La Mostra-Convegno Vicario di Cristo tra Fede e Storia a Superga

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(di Cristina Siccardi) La Santa Messa in Vetus Ordo, dopo decenni di esilio, è ritornata, la mattina di domenica del 17 gennaio scorso, nella Reale Basilica di Superga. La monumentale chiesa dell’architetto messinese Filippo Juvarra, posta sul colle omonimo, che Papa Pio XII definì «il più bel panorama d’Europa», nacque in adempimento del voto a Maria Santissima per ottenere la liberazione di Torino dall’assedio francese durante la Guerra di successione spagnola, voto pronunciato il 2 settembre 1706 dall’allora Duca Vittorio Amedeo II, che insieme al Principe Eugenio di Savoia-Soissons era salito su quell’altura per esaminare il campo di battaglia sottostante.

La Santa Messa di sempre è stata il naturale coronamento della prima tappa della Mostra Convegno itinerante Vicario di Cristo tra Fede e Storia, espressione della necessità di ritornare alla Tradizione in tutte le sue forme, da quelle contenutistiche e dottrinali a quelle squisitamente artistiche. Di questa luce, capace di squarciare anche le attuali tenebre del Modernismo, ha dato un affresco caldo ed equilibrato, razionalmente ineccepibile e spiritualmente esaltante, Don Marco Cuneo nell’omelia della Santa Messa da lui stesso celebrata. È quindi emerso che la bellezza è parte integrante e caratteristica imprescindibile della Fede.

La bellezza è specchio fedele e non pedestre dell’essere, ovviamente in senso metafisico, quindi è specchio di Dio, יהוה (Jahvè), letteralmente «Colui che è», vale a dire la pienezza dell’Essere. Non vi può, dunque, essere Fede senza bellezza e non vi può essere bellezza della Fede senza bontà; ogni abdicazione dal bello, ogni celebrazione dell’informe, del deforme e del brutto è, di fatto, una negazione di Dio e, dunque, del bello e del bene sublimi.

La bellezza è, pertanto, l’indispensabile volto della bontà. Non può esservi né giustizia, né misericordia senza il culto della bellezza, che nulla ha a che spartire con l’estetismo, sua volgarizzazione. La bellezza è purificazione dalle imperfezioni, ma, al tempo stesso, tensione prorompente verso la perfezione. La bellezza è sempre slancio interiore verso il sublime; ogni riduzione della bellezza a godimento individuale ne snatura l’essenza, anche quando si sforza di rispettarne la forma. La bellezza è dedizione, fino al beau geste.

La Mostra Convegno nasce dalla necessità di riaffermare l’insostituibile funzione del Vicario di Cristo. Questa funzione, come tutta la Fede, riguarda ogni ambito della vita umana, sia individuale che collettiva, perciò non poteva essere pienamente illustrata solo dall’espressione verbale dei contenuti, ma doveva, necessariamente, abbracciare anche l’Arte, sublimazione dell’umanità, proprio nel suo essere unione di spirito e materia. Ecco che vertice del Convegno è la Mostra.

La Divina Provvidenza ha fatto sì che nel disastrato panorama dell’arte sacra contemporanea ci fosse un pittore con spiccata personalità artistica, che si colloca nel solco della Tradizione cattolica: Giovanni Gasparro. Questo Maestro, fervente cattolico, nutre un particolare culto per la figura del Sommo Pontefice e quindi ritrae quei Papi che, per rigore dottrinale, per eroica sopportazione delle sofferenze e delle avversità, per lustro e magnificenza che hanno dato alla Chiesa o per santità di vita, sono modelli cui necessariamente ispirarsi.

Accanto al Maestro Gasparro, internazionalmente riconosciuto e vincitore di diversi premi, fra cui il Bioethics Art Competition della cattedra in bioetica e diritti umani dell’Unesco (2013), con l’opera Casti connubii, ispirata all’enciclica (1930) di Pio XI, sono intervenuti diversi oratori per illustrare vari aspetti della realtà petrina.

La sera di venerdì 15 gennaio, ha aperto i lavori, con la relazione Il ruolo dei Papi nei momenti decisivi della Storia, il Professor Roberto de Mattei, segnando magistralmente le coordinate dottrinali all’interno delle quali può e deve muoversi il Pontefice. È seguito un mio intervento su Leone XIII e San Pio X: due modi di affrontare il pensiero moderno, quasi applicazione storica dei concetti espressi dal Professor de Mattei. L’incontro è stato moderato dal Dottor Ezio Ercole.

La sessione di sabato 16 gennaio è stata aperta dalla relazione Gregorio XVI e Re Carlo Alberto: la Monarchia cattolica, tenuta dall’Avvocato Roberta Mania, che ha fatto risaltare l’attualità e la duttilità dello Stato Cattolico, oltre alla fondamentale azione del Papa per attuarlo e sostenerlo. La Dottoressa Franca Giusti ha posto in evidenza come la dimensione di Fede e la dimensione spirituale della persona del Papa lo aiutino a non deviare dalla sua missione e si è concentrata su Il voto e la spiritualità del Papa nella sua azione pubblica.

Il Cavaliere Ufficiale Franco Lucia, prima di presentare ai partecipanti la Sala dei Papi di Superga (unica raccolta al mondo dei ritratti di tutti i Pontefici, a partire da San Pietro, compresi di antipapi), Sala dove sono state esposte le opere del Maestro Gasparro, con la sua relazione Felice V: la santità di un antipapa ha illustrato la figura, cattolica e sabauda, di Amedeo VIII, che, nonostante sia stato antipapa con il nome di Felice V, venne creato Cardinale, dopo la sua rinuncia al Triregno, dal legittimo Pontefice e morì in odore di santità.

Nel pomeriggio il Dottor Paolo Deotto ha dimostrato l’inconsistenza delle calunnie nei confronti di Papa Pacelli, cui, purtroppo, anche alti prelati cattolici hanno prestato colpevole orecchio; il titolo della sua relazione, Pio XII: la luce della Fede nelle tenebre della guerra, rende giustizia anche dell’eroico equilibrio del Pontefice avuto durante la seconda Guerra mondiale. A chiudere la giornata il Dottor Carlo Manetti con I Papi e l’Islam. Ha moderato il Dottor Andrea Peracchio. La Mostra Convegno è terminata domenica sera nella Sala del Comune di via Bellezia a Torino con le relazioni dei due organizzatori: un mio intervento su San Pio V: il Papa subalpino e quello di Carlo Manetti su Ecumenismo e rilevanza internazionale del Papato.

L’evento ha avuto un grande successo sia per l’idea che per la realizzazione: la volontà di rappresentare l’inscindibile legame fra Arte e pensiero è stata infatti premiata dalla Camera dei Deputati, dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Cuneo e dal Comune di Torino con la concessione dei loro patrocini. Il gradimento dell’iniziativa è stato, invece, testimoniato dal numeroso pubblico: i fruitori erano di varia estrazione sociale e culturale, compresi sacerdoti, intellettuali, critici d’arte e galleristi. Oltre alle tappe già pensate per il prossimo futuro, La Mostra Convegno, dopo Superga, ha ricevuto diverse richieste perché venga organizzata in altre città italiane ed europee. (Cristina Siccardi)

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