Continua l’imposizione dell’ideologia del gender nelle scuole romane

ideologia-gender-roma-ferraironi(di Lupo Glori) Continua l’imposizione ideologica delle perverse teorie del gender all’interno delle scuole romane. Lo scorso venerdi 21 marzo si è tenuto infatti, presso l’”Istituto Comprensivo Ferraironi“, nel plesso della scuola primaria “Iqbal Masih”, il primo di un ciclo di tre incontri sull’educazione all’affettività e alle relazioni, rivolti a genitori e insegnanti, dal titolo “Il museo del non detto”.

L’iniziativa, promossa dalla “Cooperativa Be Free”, è tanto più grave in il “Ferraironi” è una struttura molto grande, comprendente tre scuole Primarie (Iqbal Masih, Romolo Balzani e Pisacane), due scuole dell’Infanzia ( Via Guattari e Romolo Balzani) e uno scuola secondaria di primo grado (Baracca).

La locandina che pubblicizza il calendario degli eventi spiega a chiare lettere come l’obiettivo di questi incontri consista nell’istruire gli insegnanti e i genitori riguardo l’ambiguo concetto di “educazione all’affettività”. Nel comunicato di promozione dell’iniziativa, sul sito web di una delle associazioni organizzatrici, viene, inoltre, sottolineato, e la cosa lascia più di un dubbio, come tale progetto nasca da una domanda degli stessi genitori curiosi di aggiornare i loro metodi educativi al passo coi tempi. Leggiamo infatti: «i genitori della scuola hanno voluto intraprendere un percorso sul tema, e di interrogarsi sul modo in cui è possibile rendere bambini e bambine più competenti rispetto alle relazioni e ai comportamenti sessuali, nel pieno rispetto di sè e degli altri».

I prossimi due appuntamenti sono previsti l’11 aprile e il 9 maggio e avranno come tema rispettivamente, “Genere, ruoli di genere e relazioni” e “Forme dell’affettività e della sessualità”. Parallelamente agli incontri tra adulti sono previsti anche dei laboratori per bambini organizzati dall’Associazione “SCOSSE” dai titoli inequivocabili: “1,2,3…quante famiglie”, “E perché non io”, “Mi sento…”. Ai piccoli saranno lette le storie del progetto Leggere senza stereotipi, un archivio bibliografico, come si legge sul loro sito, che propone «visioni dei generi sessuali, e dei relativi ruoli, libere da stereotipi (nelle attività quotidiane, nelle relazioni, in famiglia e nella società)». Una raccolta ideologica di letture per l’infanzia e albi illustrati realizzati ad hoc per abbattere falsi tabù e costruire forzatamente «identità libere e serene, curiose verso le differenze» educando, fin dalla tenera età, i bambini e le bambine «a compiere scelte, fare esperienze, avere sogni e ambizioni, leggere il mondo in modo libero, a prescindere dal proprio sesso».

La sempre più prepotente avanzata dell’ideologia del gender nelle nostre aule scolastiche ha fatto sobbalzare l’Age (Associazione Genitori), che attraverso il suo presidente, Fabrizio Azzolini, ha messo in guardia contro i tentativi di «introdurre in Italia l’ideologia del gender nella scuola: con la scusa di abbattere le discriminazioni di genere e di promuovere l’uguaglianza dei sessi, si cerca di negarli e si introduce la nozione di arbitrarietà dei generi. Ci si spinge ad affermare che ogni rappresentazione della differenza dei sessi si basa su un pregiudizio, che il maschile e il femminile sono costruzioni sociali e storiche da combattere».

Il presidente dell’Age ha lanciato anche la proposta di una giornata di ritiro dei figli da tutte le scuole italiane, sull’esempio della Francia, per protestare contro un’ideologia che, scavalcando le famiglie, vorrebbe inculcare ai bambini fin dai banchi di scuola l’indifferenza sessuale sottolineando come: «l’alterità sessuale è, invece, una realtà ontologica che fa parte del nostro essere umani. Non occorre essere cristiani per affermarlo».

Il progetto promosso presso l’istituto romano “Ferraironi” che coinvolge insegnati, genitori e bambini è drammaticamente emblematico della sempre più aggressiva e tentacolare strategia degli ideologi del gender che mira a imporre le proprie false e scellerate idee a tutti i livelli. Un ennesimo imperdonabile attacco che ha come obiettivo primario quello di uniformare al pensiero unico omosessualista le menti dei piccoli alunni in una fase decisiva della loro crescita e formazione. Ci auguriamo che le famiglie dell'”Istituto Comprensivo Ferraironi” aprano gli occhi sui rischi e i pericoli insiti in tale iniziativa e levino forte la loro voce di protesta nei confronti dei due prossimi incontri previsti nei mesi di aprile e maggio. (di Lupo Glori)

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