| Ristampato un classico del tomismo |
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| Articoli CR |
| Martedì 30 Novembre 1999 00:00 |
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CR n.963 del 14/10/2006 A cura di mons. Inos Biffi, è stato ristampato un piccolo classico della letteratura tomistica contemporanea. Si tratta di un saggio scritto dal filosofo Jacques Maritain nel 1929, ossia quando si era ormai affermato come apostolo di san Tommaso negli ambienti “laici”, ma non era ancora diventato il propagatore del progressismo cristiano in nome di un malinteso antifascismo. Nonostante qualche frase infelice e una sopravvalutazione del ruolo della ragione nella vita spirituale, in questo libro il noto filosofo è ancora fedele divulgatore della cultura cristiana. Usando un linguaggio chiaro e brillante, egli non pretende di fare una sintesi del pensiero tomistico, ma solo di riscoprirne lo spirito e di ri-lanciarne la missione intellettuale in un mondo ormai secolarizzato ma già preoccupato per le rovinose conse-guenze della “civiltà moderna”. Per Maritain, san Tommaso è innanzitutto il “dottore comune” della Chiesa, ossia quello più autenti-camente universale, e per questo esaltato e promosso dai Papi, i cui interventi in suo favore vengono riassunti e commentati dal filosofo con acume ed entusiasmo. Realizzando in sé un’armonica «unione della sapienza infusa con quella acquisita», riuscendo a «mettere tutte le virtù dell’intelligenza al servizio di Gesù Cristo», l’Aquinate è apostolo della verità e re-stauratore dell’ordine intellettuale. Egli ha riassunto e rinnovato l’intera dottrina cristiana medioevale in una sintesi superiore, allo scopo di «mantenere nel presente l’attualità dell’eterno» e preparare la Chiesa ad af-frontare le crisi e le sfide poste da quella età moderna che si avvicinava. Il tomismo quindi non è una preziosa reliquia del passato ma una sapienza attuale, viva e feconda, capace di fornire le giuste risposte ai problemi religiosi, morali e politici del travagliato mondo contemporaneo. Questi problemi derivano storicamente dal fatto che l’Europa – ripudiando prima la Chiesa, poi il Re-dentore e infine Dio stesso – ha rinnegato il proprio provvidenziale ruolo di missionaria del Vangelo e della civiltà universale per ridursi ad agente della sovversione mondiale; su questo argomento Maritain scrive qui pagine di notevole attualità e anticonformismo (pp. 91-97). Secondo lui, la crisi spirituale dell’Occidente potrà essere superata solo ritornando alla passione per la verità oggettiva, sia naturale che rivelata, e quindi avviando la coscienza pubblica ad un risanamento intellet-tuale che è condizione necessaria per arrivare a quello religioso. La principale guida di questo risanamento dovrà essere appunto quel san Tommaso che, proprio per essere maestro d’intransigenza dottrinale, sarà anche il principale architetto intellettuale della Cristianità futura. [J. Maritain, Il dottore angelico san Tommaso d'Aquino, Cantagalli, Siena 2006, pp. 184, ¤ 15,90] |