ABORTO: Torino, l?Assessore nega l?aborto alle minorenni PDF Stampa E-mail
Martedì 30 Novembre 1999 00:00
CR n.976 del 20/1/2007


«Non ho nulla da nascondere, io ho solo applicato la legge. Sono convinto che l’aborto sia un omicidio quindi alle ragazze minorenni che sono venute a chiedermi di interrompere la gravidanza ho suggerito strade alternative e ho negato l’autorizzazione».

Così Marco Borgione, Assessore all’Assistenza di Torino, cattolico praticante della Margherita, difende le sue scelte in una intervista pubblicata sul “Corriere della Sera” del 12 dicembre 2006.
Attaccato da Ds, Rifondazione, Comunisti Italiani, Radicali e Psdi, l’Assessore, finito nel mirino della sua stessa maggioranza, non torna sui suoi passi: «Non abbandono la mia delega alla tutela. Perchè dovrei? E poi dove sta scritto che bisogna sempre autorizzare gli aborti?».

Il sempre, in realtà, è mai. È lo stesso Borgione che ammette: «In un anno e mezzo ho negato l’autorizzazione all’aborto a tutte le minorenni straniere che me lo hanno chiesto, una decina».
Borgione rifiuta di tirare in ballo l’ideologia o l’obiezione di coscienza, ma è proprio lì che sbatte il dibattito che sta spaccando il Centrosinistra torinese.

La questione riguarda le ragazze minorenni straniere senza famiglia. Se restano incinta e decidono di abortire il giudice tutelare apre un fascicolo e si nomina un tutore, che nella stragrande maggioranza dei casi è l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune.

Dopo un Consiglio comunale che ha scelto di rimandare, l’argomento sarà affrontato in Commissione, ma è polemica da giorni.

Lucia Centillo, diessina, Presidente della Commissione Pari Opportunità è irritata: «Quello che mi turba riguarda l’automatismo che si è creato: le ragazze sanno che verrà negata loro l’autorizzazione all’aborto». Maria Teresa Silvestrini, Rifondazione: «Solleva perplessità il ruolo che un assessore può avere sulla vita privata di una ragazza».
Il coordinatore cittadino della Margherita, Marco Calgaro, è stupito: «Non c’è niente di strano che un assessore decida in base alle proprie convinzioni».
«Sono medico e cattolico contrario all’aborto» spiega Rocco Lospinuso, consigliere dei Moderati (Centrosinistra), «ma questo caso è anomalo. Una delega simile deve essere gestita da altri». Gianluigi Bonino, Sdi, è categorico: «Deve lasciare quella delega».

Il problema in passato era già stato risolto. Il predecessore ai Servizi sociali, Stefano Lepri, pure lui della Margherita, di aborti non ne voleva sentir parlare: erano i suoi funzionari a firmare le carte.