I fan di “Guerre Stellari” si ribellano al nuovo personaggio gay

Star Wars(di Lupo Glori) I fan della mitica saga cinematografica, creata dal regista statunitense George Lucas, Guerre Stellari (Star Wars), si ribellano al gender diktat che introduce un insolito personaggio gay all’interno del romanzo Star Wars: Aftermath, del giovane scrittore americano Chuck Wendig, appena uscito, lo scorso 4 settembre, nelle librerie americane.

Il libro, entrato subito nella classifica dei bestseller del New York Times, ha ricevuto infatti una pioggia di critiche sulla libreria online “Amazon” dove, ben il 41% dei lettori, ha rilasciato pessime recensioni, accusando l’autore di aver stravolto il carattere originale del canone cinematografico dell’opera rivolta ai bambini, inserendo il tema dell’omosessualità unicamente per portare avanti «l’agenda del movimento gay».

Nel nuovo episodio della saga, che segue “Il Ritorno dello Jedi”, ambientato dopo la distruzione della seconda Morte Nera, con l’Imperatore e Darth Vader che sembrano essere morti, fa infatti la sua comparsa l’eroe omosessuale Sinjir Rath Velus, un ufficiale imperiale che è passato dalla parte dei ribelli dopo avere assistito alla battaglia di Endor, definito dall’autore Wendig un personaggio «dignitoso e conciliante».

Ai fan che lo accusavano di avere introdotto l’argomento in maniera forzata ed inopportuna, Wendig ha replicato stizzito attraverso il suo blog, Terrible Minds, scrivendo un post durissimo nei confronti dei lettori della saga: «Se siete arrabbiati perché ho messo dei personaggi gay e un protagonista gay nel romanzo, non posso farci niente. Mi dispiace, dinosauri lagnosi, il meteorite sta arrivando. Ed è un meteorite Nyan Cat favolosamente gay con una scia arcobaleno dietro di lui e il vostro modo di ragionare si estinguerà. Voi non siete l’Alleanza Ribelle. Non siete i buoni. Siete il cattivo Impero. Siete un Impero orrendo, totalitario ed oppressivo. Se riuscite ad immaginare un mondo in cui Luke Skywalker possa essere infastidito dalla gente gay, non avete capito nulla di Star Wars. Sarebbe come cercare di rappresentare Gesù mentre picchia un lebbroso invece di guarirlo. Smettetela di essere l’Impero. Unitevi all’Alleanza Ribelle. Abbiamo amore, integrazione, musica grandiosa e droidi carini».

Wendig ha quindi troncato ogni discussione sull’argomento, chiarendo che non accetta critiche dai suoi fan omofobi: «Se il problema è un personaggio gay non ho niente da dire, poiché si tratta di omofobia, di arretratezza culturale».

L’introduzione dell’eroe gay all’interno della mitica saga di “Guerre Stellari”, contro ogni logica narrativa per ammissione stessa dei suoi fan, è solo l’ultimo episodio in ordine di tempo di una incessante campagna ideologica volta a promuovere le istanze LGBT in ogni ambito culturale. Dal festival del cinema di Venezia, con il “Leone d’oro” alla storia gay, Desde Allà, fino alle più popolari fiction televisive e ai principali programmi di intrattenimento da prima serata, per limitarci al medium catodico, ovunque domina il personaggio gay con l’intento dichiarato di normalizzare e socializzare l’omosessualità.

La promozione dell’ideologia gender, spacciata dai suoi fautori per atteggiamento ribelle e rivoluzionario, rappresenta in realtà l’adesione al più bieco e stolto conformismo sociale contro i più elementari criteri di ragione e buonsenso. (Lupo Glori)

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