Conferenza a Roma di leaders pro-life durante il Sinodo

conf. Associazione Famiglia Domani(di Andrea Giannotti) In questo momento estremamente delicato per la nostra società, i cristiani attendono con viva inquietudine le determinazioni del Sinodo attualmente in corso in Vaticano sul tema della famiglia. L’Associazione Famiglia Domani non poteva esimersi dal contribuire all’ampia riflessione pubblica che fa da sfondo e contorno al Sinodo.

Nel pomeriggio di martedì 7 ottobre, presso la sede di piazza Santa Balbina a Roma, si è svolta la conferenza La difesa della famiglia e della vita come condizione per la rinascita della società. I due relatori, John-Henry Westen, direttore di LifeSiteNews, il maggiore portale internazionale in difesa della vita e della famiglia, e John Smeaton, direttore dell’associazione britannica SPUC (Society for the Protection of Unborn Children), la prima associazione pro-life del mondo, hanno rappresentato la critica situazione della famiglia e del diritto naturale nei rispettivi paesi.

Regno Unito e Canada sono all’avanguardia nell’applicazione dell’ideologia che porta alla distruzione della famiglia e alla scristianizzazione della società. Sminuimento del matrimonio, unioni e adozioni per coppie omosessuali, sistematico indottrinamento a partire dalle scuole di primo grado per cancellare la distinzione di genere, pertinace opera di svuotamento della morale di ogni fondamento.

Questi sono solo alcuni richiami del tragico bollettino della guerra contro la vita e la famiglia che gli autori hanno riportato. Un conflitto con milioni e milioni di vittime, a cominciare dai bambini, quelli uccisi ancor prima di nascere così come quelli costruiti in laboratorio. Inimmaginabili procedure, nate per aiutare le coppie con difficoltà di procreazione, si sono trasformate in quotidiane storie alla Frankenstein. Uteri affittati, nonne che concepiscono per le figlie, aspiranti genitori che danno le misure e le caratteristiche del desiderato nascituro, quasi ordinassero un abito dal sarto.

Questa è la nuova civiltà? Potrebbe essere un cammino anche per la Chiesa? I padri sinodali sono coscienti della gravità della situazione attuale? Sullo sfondo incombe un’ulteriore domanda di grande importanza: quale deve essere il ruolo della Chiesa in una tale situazione? Se la Chiesa fosse un’associazione meramente umana è chiaro che dovrebbe cercare di avvicinarsi al sentire sociale per accontentare tutti quanti. Ma se la Chiesa è, come ci propone il Concilio Vaticano II, «in Cristo, in qualche modo il sacramento, ossia il segno e lo strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» (LG, 1), la prospettiva cambia totalmente. Il compito della Chiesa dovrebbe essere avvicinare le persone a Cristo e questo implica un certo distacco dalle mode e dalle correnti di pensiero prevalenti nella data epoca.

È innegabile che la Chiesa si trova in questo momento dinanzi ad una scelta cruciale. Anche per la fortissima pressione dei media, alcuni, persino all’interno della Chiesa, vagheggiano un compromesso con la moda. Un gruppo di importanti cardinali lo ha posto in evidenza nel libro Permanere nella verità di Cristo (ed. Cantagalli, Siena 2014, €16,50). Prendendo spunto da questo quadro, Smeaton e Westen hanno presentato casi in cui le stesse gerarchie ecclesiastiche hanno incoraggiato la desacralizzazione della vita, cooperando e talvolta precorrendo scelte politiche sbagliate. C’è da confidare che i padri sinodali nel trattare un tema di tale portata teologica e sociale abbiano la forza di affidarsi toto corde al Vangelo, rifuggendo le sirene del tempo e della moda. (Andrea Giannotti)

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