Un libro scuote la Germania PDF Stampa E-mail
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Martedì 30 Novembre 1999 00:00
CR n.963 del 14/10/2006


Peter Hahne, opinionista tedesco noto anche per le sue trasmissioni sulla rete ZDF, ha scritto un libro, intitolato La festa è finita, che è diventato non solo un caso editoriale, vendendo oltre 700.000 copie, ma anche un caso culturale, suscitando un vivace dibattito e molti consensi. L’autore difatti ha ottenuto grande successo, ieri sul video ed oggi sulla carta, proprio perché osa attaccare il conformismo del politically correct, il permis-sivismo libertario e l’agnosticismo religioso.

A differenza di molti, Hahn non si limita a criticare il consumismo e l’arrivismo, ma ne denuncia le o-rigini e le cause: il Sessantotto, la cultura di morte, l’individualismo edonista («subcultura single») e soprat-tutto la «società del divertimento e dell’ozio». Questa società è una utopia che predica diritti fasulli in quanto sganciati dai rispettivi doveri, che permette a tutti di fare quello che vogliono senza averne la responsabilità e senza subirne le conseguenze.

Ma ormai «la festa è finita», le utopie sono fallite e bisogna rimboccarsi le maniche per risanarne i danni, affron-tando seriamente i gravi problemi sociali che hanno prodotto. Tuttavia Hahne fa di più: egli critica la sudditanza della cultura al relativismo, la privatizzazione della morale, il rinnegamento della fede religiosa, il “dialogo” che mimetizza le proprie convinzioni ed è pronto ad ogni compromesso per non passare per fanatico.

Egli critica la debolezza e l’ignavia delle famiglie tedesche, che non hanno insegnato ai loro figli il va-lore della verità e della morale, che non li hanno abituati a rispettare i doveri e ad essere responsabili delle loro azioni. Paghe di una effimera ricchezza, queste famiglie hanno tradito la loro missione di educare le nuove ge-nerazioni, sono state incapaci d’incarnare e trasmettere un modello educativo.

A questo degrado, Hahne propone di rimediare recuperando il senso della famiglia e del bene comune, tornando ai valori fondamentali della civiltà cristiana, mettendo la Bibbia al centro della vita pubblica e anche «riportando Dio nella politica». L’alternativa alla quale ormai non si può sfuggire è quella «tra Gesù Cristo e il caos generale». Commentando questo successo editoriale, la rivista progressista “Cicero” ha ammesso: «lo spirito del nostro tempo è conservatore».