Guerra con la Russia nel 2017? Un provocante libro uscito in Inghilterra

war whit Russia

(di Gianandrea de Antonellis) La letteratura può essere un’arma politica? Sicuramente esistono una serie di libri che sono stati in grado di influenzare la società: pensiamo a Gabriele d’Annunzio – le cui opera di propaganda fu peraltro fondamentale per spostare a bilancia della politica italiana dalla neutralità all’interventismo – e a due suoi romanzi che nell’ultima decade dell’800 influenzarono grandemente l’opinione pubblica: sul versante della morale (naturalmente in senso negativo) enorme fu l’impatto de Il piacere, sul versante politico Le vergini delle rocce, fieramente antidemocratico, fu uno dei testi che diffusero le teorie elitiste al di fuori del consueto novero di lettori di saggi.

Fra le tante altre opere letterarie di argomento politico ricordiamo solo Il Novantatre di Victor Hugo, attacco al Terrore giacobino; Les déracinés (inedito in Italia) di Maurice Barrès e Il demone meridiano (recentemente riproposto da Solfanelli), di Paul Bourget che dopo la conversione mise la propria penna al servizio della morale cattolica.

Naturalmente, lo strumento letterario è stato usato – ahimè, con molta efficacia – anche e soprattutto dal mondo progressista, che ne ha fatto uno strumento principe per corrompere gli animi e far passare subliminalmente messaggi deleteri.

Il britannico Richard Sheriff, già vice comandante della Nato dal 2011 al 2014, utilizza la narrativa per mettere in guardia i lettori da un plausibile scenario di guerra: cosa potrebbe succedere in caso di invasione dell’Ucraina e dei Paesi Baltici da parte della Russia (Richard Shirreff, 2017 War with Russia. An urgent warning from Senior Military command, Coronet, London 2016, p. 436, £ 20) ?

La visione è altamente pessimistica: dopo il Brexit (il romanzo è apparso qualche settimana prima della votazione, ma trova il modo di rimanere aperto ogni possibile soluzione), la Gran Bretagna è troppo impegnata sul fronte interno (in particolar modo con la necessità di arginare gli indipendentisti scozzesi) per occuparsi delle questioni europee; il resto del continente non riconosce il ruolo della Nato (forse erroneamente parificandolo a quello della palesemente inutile – se non dannosa – Unione Europea); gli Usa eleggono una (sic) presidente che vuole riprendere il ruolo di “gendarme mondiale” ed invia in Ucraina forze aeree e molti mezzi, anche se pochi uomini a terra.

La debolezza occidentale è uno stimolo ulteriore alla politica panslavista di Putin: dopo il doppio affronto subito (l’aereo da turismo fatto esplodere dagli jihadisti e quello militare abbattuto dai Turchi), è giunto il momento di un’azione che restauri la sua immagine di uomo forte. Riconquistare Kiev, storicamente «madre di tutte le città russe», e annettere le repubbliche baltiche potrebbero essere due soluzioni, favorite dalla lentezza della risposta occidentale.

Del resto, la notevole presenza di uomini di etnia russa nelle repubbliche baltiche giustifica agli occhi del Cremlino un intervento a seguito della “richiesta di protezione” lanciata in direzione della madrepatria (come un tempo verso l’Urss).

Il libro firmato da Shirreff è un thriller molto ben scritto, dal ritmo incalzante e dagli intelligenti messaggi subliminali: illuminante, in tal senso, è il giudizio fortemente negativo sul Presidente russo, esplicitamente indicato con nome e patronimico, Vladimir Vladimirovic; l’azione in Crimea viene paragonata all’annessione dei Sudeti e numerosi sono nel corso del testo i paralleli con Hitler; parimenti negativo il giudizio sulla politica “attendista” occidentale, paragonata a quella Chamberlain nel 1938.

Il fatto che a firmare il romanzo ci sia uno degli uomini di punta della Nato rende credibili gli scenari previsti dagli analisti del Patto Atlantico: il risultato è una lettura appassionante ed agghiacciante al tempo stesso: vuole esplicitamente dare voce alle paure «dei miei numerosi amici in Lettonia, Estonia e Lituania», confessa Shirreff, che ha individuato – probabilmente in modo inconscio – lo scoppio di una nuova guerra mondiale nel centenario delle apparizioni di Fatima. (Gianandrea de Antonellis)

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