ISLAM: la crescita del fondamentalismo in Inghilterra

Houari Boumedienne(di Lupo Glori) «Un giorno milioni di uomini dell’emisfero meridionale andranno nell’emisfero settentrionale. E non ci andranno come amici. Perché ci andranno per conquistarlo. E lo conquisteranno con i loro figli. I ventri delle nostre donne ci daranno la vittoria». Le parole del leader algerino Houari Boumedienne, pronunciate all’ONU nel 1974 sembrano divenire drammaticamente sempre più attuali. Se nel Medio Oriente il fondamentalismo islamico conquista violentemente territori sempre più ampi, in Occidente l’avanzata è silenziosa ma inarrestabile. Emblematico è il caso dell’Inghilterra, dove la percentuale dei musulmani, nelle città delle Midlands e in alcuni quartieri di Londra, ha raggiunto cifre oltre il 30% della popolazione.

Ammonimenti e numeri puntualmente confermati dai dati, appena pubblicati, il 15 agosto 2014, dall’“Ufficio per le Statistiche Nazionali” (ONS), riguardanti i nomi di maschio più diffusi nell’anno 2013. La capitale, Londra, sta vedendo sulla propria pelle tale mutamento demografico. Come scrive, infatti, “Il Messaggero.it” del 5 agosto 2014: «Prendiamo ad esempio il municipio di Tower Hamlets, vicino alla City e ai Docklands: i musulmani sono ormai il 35 per cento dei residenti. Nella stessa City di Westminster, il “council” al centro della metropoli, simbolo dell’Inghilterra liberale e democratica, con il Big Ben, il Parlamento e la sede del Governo, gli islamici sono vicini al 20 per cento, mentre a Luton, dove c’è il terzo aeroporto londinese, sono più di 50 mila (oltre il 25 per cento della popolazione)».

La situazione non cambia nel nord dell’Inghilterra. A Manchester, nell’ex cuore industriale del Paese, «i musulmani sono il 17%, a Birmingham il 22, con interi sobborghi dove la cultura e la pratica del Corano hanno il predominio». E il processo di espansione è solo all’inizio. Secondo gli esperti, infatti, entro la fine del 2014 la popolazione islamica del Regno Unito supererà i 3 milioni e mezzo. Tale incessante crescita stimola i gruppi radicali ad intensificare ancor più la loro azione in un contesto sociale sempre più “favorevole”. Inquietante ed emblematico, a questo proposito, l’episodio accaduto a Londra alcuni mesi fa, riportato sempre dal “Il Messaggero.it”, dove i componenti di una giovane gang di islamici sono stati filmati mentre fermavano per strada i passanti chiedendo loro di conformarsi alle regole della Sharia con queste parole: «Questa è un’area musulmana. Che vi piaccia o no, comanderemo e sconfiggeremo il male. Allah è grande! Stiamo arrivando». Un predicatore musulmano radicale, intervistato sulla vicenda nei giorni successivi, non ha utilizzato giri di parole per descrivere l’accaduto: «C’è un risveglio. C’è chiaramente uno scontro tra l’Islam e la democrazia liberale in alcuni punti chiave di Londra».

Numerosi musulmani di cittadinanza britannica hanno, inoltre, lasciato il paese per unirsi alla Jihad. Il quotidiano inglese “The Indipendent” ha raccontato, in questi mesi, le storie di tanti giovani, uomini e donne partiti frettolosamente per combattere sotto i vessilli neri di Abu Bakr al-Baghdadi per l’instaurazione, attraverso persecuzioni, esecuzioni sommarie e decapitazioni, dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante. Abu Dugma al-Britani, uno di loro, in un messaggio via Twitter, ha profetizzato al Regno Unito e agli inglesi un futuro ben preciso: «Occuperemo Downing Street (la sede del governo, ndr) e sgozzeremo a Trafalgar Square tutti quelli che non si vorranno convertire. L’Isis (lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante) sta arrivando». L’Islam in Inghilterra fa, dunque, sempre più paura e il fallimento di anni di politica multiculturale sembra ormai sotto gli occhi di tutti. L’integrazione non c’è stata e le parole del leader algerino Houari Boumedienne sembrano essere ogni giorno più tragicamente profetiche. (Lupo Glori)

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