I “Kasperiani” perdono terreno in Germania?

 

kasper(di Maike Hickson) Da diverse settimane si svolge trai i cattolici tedeschi – sia vescovi che laici – una accesa discussione riguardo alla validità oggettiva della dottrina cattolica per i fedeli di oggi. Il 16 aprile, la Conferenza episcopale tedesca si è pronunciata con un rapporto, inviato a Roma pin vista dell’imminente Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia.

Nel documento si afferma che i cattolici tedeschi desiderano un’ulteriore apertura della Chiesa sia per quanto riguarda la ammissione alla Santa Comunione dei divorziati “risposati”, che nei confronti di altre forme di convivenza, comprese le coppie omosessuali. Come vedremo in seguito, queste dichiarazioni episcopali sono state fatte in maniera discutibile, sulla base di un numero molto esiguo di risposte giunte al questionario inviato da Roma. Per contro, il numero di cattolici che ha firmato la Supplica filiale a Papa Francesco – in cui si chiede al Sant Padre di preservare gli insegnamenti morali tradizionali – è molto superiore a quello di coloro che hanno finora risposto al questionario Lineamenta del Sinodo Romano sulla Famiglia.

Le affermazioni e proposte dottrinali-pastorali dei vescovi tedeschi sono state poi ulteriormente rafforzate a inizio maggio dalla Conferenza episcopale tedesca, guidata dal cardinal Reinhard Marx di Monaco. Successivamente, anche l’organizzazione laicale più importante in Germania – il Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (Zentralkomitee der deutschen KatholikenZdK) – ha pubblicato la propria dichiarazione sul Sinodo dei Vescovi. In un documento del 9 maggio 2015, quest’organizzazione si è spinta un passo oltre i vescovi e ha chiesto, non solo l’ammissione ai sacramenti dei divorziati “risposati”, ma anche l’accettazione di altre forme di convivenza, così come la benedizione liturgica per le coppie omosessuali, domandando alla Chiesa di intraprendere un profondo «riesame della questione della contraccezione».

Il documento dello ZdK dichiara esplicitamente: «Con il concetto di “famiglia”, intendiamo anche quelle forme non-coniugali di relazioni vissute e di responsabilità generazionali che danno un grande contributo alla coesione sociale e che devono essere trattate con giustizia. (…) Anche in altre forme di vita in comune ci sono valori da trovare che esprimono il matrimonio come l’alleanza tra Dio e gli uomini: l’indissolubile (sic) “sì” per l’altra persona, la costante disponibilità di riconciliarsi, così come la prospettiva in merito ad un proficuo rapporto di scambio di doni tra persone. Queste forme di vissuto e di famiglia devono essere rispettate, anche se non si trovano all’interno del profilo del matrimonio sacramentale. Ci riferiamo qui a relazioni durature (convivenze), matrimoni civili, così come a unioni civilmente registrate (cioè, le unioni omosessuali).

Ancora più sorprendentemente, forse, il documento auspica una “rivalutazione dei metodi di contraccezione artificiali”, poiché in nessun altro settore (dicono) si trova una così grande discrepanza tra il Magistero pontificio e le scelte di coscienza nella vita quotidiana dei fedeli cattolici. Esso inoltre domanda che la Chiesa sia disposta «a percepire il cambiamento pastorale che Papa Francesco ha chiesto, sia come incoraggiamento, che come possibilità per le conferenze episcopali (poi) di sviluppare sentieri pastorali riguardanti il matrimonio e la famiglia che siano appropriati e teologicamente responsabili».

È rilevante notare, inoltre, che entrambe le organizzazioni – la Conferenza episcopale tedesca, così come il Comitato Centrale ZdK – presentino gli stessi argomenti e linee generali di pensiero: vale a dire, che le “realtà della vita” dei cattolici di oggi debbano in modo decisivo influenzare e cambiare alcuni insegnamenti della dottrina morale cattolica. Entrambi i gruppi affermano che ci sono elementi positivi che possono trovarsi in altre forme di relazioni al di fuori del Sacramento del Matrimonio. Molti di questi argomenti sembrano, in parte, derivare dagli scritti dello stesso cardinale Walter Kasper, che è palesemente promotore della liberalizzazione della dottrina morale cattolica.

Le proposte concordanti o convergenti indicano anche che queste due organizzazioni ora lavorano piuttosto in stretta collaborazione, nel tentativo di esercitare una forte pressione sulla Chiesa universale. È importante notare che lo ZdK stesso è in parte finanziato dalla Conferenza episcopale tedesca, ed è anche spiritualmente assistito e per di più consigliato dall’attuale vescovo di Stoccarda, Gebhard Fürst.

Le audaci affermazioni, persino esplicitamente rivoluzionarie, del ZdK hanno causato delle forti reazioni in Germania. Almeno sei vescovi tedeschi sono usciti allo scoperto e hanno dichiarato la loro opposizione a queste affermazioni oggettivamente eretiche che, secondo un giornalista sempre bene informato, Edward Pentin, potrebbero portare ad uno scisma.

Il primo vescovo, mons. Stefan Oster, della diocesi di Passau nella Germania meridionale, ha dichiarato sul suo profilo facebook che lo ZdK non rappresenta quasi più i cattolici tedeschi, soprattutto quando parla in questo modo. Egli ha dichiarato che «le richieste dello ZdK rappresenterebbero un radicale cambiamento di molto di ciò che è ritenuto valido riguardo il matrimonio e la sessualità»; e ribadisce la dottrina cattolica secondo la quale, dopo la Rivelazione, qualsiasi «pratica sessuale vissuta ha un suo posto legittimo solo all’interno del matrimonio tra un uomo e una donna, in cui entrambi siano aperti alla procreazione della vita e abbiamo contratto un legame che dura fino alla morte di uno dei coniugi».

Il 16 maggio, le sue critiche sono state sostenute da altri cinque vescovi tedeschi che gli hanno scritto una lettera di sostegno esprimendo verso di lui una straordinaria gratitudine. Tra essi, vi erano il vescovo Rudolf Voderholzer di Ratisbona e il vescovo Gregor Maria Hanke di Eichstätt. Un altro vescovo tedesco, mons. Franz-Josef Overbeck, ha recentemente fatto una dichiarazione pubblica dicendo che, per quanto riguarda il matrimonio e la famiglia, non bisogna aspettarsi troppo dal prossimo Sinodo dei Vescovi a Roma: a suo avviso non è in alcun modo possibile, per la Chiesa cattolica, benedire le unioni omosessuali.

L’autore e giornalista tedesco, Mathias von Gersdorff, ha sottolineato che, nel documento dello ZdK, i fini del matrimonio sono separati dal fine primario, che è la procreazione della vita: ma «se il matrimonio non è essenzialmente per la procreazione, e l’atto sessuale non è solo da praticarsi all’interno dei matrimoni, allora la morale cattolica collasserà del tutto».

Di fronte a tale crescente resistenza al Programma “Kasperiano” della Misericordia e il consequenziale indebolimento delle Leggi di Cristo, il capo della Conferenza Episcopale Tedesca, lo stesso cardinal Reinhard Marx, il 15 maggio ha improvvisamente dichiarato che, in una certa misura, le affermazioni dello ZdK sono «teologicamente inaccettabili». «La richiesta di una benedizione per relazioni tra persone dello stesso sesso e per un secondo matrimonio dopo il divorzio civile – ha detto – non è in linea con l’insegnamento e la tradizione della Chiesa. La richiesta di una “accettazione incondizionata” di forme di convivenza in coppie dello stesso sesso contraddice anche l’insegnamento e la tradizione della Chiesa».

Queste parole del cardinale Marx giungono inaspettatamente e potrebbero indicare che egli si è reso conto (anche se forse a malincuore) che la resistenza contro la sua agenda liberale è, almeno per il momento, troppo forte. Come scrive lo stesso von Gersdorff: «La Chiesa Cattolica di Germania con le sue posizioni è completamente isolata rispetto al prossimo Sinodo sulla Famiglia dell’autunno 2015. Nessuna delegazione, tranne la delegazione tedesca sostiene all’unanimità le idee del Cardinal Kasper in materia di ammissione alla Comunione dei divorziati risposati». Tuttavia, come lo stesso Gersdorff sottolinea, il cardinale Marx sospende il giudizio e aggiunge, alla fine del suo comunicato stampa, che questi temi «hanno bisogno di nuovi chiarimenti teologici e non di premature richieste di semplificazione».

Il professor Robert Spaemann, considerato il più importante filosofo cattolico tedesco, ha recentemente espresso pubblicamente le sue riserve verso ogni possibile variazione delle leggi di Gesù Cristo in materia di matrimonio e la famiglia, e anche verso l’intervento attivo di Papa Francesco nelle discussioni del Sinodo dei Vescovi. «In Vaticano – ha detto Spaemann – alcune persone stanno già sospirando. Oggi, egli (Papa Francesco) ha già un’altra idea diversa da quella di ieri». Sembra che l’intenzione del Papa sia quella di svolgere il ruolo di moderatore tra due partiti che si confronteranno all’interno del Sinodo.

Allo stesso tempo, però, egli si schiera anticipatamente, favorendo la posizione del cardinale Walter Kasper, escludendo, ad esempio, l’Istituto Giovanni Paolo II per Studi sulla Famiglia dalle consultazioni pre-sinodali. Inoltre, “Cicero”, rivista laica tedesca, ha pubblicato nel suo numero di maggio una relazione importante sul pontificato di Francesco e sui conflitti che il papato ha suscitato a Roma. In questo recente saggio, il vaticanista Giuseppe Rusconi riassume molte critiche, provenienti soprattutto da illustri prelati e dai dipendenti della Curia, relative a Papa Francesco, soprattutto per quanto riguarda il Sinodo della Famiglia. In questo importante articolo, Rusconi rivela anche alcuni pareri schietti e ponderati sullo stesso cardinal Marx, scelto come consultore del Papa, e come membro del Pontificio Consiglio dei Nove.

Rusconi ricorda le dichiarazioni del card. Marx, secondo cui, «noi non siamo una filiale di Roma», a cui ha risposto il cardinale anch’egli tedesco, Paul Josef Cordes, dichiarando al giornale “Die Tagespost”: «In qualità di esperto di etica sociale, il cardinale Marx dovrebbe avere qualche conoscenza riguardo alla dipendenza degli enti secondari dalla loro casa madre. Ma, nel contesto della Chiesa, tali osservazioni dovrebbero piuttosto essere lasciate al pub del villaggio».

Nonostante l’evidenza mostri che la resistenza contro i “Kasperiani” in Germania, come a Roma, sia in aumento, la battaglia più grande per la Chiesa cattolica tedesca sicuramente non è ancora finita. È dunque urgente, per tutti i fedeli cattolici, contribuire seriamente, per quanto possibile, a rafforzare l’insegnamento tradizionale della Chiesa sul matrimonio e la famiglia – in modo da assicurare che gli insegnamenti di Gesù Cristo non siano ulteriormente derisi o indeboliti. (Maike Hickson)

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