La festa della Cattedra di san Pietro

Cattedra di san Pietro(di Cristina Siccardi) Per ricordare lo stabilirsi del Cristianesimo in Oriente e in Occidente il Martirologio Romano celebra il 22 febbraio la festa liturgica della Cattedra di san Pietro ad Antiochia e il 18 gennaio quella della Cattedra di San Pietro a Roma. La riforma del calendario ha unificato le due commemorazioni al 22 febbraio, quando si fa memoria della peculiare missione affidata da Gesù Cristo a Pietro.

La festa, spiega il Messale Romano, «con il simbolo della Cattedra pone in rilievo la missione di maestro e di pastore conferita da Cristo a Pietro, da lui costituito, nella sua persona e in quella dei successori, principio e fondamento visibile dell’unità della Chiesa». Il Papa, in qualità di Vicario di Cristo, risponde direttamente al Capo della Chiesa, che appartiene esclusivamente al Figlio di Dio: «Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam» (Mt. 16, 18), e dalla Cattedra di san Pietro si fa portavoce degli insegnamenti del Re che rappresenta. Tali insegnamenti sono stati consegnati dal Salvatore direttamente a san Pietro e si trasmettono grazie alla Tradizione, che tutti i Papi, di fronte alla Trinità, sono tenuti a ritrasmettere a loro volta.

La Cathedra Petri non è soltanto un concetto, ma un cimelio-reliquia, un vero e proprio trono ligneo risalente al IX secolo, donato nell’875 dal Re dei Franchi Carlo il Calvo (823-877) a Papa Giovanni VIII (820 ca.-882) in occasione della sua discesa a Roma per la propria incoronazione a Imperatore. Il seggio veniva utilizzato dal Papa per uso liturgico ed era simbolo esplicito dell’autorità del Papa e della sua legittimità di Pontefice. Esso viene conservato all’interno dello splendido monumento realizzato da Lorenzo Bernini (1598-1680) per desiderio di Papa Alessandro VII (1599-1667) e poi collocato nell’abside della Basilica vaticana il 17 gennaio del 1666. La Cattedra fu oggetto, per secoli, di venerazione da parte di fedeli e pellegrini, ma in seguito, sottratta agli occhi dei devoti, ha perso la sua popolarità e il suo culto.

Alquanto significativo è il fatto che la festa della Cattedra di san Pietro era già in uso a Roma nel 336, anche se la sua origine e celebrazione non hanno alcun riferimento alla Cattedra materiale, perché esprimeva ed esprime tuttora la potestà di Pietro, radicata in Roma e lasciata ai suoi successori: la sede petrina è riferimento di unità per tutta la Chiesa, secondo l’iscrizione che Papa san Damaso (305 ca.-384) dettò per il fonte battesimale del Vaticano: «Una Petri sedes unum verumque lavacrum vincula nulla tenet quem liquor iste lavat» («V’è un’unica Cattedra di Pietro ed un unico vero lavacro, non più alcun vincolo tiene chi da quest’onda è lavato»).

Quando nel 1543 Calvino negò il valore intrinseco della Cattedra, dichiarando che l’unico potere nella Chiesa è quello del ministero della Parola senza alcuna potestà ecclesiastica costituita, la Cattedra lignea acquisì un deciso incremento devozionale, proprio perché la Cathedra Petri rappresentava i poteri pontifici, riconosciuti dai suoi massimi Dottori della Chiesa, dell’Oriente e dell’Occidente. Ma quando la Cattedra lignea scomparve dalla vista, improvviso ed imprevisto fu il crollo del suo culto.

L’ultima esposizione della Cattedra vaticana ai fedeli è avvenuta nel 1867 (dal 28 giugno al 9 luglio), in occasione delle feste centenarie di San Pietro, volute dal beato Pio IX (1792-1878): fu traslata dal monumento berniniano sull’altare della Madonna gregoriana. Mentre nel 1968 Paolo VI (1897-1978) diede il permesso ad alcuni studiosi di procedere ad esami approfonditi sul sacro oggetto. Estratta nuovamente dal monumento il 26 novembre, fu portata nel locale attiguo alla sacrestia dei canonici e il 30 dicembre si procedette ad un esame strutturale delle parti lignee, distinguendo la sedia interna, di acacia nerastra, da quella esterna di sostegno e protezione, di quercia giallastra. Si constatarono i danni arrecati dall’usura del tempo, le varie riparazioni apportate lungo i secoli e vennero precisati datazione e dimensioni. Chissà se un giorno questo cimelio sacro tornerà ad essere mostrato e venerato?

Il seggio papale indica inequivocabilmente la posizione superiore del Papa nel collegio apostolico, dimostrata dalla esplicita volontà di Gesù nei suoi confronti, che assegna proprio e soltanto a Simon Pietro il compito di «pascere» le Sue «pecorelle» (Gv. 21, 15-23). Per ben tre volte gli domandò: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?». Con i tre terribili interrogativi, che Cristo rivolse ad un Pietro sconcertato e dolente, termina il racconto divino del Vangelo di san Giovanni. Tre domande che la Cattedra di San Pietro continua a rievocare a chi la eredita. (Cristina Siccardi)

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