Dopo le “nozze gay” arriva in Irlanda il Gender Recognition Bill

Gender Recognition Bill(di Lupo Glori) Mercoledì 15 luglio 2015, sull’onda del successo del referendum sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, gli attivisti LGBT irlandesi hanno ottenuto un’altra importante vittoria con l’approvazione del cosiddetto Gender Recognition Bill. Grazie a tale legge le persone transgender potranno infatti vedere riconosciuto legalmente il proprio “status sessuale” mediante una semplice auto-certificazione.

Se fino ad oggi era infatti necessario l’intervento ufficiale di un medico o dello Stato, con la normativa appena introdotta, ognuno potrà dichiarare il proprio “sesso percepito” in maniera libera ed autonoma.

Attualmente, la maggior parte dei paesi europei prevede che le persone transgender, per poter ottenere il riconoscimento legale del proprio sesso “psicologico” diverso da quello biologico, si sottopongano ad operazione chirurgica e sterilizzazione o siano diagnosticati con disturbi mentali riguardo la propria sessualità. La nuova legge sull’auto-riconoscimento del gender, che fa salire l’Irlanda sul podio europeo dei diritti transgender, dietro la Danimarca e Malta, stabilisce invece che qualsiasi cittadino o residente irlandese, compiuti i 18 anni di età, sarà libero di assegnarsi legalmente il proprio genere sessuale senza bisogno di alcun intervento o parere medico.

Mark Kelly, direttore esecutivo del Consiglio irlandese per le Libertà Civili (ICCL), ha accolto con scontata soddisfazione la nuova normativa, affermando: «Questa legislazione pone l’Irlanda all’avanguardia dei paesi che forniscono vera uguaglianza ai cittadini e ai residenti transgender. Il passaggio della legge è una testimonianza degli anni di campagna elettorale perseguitato dalla comunità trans e dei suoi alleati, (…)».

Esulta anche Sara Phillips, presidente del Transgender Equality Network Ireland, la quale, sottolineando la portata storica di tale nuovo cambiamento, ha dichiarato: «Questa legislazione segna un cambiamento incredibile nella società irlandese … Questo è un momento storico per la comunità trans in Irlanda. Le persone trans dovrebbero essere gli esperti della nostra identità di genere. L’autodeterminazione è al centro dei nostri diritti umani». La Danimarca, è stato il primo paese in Europa a consentire, circa un anno fa, alle persone transgender di auto-determinare legalmente il proprio genere a partire dall’età di 18 anni.

La repubblica di Malta ha invece introdotto il Gender Identity, Gender Expression and Sex Characteristics Act (GIGESC Bill) lo scorso 1 aprile 2015. Tale normativa riconosce il diritto di ogni persona a stabilire la propria identità di genere attraverso una semplice dichiarazione basata sull’autodeterminazione della persona e vieta qualsiasi parere o informazione medica. Il processo di autodeterminazione dura al massimo 30 giorni e può essere applicato anche nei confronti dei minori attraverso una specifica procedura giudiziaria che può essere facilmente richiesta dai genitori o dai tutori legali del minorenne.

Ed è proprio la permissività estrema della normativa maltese che ha fatto storcere la bocca ad alcuni attivisti LGBT irlandesi, evidentemente non pienamente soddisfatti per alcune restrizioni previste nel Gender Recognition Bill appena adottato. In particolare il fatto che per le persone transgender tra i 16 e i 18 anni, è ancora richiesta l’osservazione medica, il consenso dei genitori e l’ordine di un tribunale, così come la mancanza di una disposizione di legge per le persone transgender minori di 16 anni.

L’adozione del Gender Recognition Bill, a meno di 2 mesi di distanza dall’introduzione del matrimonio gay, con la quale la cattolica Irlanda, da fanalino di coda dei paesi europei, in materia di diritti LGBT, diviene una delle sue punte di diamante, rispecchia tale progressiva e prepotente strategia di azione. (Lupo Glori)

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