Donald Trump nomina due pro-life alla Casa Bianca

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(di Lupo Glori) Mentre non si placano le accese polemiche, a tutti i livelli, nei confronti dell’inattesa e, per molti, disorientante elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America, tutti gli occhi della stampa mondiale sono ora puntati sulle decisive nomine presidenziali in corso che andranno a definire quello che sarà il nuovo staff della Casa Bianca a partire dal prossimo 20 gennaio 2017.

Le prime scelte, in proposito, del neo eletto Trump, come prevedibile, hanno suscitato reazioni opposte e contrastanti. Se da un lato la stampa progressista ha infatti subito accusato il tycoon di aver optato per consiglieri «estremisti, razzisti e antisemiti», dall’altra parte, i leader conservatori hanno applaudito, accogliendo con soddisfazione le prime investiture del loro presidente. Quest’ultime, come reso noto da tutti i principali media internazionali, sono andate a Reince Priebus e Steve Bannon.

Priebus, eletto a capo di gabinetto, chief of staff, è un politico navigato, appartenente da anni all’establishment del Partito Repubblicano; Bannon, nominato consigliere speciale e chief strategist della Casa Bianca, è stato presidente esecutivo di Breitbart News, uno dei più importanti e attivi siti web della “destra” americana, punto di riferimento soprattutto per la cosiddetta “alt-right”, abbreviazione che sta per “alternative right”, movimento che ha costituito un’importante base elettorale per Trump.

Il portale statunitense LifeSite News in un editoriale di Peter LaBarbera accoglie con favore le neo nomine di Trump, sottolineando come Priebus sia un convinto anti-abortista, noto per aver dichiarato di avere “a cuore” la causa pro-life. Una posizione quella del prossimo chief of staff della Casa Bianca confermata anche da Tony Perkins, presidente dell’organizzazione pro-family Family Research Council, il quale ha elogiato il capo del partito Repubblicano uscente per aver «rivitalizzato il GOP riportando il partito ai suoi principi conservatori, come è dimostrato dalla piattaforma solidamente conservatrice del GOP».

Delle due nomine però, quella che ha maggiormente attirato le ire e gli strali degli attivisti e dei media liberal statunitensi, è stata quella di Bannon, immediatamente trasfigurato dai media di regime da “generale e brillante stratega” ad un «bianco nazionalista» razzista e antisemita.

Le sue difese, come riporta sempre LifeSite News, sono state prese proprio da un ebreo, lo scrittore David Horowitz, che si è scagliato contro la sinistra post-Trump in preda ad un evidente ed incontrollabile crisi di nervi: «Conosco Steve Bannon da molti anni. È un uomo buono. Non ha nemmeno un’osso antisemita nel proprio corpo. Nella sua nuova posizione di Chief Strategist nella Casa Bianca di Trump, Bannon è la più forte garanzia che le persone che amano questo paese possono avere un futuro in America, l’assicurazione più forte che l’America è nelle mani di persone che daranno a questo paese la possibilità di riprendersi e difendersi contro i suoi nemici in patria e all’estero».

Riguardo l’elezione di Priebus si è espressa anche Marjorie Dannenfelser, presidente dell’organizzazione pro-life Susan B. Anthony List, che ne ha accolto con entusiasmo la nomina, sottolineandone le posizioni fortemente pro-vita: «il presidente eletto Donald Trump ha ancora una volta rafforzato il suo impegno per la causa pro-life nominando Reince Priebus come capo di gabinetto della Casa Bianca. Ho avuto modo di conoscere Reince quando ho intervistato tutti i candidati al ruolo di presidente del Republican National Committee (RNC) sul tema della vita. Egli mi ha risposto che la causa pro-life “è intessuta nel mio cuore, è qualcosa in cui credoˮ».

A conferma di ciò la Dannenfelser ha aggiunto come lo stesso Priebus abbia preso parte nel 2014 alla annuale March for Life di Washington: «Nel 2014 Priebus ha guidato l’RNC alla sua partecipazione ufficiale alla Marcia per la Vita, per la prima volta in assoluto nella storia del partito. Sono stata orgogliosa di marciare fianco a fianco con lui in solidarietà con centinaia di migliaia di americani pro-vita, (…). Sotto il suo mandato come presidente dell’RNC, il GOP ha superato diverse importanti risoluzioni pro-vita, e ratificato la più forte piattaforma pro-life nella storia del partito alla convention 2016. Non vedo l’ora di lavorare insieme con Reince Priebus per attuare l’Agenda per la vita del presidente eletto Trump».

Le puntuali e violente bufere mediatiche scatenate contro le neo nomine, rivelano il paradossale clima culturale odierno che in nome del rispetto e della non-discriminazione esige l’immediata eliminazione di coloro che non sottostanno al loro intollerante e totalitario diktat. Uno scontro etico e culturale destinato a deflagrare ed allargarsi ulteriormente se Trump manterrà fede ai suoi propositi di nominare un giudice anti-aborto alla Corte Suprema degli Stati Uniti, impartendo cosi una svolta decisiva all’importante battaglia culturale in difesa della vita in corso negli Stati Uniti e in tutto il mondo. (Lupo Glori)

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