La Spagna frena sull’aborto

Aborto Spagna(di Alfredo De Matteo) La Spagna ci ripensa e modifica in senso restrittivo la legge sull’aborto del 2010 fortemente voluta dall’allora premier Zapatero: le nuove norme sono state approvate dal Consiglio dei ministri dietro proposta del ministro della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardòn e prevedono la possibilità di abortire dopo la 22a settimana di gestazione solo in presenza di un’anomalia fetale incompatibile con la vita e nel caso in cui le anomalie non erano state rilevate prima di una diagnosi corretta. Inoltre, anche gli operatori sanitari non direttamente coinvolti nell’aborto potranno esercitare il diritto all’obiezione di coscienza, viene vietata la pubblicità degli aborti nelle cliniche e ripristinato il vincolo per il minore di ricevere l’autorizzazione dei genitori per accedere alla cosiddetta interruzione volontaria della gravidanza. La nuova normativa sull’aborto risulta più restrittiva non solamente di quella del 2010 ma in parte anche di quella precedente datata 1985 che tuttavia prevedeva (giustamente) il carcere per chi si macchiava del crimine dell’aborto.

Scontata e prevedibile la reazione scomposta al provvedimento proveniente dall’ala laicista del Paese guidata dalle lobby femministe, le quali hanno annunciato proteste e cortei in tutto il Paese fino a quando il disegno di legge verrà discusso in Parlamento prima di entrare in vigore, meno scontata ed estremamente positiva quella delle organizzazioni pro life spagnole che hanno manifestato sotto il Palacio de la Moncloa a Madrid per chiedere la totale cancellazione della legge sull’aborto.

Nell’ambiente pro-life italiano la notizia proveniente dalla penisola iberica ha suscitato reazioni contrastanti: c’è chi, come Tommaso Scandroglio, sostiene che le modifiche alla nuova legge sull’aborto non ne limiteranno in alcun modo la portata omicida (http://www.lanuovabq.it/it/articoli-aborto-in-spagna-la-falsa-retromarcia-8037.htm), c’è chi invece, come Renzo Puccetti, non sottovaluta la debole ma significativa inversione di rotta del governo spagnolo sul tema dell’aborto procurato (http://www.libertaepersona.org/wordpress/2013/12/untouchable/); entrambi, sostengono l’illiceità morale e giuridica di ogni legislazione che pretenda di legittimare tale abominevole pratica e ribadiscono il principio ineludibile secondo cui non è mai lecito sopprimere una vita umana innocente. La legislazione spagnola continua ad essere, sotto questo aspetto omicida, e i firmatari della legge se ne assumono tutta la responsabilità.

E’ tuttavia necessario distinguere due piani d’azione: uno riguarda l’affermazione e la difesa dei principi universali della legge naturale che non può mai venire meno, neppure parzialmente, l’altro concerne le strategie di lotta contro l’aborto di Stato che possono variare, queste sì, a seconda delle circostanze e del contesto storico in cui gli eventi si manifestano. Pare evidente come  tale parziale inversione di tendenza non porrà fine, nel Paese Iberico, all’olocausto dei bambini non nati né ripristinerà la vera legalità, ma quantomeno sta a dimostrare che il processo rivoluzionario antiumano non è irreversibile, può essere contrastato e finanche vinto. D’altra parte, quella attuale è l’epoca in cui l’informazione (soprattutto le modalità con cui viene veicolata) assume un ruolo determinante nell’orientare l’opinione pubblica e nel far prevalere certe tendenze rispetto ad altre; non v’è dubbio che le seppur lievi (tanto lievi da poter risultare, alla fine, prive di reale efficacia) modifiche in senso restrittivo della legge spagnola sull’aborto siano state percepite da tutte le istanze laiciste ed anticristiane come un’intollerabile stop alla “trionfale” avanzata della cultura di morte: un imprevisto che potrà dare nuova linfa all’antiabortismo spagnolo (e non solo) e contemporaneamente togliere sicurezza e serenità agli avversari.

L’importante  sarà ribadire l’iniquità della legislazione abortista, anche minimale, perseverare nella lotta, non accontentarsi di aver ottenuto qualche piccolo risultato bensì alzare la posta in gioco e rilanciare, esattamente come sembra stiano facendo i movimenti antiabortisti spagnoli. Pertanto, anche in Italia è possibile coltivare la speranza di assestare qualche duro colpo alla criminale legge 194 con l’obiettivo finale di eliminarla definitivamente dal nostro ordinamento giuridico. La Marcia Nazionale Per la Vita, la cui quarta edizione si svolgerà a Roma il prossimo quattro di maggio, rappresenta e mantiene viva, nel nostro Paese, tale speranza. (Alfredo De Matteo)

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