La questione francescana di p. Paolo Siano

La questione francescana di p. Paolo Siano(di Gianandrea de Antonellis) Cosa s’intende per Questione Francescana? Si tratta delle problematiche storiche e letterarie (anche ermeneutiche e filologiche) relative alle biografie di San Francesco d’Assisi scritte nell’arco del primo secolo di storia del movimento francescano (Padre Paolo M. Siano, La Questione Francescana. Un contributo storico ed ermeneutico, Casa Mariana Editrice, Frigento (AV) 2013, p. 360, € 15).

Già ai tempi della Riforma c’erano stati tentativi di “arruolare” San Francesco tra i precursori della ribellione alla Chiesa: si sosteneva che in realtà il Santo di Assisi non avesse voluto costituire un Ordine monastico, ma solo una Fraternità laicale; simili posizioni ritornarono in auge (anche grazie agli influssi del soggettivismo razionalista cartesiano – e del suo conseguente dubbio su tutto ciò che non si può conoscere di persona – e del criticismo kantiano) al tempo dell’illuminismo.

Ma fu soprattutto dalla fine Ottocento in poi che il modernismo, grazie all’arma della filologia, attaccò gli scritti medioevali su San Francesco, sostenendo che erano stati scritti molto tempo dopo la morte del protagonista, sotto pressioni della Curia romana al fine di ridurre la figura di un antagonista della Chiesa a quella di un suo fedele servitore. In particolar modo l’opera del pastore calvinista Paul Sabatier (iniziatore di una corrente tuttora in voga – anche tra i cattolici!), che pubblicò nel 1893 una biografia del Santo, vedendo in lui quasi esclusivamente «l’uomo vittima dell’oppressione della Curia Romana» (p. 35), riducendo la sua spiritualità a misticismo e addirittura le sue stimmate – che pure riteneva reali – ad una sorta di autosuggestione… Un’interpretazione fuorviante, come rileva padre Siano che dimostra tutti gli errori dello studioso francese, ma che ebbe grande successo ed inaugurò un filone di “studi” che portò a sostenere che Francesco d’Assisi fosse un cataro nemico giurato della Chiesa, forse addirittura un iniziato, membro di una loggia massonica ante litteram (la “Comunione di Frate Sole”) oppure un alchimista che nel Cantico delle creature avrebbe lodato i quattro elementi della Natura ed evocato il simbolo della Morte iniziatica… Se i deliri massonici (ma padre Siano raccoglie anche altre interpretazioni più oscure) sono facilmente riconoscibili, è invece più difficile comprendere la falsità delle altre critiche che toccano il carisma di Francesco e la sua volontà di costituire un vero Ordine monastico: qualche anno fa il Santo era stato arruolato suo malgrado tra le fila dei pacifisti, adesso torna in auge la leggenda che vedrebbe nei “Fraticelli”, (gli eretici pauperisti che si distaccarono dai Francescani) i veri eredi del suo messaggio. In particolare i “Fraticelli” «dinanzi al dilemma di scegliere tra la voce del Papa e la voce della coscienza, preferirono la seconda» (p. 36) dimostrando un soggettivismo che li porterà poi a varie scissioni.

Il problema è che Sabatier – che continua ad essere la fonte della rivisitazione di San Francesco in senso “rivoluzionario” – sembra, a detta dei migliori esegeti, avere accettato in pieno la visione (distorta) che del Santo ebbero i “Fraticelli”, secondo i quali l’istituzione laica di Francesco fu, come detto, forzosamente clericalizzata. L’ignoranza fa sì che certe falsità attecchiscano, ma il presente saggio, denso eppure accessibile a tutti, serve a dissiparla: leggendolo si capisce perfettamente come questa rivisitazione – nata sotto il pretesto della ricostruzione filologica, ripetiamo – sia indirizzata soprattutto non alla ricerca della verità, ma, al contrario, alla confusione che permette di attaccare la Chiesa nelle sue principali istituzioni, come gli Ordini nati dalla Regola di San Francesco. Una Regola che egli volle e che non gli fu, come invece pretendono i suoi detrattori, imposta dalla Curia romana. (Gianandrea de Antonellis)

 

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