“La memoria negata” di Pucci Cipriani

La Memoria negata. appunti per una Storia della Tradizione cattolica(di Guido Scatizzi) Giovedì 7 novembre u.s., la Tradizione fiorentina (e non) si è riunita intorno al Prof. Pucci Cipriani per la presentazione del suo ultimo libro La Memoria negata: appunti per una Storia della Tradizione cattolica (Ed. Solfanelli). La giornata è iniziata con una S. Messa in rito antico, presso la Chiesa di San Gaetano, officiata da Don Luca Zanaga in suffragio dei sacerdoti Don Migliorini, Don Lenzini, Mons. Stefani, Don Biondi e Don Bresci, i quali hanno sempre tenuto alto il vessillo di fedeltà alla “Messa di sempre”, come la chiama Pucci Cipriani in diversi suoi scritti.   

Proprio alle monografie di questi ed altri sacerdoti (non ultimo il card. Domenico Bartolucci, compaesano dell’autore, recentemente scomparso) è dedicata la seconda sezione del libro in questione: Fidem servavi. Pagine intrise di storia e commozione, vergate in raro stile poetico.

Una volta terminato l’inno In Paradisum, la grande quantità di convenuti si è recata presso l’ Auditorium al Duomo dove si è tenuta la conferenza di presentazione. Al tavolo degli oratori si sono susseguiti l’avvocato Ascanio Ruschi, presidente di Comunione Tradizionale, che ha introdotto e contestualizzato l’opera; il vignettista de “il Giornale”, Alfio Krancic, il quale ha ricordato le molte battaglie combattute al fianco dell’autore ed ha inquadrato varie tematiche affrontate nel libro, facendo menzione in particolare del pensiero di Augusto Del Noce.

Ha proseguito la discussione l’intervento del Prof. Massimo de Leonardis, dell’Università Cattolica di Milano, che ha ricordato che cosa comporti essere parte della Tradizione, tracciandone un bilancio dal Concilio Vaticano II ai giorni nostri; ha concluso, il presidente della Fondazione Lepanto, Roberto de Mattei, il quale ha riempito di contenuto storico la parola memoria, vocabolo chiave del libro e della conferenza stessa, spiegando, infine, cosa significhi per un cattolico guardare alla Tradizione, tenendone salda e chiara la memoria. (Guido Scatizzi)

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