La rivista Controrivoluzione, diretta da Pucci Cipriani

controrivoluzione

Nel maggio scorso, è comparsa nuovamente sulla scena della carta stampata Controrivoluzione, rivista fondata e diretta dal prof. Pucci Cipriani, scrittore di rilievo nel panorama cattolico fiorentino. Alle sue spalle, anche un’attività editoriale che ha avuto tra le sue pubblicazioni il volume di Mons. Giulio Lorini sul cardinale Elia Dalla Costa (prefazione di Piero Bargellini, 1973). Guido Scatizzi ha posto a Pucci Cipriani alcune domande.

Qual’ è stata la genesi di Controrivoluzione?

Controrivoluzione nasce a Firenze nel 1989, nel duecentesimo anniversario della Rivoluzione francese, come organo dell’ANTI ’89, Associazione formata da militanti cattolici fedeli alla Tradizione che promossero una serie di iniziative di “contro storia”, culminanti con la grande manifestazione cattolica e controrivoluzionaria a Parigi, cui partecipò una delegazione dell’ANTI ‘89 di 250 persone. Assunsi la direzione del periodico che ho portato avanti per venti anni, fino al 2009, poi dovetti “gettare la spugna”, dopo 123 fascicoli alcuni dei quali veri e propri tomi che contenevano gli “Atti” degli annuali Convegni della Tradizione della Fedelissima Civitella del Tronto, insomma una vera e preziosa biblioteca, un archivio essenziale per la tradizione cattolica. Dopo una sosta di sei anni, grazie all’editore Marco Solfanelli, Controrivoluzione (www.controrivoluzione.it) rivede la luce e sono già usciti due fascicoli il n.124 e il n.125 della nuova serie. Solfanelli ha voluto affidare a me anche la direzione della nuova serie creando anche un Comitato Scientifico del quale fanno parte cinque docenti universitari, tra i personaggi più illustri del mondo della Tradizione: il Conte Neri Capponi; il Prof. Francesco dal Pozzo d’Annone (emerito Università di Perugia); il prof. Massimo de Leonardis (Università Cattolica di Milano), il prof. Roberto de Mattei, Presidente della Fondazione Lepanto e il prof. Piero Vassallo (emerito della Facoltà Teologica dell’Italia del Nord).

Non crede che un genere così peculiare possa riscontrare un pubblico esiguo, al giorno d’oggi?

Anche la nuova serie di Controrivoluzione ha trovato e sta trovando tuttavia il suo attento pubblico: in genere i lettori di questa rivista seguono da vicino la nostra battaglia per una seria “revisione” storica che indaghi a tutto campo, la quale suscita piacevolmente l’interesse di molti e molti giovani (sia sacerdoti sia laici). Revisione che ha le sue salde radici: già iniziata fin dal lontano 1989 con le conferenze e le pubblicazioni di storici e filosofi come Jean de Viguerie, della Sorbona, e il grande filosofo Augusto Del Noce che, insieme a Massimo de Leonardis, a Roberto de Mattei e al sottoscritto tennero a battesimo la rivista nell’ ‘89, a Roma, presso la Sala del Trono di Palazzo Pallavicini, alla presenza della Principessa Elvina.

In diversi hanno notato con piacere l’opzione per il cartaceo. Che cosa vi ha motivati?

Potrà sembrare strano che in questo periodo in cui la carta stampata sta attraversando una incredibile crisi Controrivoluzione sia risorta come rivista cartacea, anziché come rivista online, ma debbo dire che la rivista gode di ottima salute perché ha un suo pubblico affezionato, in genere gente militante, che segue da vicino le vicende della politica, è appassionata alle vicende storiche, interpretate alla luce della Tradizione e soffre per questa drammatica crisi della Chiesa.

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