Discorso antisemita del vice presidente Usa Joe Biden?

Joe Biden(di Dina Nerozzi) Il vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, nel corso del ricevimento organizzato, il 21 maggio u.s., dal Comitato Democratico Nazionale per celebrare il Jewish Heritage Month, ha ringraziato pubblicamente gli ebrei americani per il ruolo fondamentale da loro svolto nella lotta per ottenere un mondo migliore. Secondo Biden gli ebrei sono stati, se non proprio il maggiore, uno dei maggiori fattori del cambiamento culturale e sociale negli Stati Uniti. «…scommetto che l’85 % di quei cambiamenti ‒ ha detto ‒ sia che si tratti di Hollywood o dei social media, sono una conseguenza dei leader ebrei nell’industria». «L’eredità culturale ebraica ci ha formato così come siamo – tutti noi, anch’io – più di ogni altro fattore negli ultimi 223 anni. E questo è un dato di fatto».

Il vice presidente ha messo in rilievo il ruolo fondamentale svolto dagli ebrei per l’affermazione del movimento femministanon si può parlare del movimento femminista senza parlare di Betty Friedan») e quello svolto nelle politiche relative all’immigrazione in modo da far entrare nel paese una gran massa di immigrati dal terzo mondo definito «l’abbraccio dell’immigrazione».

Ancora agli ebrei Americani si deve un ruolo trainante nel far passare la nuova morale civile «Non è stato qualcosa di legislativo che abbiamo fatto. È stato Volere e Grazia, sono stati i social media. Letteralmente questo è ciò che ha cambiato l’atteggiamento del popolo. È questa la ragione per la quale ero certo che la maggioranza avrebbe abbracciato e abbraccerà rapidamente il matrimonio gay». Sempre secondo il vice presidente «il popolo ebreo ha contribuito largamente all’America. Nessun altro gruppo ha avuto un’influenza così importante individualmente come voi tutti e tutti coloro che sono venuti prima di me e tutti coloro che sono venuti prima di voi». «Voi siete l’11 % dei rappresentanti che siedono nel Congresso. Voi rappresentate un terzo dei premi Nobel…Io credo che voi sottostimiate, come sempre, l’impatto dell’eredità culturale Ebraica».

Il discorso è terminato con «noi vi siamo debitori, noi siamo debitori alle generazioni che sono venute prima di voi». L’elogio alla comunità ebraica americana è stato certamente sincero e sentito, ma sorge una domanda spontanea: è sicuro il vice presidente Joe Biden di aver fatto un favore agli amici ebrei? Ci sono in giro complottisti che da tempo sostengono tesi del genere e, guarda il caso, si trovano niente di meno che il vice presidente degli Stati Uniti a dar loro ragione. Forse Joe Biden credeva che il suo discorso sarebbe passato inosservato, che sarebbe rimasto dentro i confini della serata, ma è possibile mai ritenere che, di questi tempi, qualcosa resti confinato dentro una stanza?

Queste preoccupazioni sono state avvertite anche da Jonathan Chait, un giornalista del “New York Times” (http://nymag.com/daily/intelligencer/2013/05/biden-praises-jews-goes-too-far.html) che addirittura arriva ad affermare che questo discorso verrà citato negli anni e decenni a venire da parte degli anti-semiti.

Non so se il solo fatto di riferire l’accaduto possa, ipso facto, catalogare questo breve scritto in messaggio antisemita, certo è che il vice presidente si è spinto un pò troppo in là nel suo discorso elogiativo. Infatti se, a suo giudizio, tutti i cambiamenti favoriti dall’élite ebraico-americana sono “buoni” non tutti sono dello stesso avviso. Non tutti infatti sono convinti che l’abbattimento delle frontiere e la globalizzazione siano un processo politicamente saggio e non tutti sono convinti che i diritti civili per le persone che si definiscono LGBT siano una cosa buona e giusta, come ha percepito chiaramente anche il giornalista del “New York Times”, Jonathan Chait. (Dina Nerozzi)

Donazione Corrispondenza romana