EllaOne: una pillola abortiva spacciata come contraccettivo

ellaone

(di Tommaso Scandroglio) EllaOne è una pillola che può avere effetti contraccettivi, ma soprattutto abortivi. Infatti può esplicare i suoi effetti contraccettivi se assunta lontano dai giorni dell’ovulazione – periodo in cui tra l’altro è assai meno probabile rimanere incinta – ed invece più ci si avvicina al giorno dell’ovulazione meno probabilità si hanno che la pillola ritardi l’ovulazione e più probabilità si hanno che produca effetti abortivi alterando le pareti dell’endometrio e così rendendo inospitale l’utero per l’attecchimento dell’embrione.

EllaOne è conosciuta anche come pillola dei cinque giorni dopo perché può essere assunta, così si reclamizza, anche cinque giorni dopo il rapporto sessuale al fine di evitare una gravidanza indesiderata. Ma la realtà è un poco diversa. Infatti può accadere che durante quel lasso di tempo il concepimento c’è già stato e quindi EllaOne provocherà l’aborto del concepito, oppure non c’è stato concepimento fino a quel momento, ma potrà avvenire successivamente – a motivo della sopravvivenza degli spermatozoi nel corpo della donna anche dopo alcuni giorni dal rapporto – e l’embrione non riuscirà comunque, a causa della pillola dei cinque giorni dopo, ad impiantarsi in utero.

In breve EllaOne è più un preparato con effetti abortivi che contraccettivi. Affermare, come fanno molti, che EllaOne evita le gravidanze e dunque spacciarla come “contraccettivo di emergenza” è una menzogna tonda tonda perché in realtà e più spesso EllaOne interrompe gravidanze già in essere. EllaOne è commercializzata nel nostro Paese dal 2011. Giusto l’anno scorso l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha liberalizzato completamente la vendita di questo preparato in farmacia, stabilendo che non sarebbe più servita ricetta medica per ottenere la pillola dei cinque giorni dopo perché considerata semplicemente come «farmaco contraccettivo» (quasi che la gravidanza sia una patologia). Al pari di sciroppi per la tosse e cerotti.

L’Aifa prese questa decisione dietro impulso dell’Emea, l’Agenza europea dei farmaci, che aveva dato precise direttive a tal riguardo. Ora, a distanza di un anno, l’Hr Pharma, azienda produttrice della EllaOne, ci informa che le vendite vanno benissimo. Se prima della decisione dell’Aifa la pillola dei cinque giorni dopo costituiva il 6,8% delle vendite e al primo posto c’era la pillola del giorno dopo (Norlevo), oggi, senza più obbligo di ricetta, è schizzata al 54%. Più precisamente al Nord Ellaone costituisce il 69% delle vendite, al Centro il 62% e al Sud il 42%.

Ma c’è un altro dato interessante. Le vendite delle varie pilloline abortive dal 2008 al 2015 sono sostanzialmente stabili. Circa 365mila confezioni all’anno in Italia. Quindi mille al giorno. E perlopiù sono le giovani e giovanissime che le assumono. Difficile sapere con certezza quanti aborti possono provocare: la stima per difetto è tra i 60 e i 100mila aborti annui. Il dato interessante sta nel fatto che nel giro di un anno Ellaone ha preso il sopravvento sul Norlevo.

Quindi non c’è stato un incremento di vendita sul totale delle pillole con possibili effetti abortivi, ma – all’interno di questo totale che non è mutato – molte più donne si sono rivolte alla pillola dei cinque giorni dopo che a quella del giorno dopo. Quali i motivi? Anche in questo caso è difficile indicarli con precisione, ma forse non sbagliamo nell’affermare che un’assunzione non vincolata nelle 72 ore dal rapporto come avviene con la pillola del giorno dopo, ma entro invece cinque giorni dal rapporto ha incrementato la vendita della EllaOne.

Il favore verso quest’ultima quindi potrebbe essere motivato dal fatto che offre una più estesa possibilità nel tempo di non rimanere incinta o di interrompere la gravidanza. Ellaone elimina non solo il figlio, ma anche l’ansia di correre in farmacia o al pronto soccorso per farsi dare il Norlevo subito dopo aver avuto un rapporto sessuale. Ellaone pare che dica alle ragazze: “Puoi abortire e puoi farlo con tutta calma”.

Ma, dato che questi preparati vengono spacciati come contraccettivi, uno degli aspetti più gravi che coinvolgono tutte queste pilloline è l’ignoranza che colpisce le donne sui loro reali effetti abortivi, le quali donne spesso ignorano che potranno uccidere loro figlio con un semplice gesto. Bevendo un bicchiere d’acqua. Viene meno quindi anche l’elemento di deterrenza dato dalla coscienza degli effetti negativi di una propria decisione. Non solo, ma chi usa di queste pillole potrà sopprimere il proprio figlio e forse non lo saprà mai, eliminando quindi anche un positivo e futuro rimorso di coscienza. È il trionfo dell’insignificanza morale e sociale dell’aborto. (Tommaso Scandroglio)

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