Il successo della manifestazione del 10 maggio

IMG_8663(di Mauro Faverzani) È stata davvero un successo la quinta edizione della Marcia per la Vita, svoltasi domenica 10 maggio a Roma. Secondo le più autorevoli agenzie italiane e straniere sono state decine di migliaia le persone, provenienti da tutta Italia e dall’estero, che hanno sfilato in corteo per dire il proprio sì alla vita senza compromessi.

Con loro, il cardinale Raymond Leo Burke, presente anche il giorno prima al congresso internazionale, svoltosi sempre nella Capitale, con relatore, tra gli altri, il cardinale George Pell, che ha rivendicato alla famiglia, ai genitori il principale ruolo e la principale responsabilità educativa verso i propri figli. Grande anche l’impatto mediatico prodotto dall’evento, numericamente imponente: i più importanti organi di stampa internazionali, anche nella loro versione on line, non han potuto fare a meno di parlarne, offrendo molte immagini e commenti.

La presenza pro life ha, insomma, vissuto momenti davvero intensi, indimenticabili, imprescindibili. Tutto ha avuto inizio sabato 9 maggio nella splendida chiesa di San Salvatore in Lauro: il fatto che fosse gremitissima era già un segnale incoraggiante e chiaro. Qui il cardinale Burke ha guidato l’Adorazione del Santissimo Sacramento con benedizione eucaristica. Qui ha ricordato come «ogni attacco alla vita umana innocente ed indifesa costituisca una gravissima offesa a Dio. L’indifferenza, la freddezza e la ribellione rappresentano la manifestazione di una mancanza d’amore. Tali offese necessitano di riparazione», specie quando riguardino l’«aborto procurato, permesso da leggi ingiuste e promosso dalla nostra cultura sempre più secolarizzata». Queste parole, così coinvolgenti, son servite da sprone.

L’indomani, domenica 10 maggio, molti partecipanti alla quinta edizione della Marcia per la Vita si sono ritrovati prima in piazza San Pietro, al Regina Coeli. Come riportato da “RadioVaticana” e da “L’Osservatore Romano”, papa Francesco li ha salutati con parole di incoraggiamento: «Siate cristiani coraggiosi e testimoni di speranza!», raccomandando: «È importante collaborare insieme per difendere e promuovere la vita».

È stato il cuore con cui si è vissuto tutto questo a colpire maggiormente. In via della Conciliazione, in attesa che la Marcia avesse inizio, c’era gente convinta, convintissima, determinata, felice di esserci per testimoniare e difendere il valore della Vita. Gente, giunta da tutta Italia, da Bolzano a Palermo, da Trieste a Lecce, con oltre 60 pullman. Molti hanno raggiunto la Capitale in treno od in auto. Ad evidenziare come quella della Vita non sia una battaglia esclusivamente cattolica, ma appartenga al diritto naturale, c’erano anche atei, ortodossi ed evangelici. E poi tanti stranieri.

All’inizio sono state proposte molte, toccanti testimonianze. La prima, in musica. Il brano Non ti avrei delusa, composto da due fratelli ventenni, Cristiano e Andrea Paolini, che han voluto così dar voce a ciò che un bimbo avrebbe voluto dire alla propria madre, se non lo avesse ucciso in grembo, praticando l’aborto. Poi il sacerdote guanelliano don Vladimiro Bogoni, parroco di S. Giuseppe al Trionfale, ha parlato del Centro per la Vita aperto due anni fa ed ha presentato una 21enne del Nicaragua, aiutata a mantenere il proprio figlio Vidal di quasi un anno e mezzo – con lei, in braccio –: «Voglio dire a tutte le donne di non aver mai paura: Dio vi aiuterà», ha rassicurato la giovane donna.

Ha preso quindi la parola Pina di Roma, che ha raccontato la tragica esperienza dell’aborto cui si è sottoposta e di ciò che ne è seguito: divisioni, divorzio, perdite affettive ed economiche, solitudine; ritrovando la fede, a poco a poco, è riuscita ad abbandonarsi all’abbraccio di Dio ed a dire, commossa, alla folla presente: «Non c’è nulla di più orribile dell’esser morta restando in vita nelle mani del maligno»; ha fatto seguito Daniela dall’Abruzzo, che ha raccontato la propria storia, analoga, anch’essa molto toccante; poi la testimonianza di un giovane monaco benedettino americano, che ha parlato dell’aborto di sua madre; infine, ecco la testimonianza di Giuditta, madre di un figlio malformato: i sanitari le avevano suggerito di abortire, dicendole che non sarebbe arrivata al termine della gravidanza; lei invece è riuscita a far nascere Gregorio ed a farlo subito battezzare. Dopo cinque ore, il piccolo è morto. Tra le sue braccia: «Il grembo – ha detto – è stata la culla più bella dove accompagnare mio figlio fin nelle braccia del Creatore». Testimonianze a dir poco commoventi. Alla partenza, alle 14.30 in punto, il corteo con l’immancabile trenino dei bambini per la Vita ha lasciato lentamente via della Conciliazione all’altezza di S. Maria in Trasportina, per avviarsi verso corso Vittorio Emanuele e poi raggiungere, piazza Venezia, Teatro di Marcello ed, infine, la Bocca della Verità.

Presenti molte parrocchie romane, tra cui quella di S. Giuseppe al Trionfale, di San Tommaso Moro, di Sant’Annibale Maria di Francia e di Trinità dei Pellegrini. C’era anche un grande crocifisso in dimensioni reali realizzato dall’Istituto del Verbo Incarnato, presente con circa 200 persone: sul corpo di Cristo erano stati raffigurati in modo realistico i segni della Passione. Gli Orionini erano presenti col proprio Superiore Generale, don Flavio Peloso, accompagnato dai vertici dell’Ordine, in particolare don Eldo Musso e suor Bernadeth Oliveira, consiglieri generali FDP e PSMC, Javier Rodriguez Lopez e Armanda Sano, rispettivamente coordinatore e segretaria generali del Movimento Laicale Orionino, Antonella Simonetta, responsabile generale del Movimento Tra Noi ed altri ancora; presenti la Fraternità di San Pietro, l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, la Fraternità San Pio X, Legionari di Cristo, religiosi guanelliani, rogazionisti, domenicani, camilliani ed una quarantina di frati usciti dalla Congregazione commissariata dei Francescani dell’Immacolata ed ora divenuti Fratelli dell’Immacolata e di S. Francesco, già riconosciuti con decreto vescovile. Inoltre, han partecipato al corteo le Suore Francescane dell’Immacolata, le religiose del Verbo Incarnato e tante altre religiose.

In ambito associativo erano presenti con grandi striscioni il Comitato Verità e Vita col suo presidente Giacomo Rocchi, il Popolo per la Vita, l’Associazione Famiglia Domani, il Comitato No 194, l’Unione Cattolica Farmacisti Italiani col suo presidente Piero Uroda, la Fondazione Lepanto con le sue bandiere, il Cammino dei Tre Sentieri di Corrado Gnerre, Famiglia Piccola Chiesa, “Generazione Voglio Vivere”, Militia Christi, l’Istituto scolastico paritario Vincenzo Altamura di Roma, l’Unitalsi, il Sovrano Militare Ordine di Malta col Gran Priorato di Roma, l’associazione Famiglie Numerose, con Cristo per la Vita, Associazione Difendere la Vita con Maria, la Manif pour Tous Italia, Notizie Pro Vita con Antonello Brandi e Francesca Romana Poleggi, il Cuore di Vandea col grande striscione «Dieu le roi», il Movimento dell’Amore Familiare con don Stefano Tardani, la Vigna di Rachele, i Centri di Aiuto alla Vita di Cava dei Tirreni-Salerno e di molte altre città, gruppi giunti dalle Diocesi di Teramo, Brescia, Cremona, Salerno, Trani-Barletta, l’associazione PER di Olimpia Tarzia, i Parlamentari per la Vita. Tante le bandiere polacche, portoghesi, russe, croate, slovene, ucraine brasiliane.

Molti gli slogan significativi in corteo, da «Aborto di Stato, vergogna nazionale» a «L’aborto non è un diritto, ma un delitto». Con un immenso striscione sono stati ricordati a Emma Bonino i 10 mila aborti procurati. E poi militanti di Alleanza Cattolica, Italia Reale, Italia Cristiana, il Comitato Articolo 26 contro l’ideologia del gender nelle scuole, «Ravenna è qui», Insomma, una presenza tanto intensa quanto variegata e con tanti stili di testimonianza sincera. Tra i gruppi stranieri con i loro striscioni era presente una folta rappresentanza delle associazioni “Tradizione, Famiglia, Proprietà” con i loro leoni dorati su campo rosso, LifeSiteNews, Voice of the Family, Droit de Naître, S.O.S. Tous Petits del dottor Dor, Save the One, St. Gianna Physicians, i Giovani Albanesi per la Vita, Human Life International, Family Life International New Zealand, i polacchi di Civitas Cristiana, S.O.S. Leben dalla Germania.

Il sito “Rossoporpora” ha individuato tra l’immensa folla anche Chiara Chiessi, mente reggeva il grande striscione della cappellania dell’Università di Roma Tre, che riunisce studenti della Comunità di Sant’Egidio, di Comunione e Liberazione, della Fuci e dei Salesiani: «Noi siamo fieri di aver partecipato per la prima volta a questa Marcia – ha dichiarato –. Quello dell’aborto è un problema di cui noi giovani dobbiamo farci carico», ponendo fine «al genocidio silenzioso. Come donna, penso che lo Stato debba sovvenzionare molto di più i Centri di aiuto alla vita per sostenere le tante donne in difficoltà». Giunto al piazzale della Bocca della Verità, il corteo si è fermato di fronte al palco, su cui sono saliti tutti i gruppi pro-life stranieri assieme alla portavoce della Marcia nazionale per la Vita, Virginia Coda Nunziante, che, nel discorso di chiusura, ha evidenziato come «i simboli, le bandiere, gli striscioni, i cartelli» sfilati «siano il segno di vita di un popolo che non si arrende, che combatte, che vincerà», grazie anche alla preghiera incessante di sacerdoti, monasteri, religiosi e religiose. «L’aborto, l’eutanasia ed ogni attentato alla vita umana vogliono colpire nell’innocente il volto stesso di Dio, sfigurare la creazione, distruggere la creatura umana». Occorre opporsi a tale progetto diabolico: «Giovanna d’Arco diceva che a noi è chiesto solo di combattere: è Dio che dà la vittoria».

In chiusura, la portavoce della Marcia si è rivolta direttamente a quanti siano tentati dalla prospettiva dell’aborto: «Noi ci rivolgiamo a tutte le madri d’Italia e del mondo e diciamo loro: ribellatevi a questa cultura di morte, ribellatevi a questa dittatura del relativismo e del nichilismo. Alzate la bandiera della vita spirituale e morale. E voi, padri di queste creature innocenti, non rassegnatevi, non rendetevi complici di questo delitto, combattete con noi per cancellarlo dalla storia».

Per l’occasione, è stato preannunciato anche il giorno della Marcia nazionale per la Vita 2016 ovvero la seconda domenica di maggio. Al termine, mons. Marco Agostini, Officiale della Segreteria di Stato vaticana e Cerimoniere Pontificio, ha celebrato una S. Messa tridentina a S. Giorgio in Velabro, in memoria di Mario Palmaro, paladino della Vita, nonché convinto ed assiduo partecipante alla Marcia, sin dal suo inizio. (Mauro Faverzani)

Donazione Corrispondenza romana