirana, in Albania, che avrà con una capacità di 20.000 persone, il più grande centro islamico dei Balcani. Altri progetti di centri religiosi/ moschee finanziate dalla Turchia sono in costruzione, uno appena fuori Washington, DC, a Lanham, nel Maryland, e un’altro nella città bulgara di Kardzhali che potrà ospitare fino a 1.500 fedeli”.

Il finanziamento per la costruzione di questa enorme moschea da parte della Turchia di Erdogan, che non ha mai fatto mistero di ammirare il glorioso passato imperiale della Turchia, conferma le sue manovre espansionistiche nell’area volte a ricostruire un nuovo Impero Ottomano. Tale moschea nel cuore dei Balcani costituirà un avamposto privilegiato per la più volte sbandierata conquista islamica della imbelle Europa cristiana. (Lupo Glori)

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