Intersex, la Germania introduce nei propri certificati di nascita il terzo sesso

terzo-sesso(Lupo Glori) Nel dibattito attorno alla questione di genere, sempre più acceso in questi ultimi tempi, fa il suo ingresso un nuovo termine per designare l’indefinita condizione oltre le classiche identità maschile e femminile: la parola intersex. Il nuovo termine viene riportato in un articolo di Friederike Heine sul quotidiano  tedesco “Der Spiegel” in riferimento alla notizia che dal prossimo 1 novembre la Germania introdurrà nei propri certificati di nascita una terza opzione in aggiunta alle tradizionali maschile e femminile. La nuova legge permetterà, dunque, ai genitori di lasciare un punto interrogativo sul “genere” del proprio figlio in attesa di una scelta futura che si vorrebbe libera e consapevole. Così facendo, il paese tedesco si mette sulla scia dell’Australia primo paese al mondo ad introdurre linee guida per il riconoscimento dell’identità di genere. Come scrive, infatti, Anna Meldolesi sul “Corriere della Sera” del 18 agosto 2013, “la Germania è il primo paese europeo a riconoscere l’esistenza di un’area grigia tra l’identità maschile e femminile. Dal primo novembre i genitori dei bambini con caratteristiche sessuali ambigue potranno scegliere di non specificarne il sesso all’anagrafe. (…) La novità riguarda chi nasce con un’anatomia riproduttiva o sessuale atipica. Magari perché gli organi genitali hanno un’apparenza intermedia, o l’aspetto esterno ed interno non coincidono. Oppure nell’organismo è presente un mix di cellule geneticamente maschili e femminili. Un tempo venivano chiamati ermafroditi, oggi si usa l’espressione intersex (intersesso).

La notizia viene accolta con entusiasmo prevedibile dall’ILGA (International Lesbian and Gay Association), l’associazione internazionale che raccoglie  più di 400 gruppi omosessuali e lesbici   di tutto il mondo: “E’ una buona notizia, ci aiuterà a combattere le discriminazioni all’interno dell’Unione europea“.  Dello stesso parere la filosofa femminista Nicla Vassallo, dell’Università San Raffaele, che afferma “Io darei a tutti la possibilità di lasciare in bianco il sesso sui documenti, come si fa con lo stato civile. Se invece l’opzione del sesso indeterminato venisse lasciata solo alle persone intersex allora sarebbe una ghettizzazione“.

In Germania la legge ha aperto un dibattito giuridico riguardo “l’impatto burocratico” che tale decisione avrà sui documenti di identità e passaporti dei cittadini.”FamRZ” (pubblicazione tedesca specializzata in diritto di famiglia) ha proposto di introdurre, accanto alle normali categorie “M” ed “F”, una terza categoria rappresentata dalla lettera “X”.

Tale legge, negando la realtà antropologica e biologica dell’individuo, costituisce un ulteriore preoccupante tassello messo a punto dall’ideologia omosessualista nel suo percorso di trasformazione sociale. Secondo la teoria gender, infatti, il sesso non è un dato di natura ma un dato meramente socio-culturale che ogni individuo è libero di potersi assegnare, dopo aver maturato, in maniera consapevole, la propria identità. Ma al di là delle devastanti conseguenze culturali e sociali, la battaglia per i “nuovi diritti” e la non discriminazione sessuale dei teorici del gender, sacrifica sul proprio altare, prima di tutto,  i diritti di bambini innocenti che vedono violentata, irrimediabilmente,  la propria natura. E’ facile, infatti, prevedere le difficoltà e i traumi psicologici che i moderni bambini intersex dovranno affrontare nella loro infelice adolescenza. (Lupo Glori)

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