Inaugurato il centenario della morte di san Pio X

San-Pio-X(Cristina Siccardi) San Pio X: Santo patrono dei Papi dell’età moderna e postmoderna. Sarebbe bello e confortante poter leggere una tale notizia… Si tratta di un pensiero che emerge quando ci si reca a Riese Pio X (Treviso), paese natale del Sommo Pontefice che con lungimiranza difese la Fede, la Chiesa, il Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo e del quale si celebra l’anno del centenario della morte (1914-2014), inaugurato dal Cardinale Angelo Comastri il 12 giugno u.s. Benché la cultura religiosa contemporanea non parli volentieri di Papa Sarto, occorre osservare e registrare il fatto che Riese è meta continua di pellegrini. Ogni anno 15 mila persone giungono da tutto il mondo per visitare, pregare e conoscere maggiormente il Papa che dovrebbe diventare il modello dei Sommi Pontefici della travagliata contemporaneità, un lume capace di indicare errori e confusioni dettate ancora da quell’eresia chiamata Modernismo e che egli condannò l’8 settembre 1907 con una delle encicliche più celebri della Storia della Chiesa, la Pascendi Dominici Gregis, definendolo «la sintesi di tutte le eresie».

Lo scorso 21 agosto era il giorno del dies natalis dell’ultimo Papa, finora, ad essere stato proclamato Santo (beatificato il 3 giugno 1951 e canonizzato il 29 maggio 1954 da Pio XII; la festa fu fissata al 3 settembre come risulta dal calendario del Vetus Ordo Missae, mentre il nuovo calendario la prevede il 21 agosto) e Riese ha accolto migliaia di persone per la processione e la Santa Messa presieduta da Monsignor Corrado Pizziolo, vescovo di Vittorio Veneto. Per tutta la giornata sono state incessanti le visite alla Casa natale, al Museo e alla chiesa dove il santo fu battezzato e dove celebrò la sua prima Messa.

All’interno del Museo una mostra illustra la vita di san Pio X, nato nel 1835 e Papa dal 1903 al 1914. La casetta, come viene popolarmente chiamata, è rimasta ferma nel tempo: gli ultimi interventi (il rifacimento della scala interna e i pavimenti del piano terra) sono quelli eseguiti dall’allora cardinale Giuseppe Sarto, quando era ancora vivente Mamma Margherita, sua madre, figura di rilievo nella sua formazione spirituale e morale. Le suppellettili e i mobili sono originali, disposti in modo da ricreare il piccolo mondo del paese rurale in cui il giovane Giuseppe visse. Il complesso della Casa natale e del Museo è gestito dalla Fondazione Giuseppe Sarto, che funge da Centro studi e di ricerca e che sorse nel 1985, poco dopo la visita di Giovanni Paolo II in questa terra, in occasione del 150° anniversario della nascita del suo predecessore.

Questo Pastore ‒ che fu parroco, Vescovo, Cardinale, Patriarca e Pontefice è esempio per tutti i pastori che hanno la straordinaria e terribile responsabilità, davanti a Dio e alle anime, di guidare il gregge oggi sempre più confuso e spaventato. Egli scriveva nella lettera pastorale del 4 aprile 1899: «Grande il secolo XIX per gli splendidi lampi di verità che lo illuminarono […]. A riscontro però di tanti benefici, qual cumulo immenso di mali! […]. Ebbro di orgoglio nei suoi trionfi, non pago di attribuirli al solo ingegno umano, ne trasse argomento per muovere guerra al soprannaturale, e ribellarsi a Dio stesso. Di qua una sequela continua di errori e di colpe, una falsa  scienza superbamente erettasi contro la Fede, l’indifferenza elevata a sistema, il libero pensiero divenuto la religione di molti, il nulla la loro speranza, sostituita alla carità la bugiarda filantropia […] e finalmente, il secolo superbo, razionalista ed empio spinto fino alla negazione di Dio, cui intimò di ritirarsi dal civile consorzio». (Cristina Siccardi)

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