Convegno sull’ideologia del gender a Milano

convegno Milano(di Alfredo De Matteo) Chi è stato a Milano giovedì 24 ottobre ad assistere al convegno “Ideologia del gender: quali ricadute sulla famiglia?”, promosso dall’Associazione Famiglia Domani e dall’Associazione Famiglie Numerose Cattoliche con altre sigle dell’associazionismo cattolico milanese presso la Sala Consiliare della Provincia di Milano, non riusciva a credere allo spettacolo che si presentava dinanzi ai suoi occhi: decine di forze dell’ordine in assetto antisommossa presidiava la sede della Provincia e i numerosi partecipanti al convegno (circa 250) che man mano affluivano nella Sala Consiliare si chiedevano il motivo di tante precauzioni; fino a quando nel bel mezzo dell’apprezzato intervento del primo relatore una decina di facinorosi mescolatati tra la folla hanno cominciato ad urlare e ad inveire contro gli astanti lanciando in aria volantini pieni di insulti, frasi oscene e rivendicazioni farneticanti.

Il tempestivo intervento della sicurezza ha bloccato sul nascere l’avvilente siparietto inscenato dagli attivisti e un geniale applauso ironico del pubblico ha accompagnato il loro “gentile” allontanamento dalla sala.

Ma veniamo al convegno: dopo i saluti convinti e calorosi del Consigliere della Provincia Niccolò Mardegan e la breve puntuale introduzione del dott. Vittorio Lodolo D’Oria, ha preso la parola la dott.ssa Chiara Atzori, medico infettivologo nonché membro dell’Associazione “Scienza & Vita”.

Atzori ha dimostrato che la teoria del gender è priva di fondamento biologico e scientifico in quanto esistono in natura solo due sessi e non una indefinita ridda di generi sessuali denominati con diverse e quasi incomprensibili sigle (“GBLT”, “Q”, “IA”). La mistificazione della realtà operata dalle lobby omosessuali consiste essenzialmente nello scambiare il desiderio sessuale o la pulsione mal orientata per un vero e proprio orientamento sessuale ontologicamente determinato. In realtà, ci troviamo di fronte alla perversa logica del desiderio come diritto: un io desiderante e astratto che rivendica diritti e legittimazioni sociali per il semplice fatto di provare delle pulsioni sessuali che non hanno come oggetto la persona di sesso opposto. Dunque, è lecito e biologicamente fondato affermare, ha precisato la Atzori, che non esiste l’omosessualità bensì la tendenza omosessuale.

Il secondo relatore, il prof. Mario Palmaro, docente di Bioetica e Filosofia del diritto all’Università Europea di Roma, ha parlato delle implicazioni giuridiche dell’ideologia del gender. Il quadro complessivo risulta seriamente compromesso, secondo il prof. Palmaro, per via di un atteggiamento poco lungimirante del mondo politico ed in particolare del mondo cattolico che ha preferito percorrere la facile strada del compromesso anziché opporre una ferma resistenza ad ogni rivendicazione delle lobby omosessuali. E’ invece vitale non arretrare di fronte alla violenza ed alla prepotenza dei fautori della teoria del gender e continuare ad occupare quegli spazi che ci possono consentire di far sentire la nostra voce. Dalla nostra, ha incalzato Palmaro, abbiamo la forza dirompente della verità e della ragione, caratteristiche che non hanno i nostri avversari, i quali al contradditorio ed al confronto serio e pacato preferiscono gli insulti e la denigrazione dell’avversario.

Il grande successo del convegno di Milano sta a testimoniare la volontà di approfondire un tema, quello sull’ideologia del gender, che ha delle enorme implicazioni in ogni campo, da quello culturale a quello giuridico. Nessuno può ritenere che l’approvazione di leggi liberticide inneggianti all’affermazione di inesistenti diritti legati alla sfera sessuale non lo riguardi: ciascuno, a diverso titolo, verrà coinvolto nella deriva etica e morale che verrà innescata da tali pseudo leggi. La contestazione verificatasi al convegno di Milano sta a dimostrarlo… (Alfredo De Matteo)

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