Il Cristianesimo è la religione dei martiri.

Linee Guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBt(di Danilo Quinto) L’Ordine dei Giornalisti ‒ che, come tutti gli Ordini professionali, dovrebbe essere abolito ‒ con il danaro proveniente dal Consiglio d’Europa, ha diffuso un libretto intitolato Linee Guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT.

Come viene spiegato nel frontespizio della pubblicazione ‒ per simbolo è stato scelto un cuore arcobaleno a cinque colori ‒ l’iniziativa fa seguito ad un ciclo di seminari di formazione per giornalisti intitolati L’orgoglio e i pregiudizi, che si sono svolti nell’ottobre scorso a Milano, Roma, Napoli e Palermo, organizzati dall’UNAR, in collaborazione con Redattore Sociale, con il patrocinio dell’Ordine nazionale dei giornalisti e della Federazione nazionale stampa italiana, delle amministrazioni comunali, degli Ordini regionali e dei sindacati dei giornalisti.

Seminari e linee guida sono stati realizzati nell’ambito del Progetto LGBT Media and Communication, finanziato dal Consiglio d’Europa, in attuazione del Programma Combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

L’Italia ha aderito tramite il Dipartimento per le pari opportunità e l’UNAR, al Programma del Consiglio d’Europa ‒ poteva non aderire, perché non c’era nessun obbligo che lo imponesse ‒ nel cui ambito è stata adottata la Strategia nazionale LGBT 2013–2015.

L’acronimo UNAR sta per Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ed è una struttura che opera all’interno del Dipartimento per le Pari Opportunità, in accordo con RE.A.DY, la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, una struttura che opera da alcuni anni, con il fine ‒ ideologico ‒ di eliminare le discriminazioni nei confronti delle persone LGBT.

Rispettare le persone lesbiche (L), gay (G), bisessuali (B), transgender (T) non può significare accondiscendere, in alcun modo, a quella cultura che vuole sovvertire i principi della legge naturale e quindi divina. Non rispettiamo, quindi, nessun Ordine dei Giornalisti che vuole imporre ideologicamente regole di comportamento servili nei confronti della cultura egemone e dominante.

Né ci attendiamo che rispetto a quest’iniziativa prenda posizione l’Unione Cattolica della Stampa Italiana. Sappiamo che anche in campo cattolico è ormai estesa la pratica del “lasciar fare”, del “non prendere posizione”, del “lavarsi le mani” e del compromesso.

Quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel novembre scorso, diffonde ai Governi europei un vademecum per promuovere nelle scuole corsi di sessuologia ‒ che insegnino ai bambini da 0 a 4 anni la «masturbazione infantile precoce e scoperta del corpo e dei genitali, mettendoli in grado di esprimere i propri bisogni e desideri, ad esempio nel gioco del dottore», a quelli da 4 ai 6 anni, «l’amore e le relazioni con persone dello stesso sesso», a quelli tra i 6 e i 9 anni, «i cambiamenti del corpo, mestruazioni ed eiaculazione, facendo conoscere loro i diversi metodi contraccettivi», a quelli  tra i 9 e 12 anni «il loro utilizzo e i rischi e le conseguenze delle esperienze sessuali non protette» ‒ lo fa perché negli ultimi decenni nessun ostacolo è stato frapposto all’affermazione di una cultura anti-umana.

Stessa cosa sta accadendo sulla legge sull’omofobia, che sarà presto approvata dal Parlamento italiano. È evidente che quando vi sarà questa legge ‒ che prevede il carcere per coloro che vogliono difendere la legge naturale ‒ molti riterranno di tacere. Intanto, però, è bene che coloro che si stanno adoperando perché questo accada, sappiano che il Cristianesimo è nato grazie ai martiri, che hanno condiviso la Croce di Cristo. Erano una minoranza, è vero, ma sono riusciti, con la loro fede, a far crollare un impero allora pagano! (di Danilo Quinto)

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