3515 lettere in 7 giorni: si è chiusa con grande successo la campagna in sostegno della Messa tradizionale e dei Francescani dell’Immacolata

frati francescani dell'immacolataSi è conclusa con grande successo la campagna promossa da “Corrispondenza Romana” In sostegno dei francescani dell’Immacolata e la Messa tradizionale. Tra il 1 e l’8 agosto, 3515 lettere sono pervenute direttamente alle caselle e-mail del Prefetto della Congregazione degli Istituti di Vita consacrata, card. João Braz de Aviz, del Segretario della Congregazione, Arcivescovo José Rodriguez Carballo, del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, del Vice-Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, Arcivescovo Augustine Di Noia e del Commissario nominato, padre Fidenzio Volpi, ofmcapp. Nelle lettere, giunte anche in lingua inglese, francese, spagnola e tedesca, si legge che il Decreto di commissariamento dei Francescani dell’Immacolata “costituisce un atto ingiusto nei confronti di quest’Istituto religioso, di cui lede l’onore, ma soprattutto rappresenta una violazione delle leggi universali della Chiesa, in particolare del motu proprio Summorum Pontificum del 7 luglio 2007 di papa Benedetto XVI, mai abrogato, che concede, ad ogni sacerdote, la libertà di celebrare la Messa secondo la forma detta ‘straordinaria’”. “Questa oggettiva lesione del diritto non può non preoccupare tutti coloro che credono e amano la tradizione liturgica della Chiesa e, anche in questo spirito, si battono in difesa della vita, della famiglia, del Magistero pontificio e della Civiltà cristiana”.

La campagna di “Corrispondenza Romana” si è inserita in un grande movimento di reazione al Decreto della Congregazione, che la nostra agenzia di informazione ha ampiamente documentato.

I risultati di questa mobilitazione non sono mancati. In primo luogo c’è da registrare una dichiarazione del 2 agosto di Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, secondo cui il Decreto non intende contraddire le disposizioni generali espresse da Benedetto XVI con il Motu Proprio Summorum Pontificum. (http://it.radiovaticana.va/news/2013/08/02/risposta_di_padre_lombardi_a_proposito_della_nomina_di_un_commissario/it1-716380). Ciò lascia pensare che il Decreto sarà ritirato o modificato, perché, vietando ai Francescani di celebrare, salvo eccezionali autorizzazioni, la Messa tradizionale, contraddice il Motu proprio di Benedetto XVI, che concede ad ogni sacerdote il diritto di “celebrare il Sacrificio della Messa secondo l’edizione tipica del Messale Romano promulgato dal B. Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato”.

In secondo luogo, e sulla stessa linea, c’è da registrare la notizia del 3 agosto, secondo cui Papa Francesco ha nominato nuovo segretario della Pontificia Commissione  Ecclesia Dei, mons. Guido Pozzo, arcivescovo titolare di Bagnoregio, finora Elemosiniere di Sua Santità (http://www.news.va/it/news/il-papa-nomina-mons-pozzo-segretario-della-commiss). Questa inattesa nomina, per ora, non può essere interpretata che come l’intenzione di rafforzare, e non sopprimere, la Commissione Ecclesia Dei.

Il 30 luglio avevamo posto queste legittime domande: “Qual è l’intenzione della suprema autorità ecclesiastica? Sopprimere l’Ecclesia Dei e abrogare il motu proprio di Benedetto XVI? Lo si dica esplicitamente, perché possano esserne tratte le conseguenze. E se così non è, perché porre in atto un decreto inutilmente provocatorio nei confronti del mondo cattolico che si richiama alla Tradizione della Chiesa?” (http://www.corrispondenzaromana.it/il-caso-dei-francescani-dellimmacolata/).

Le due notizie sembrano trasmettere un identica risposta: il Papa non ha intenzione di abrogare il Motu Proprio, né di sopprimere l’Ecclesia Dei. Ma questo grazie anche alla grande reazione che si è avuta negli ambienti legati alla Tradizione in tutto il mondo.

C’è da registrare infine l’affrettato ritorno dalle vacanze del neo-comissario padre Fidenzio Volpi. Alle origini del commissariamento dei Francescani dell’Immacolata c’è una “visita apostolica” di mons. Vito Angelo Todisco, che, sulla base di un surreale “questionario”, che meriterebbe di essere analizzato per la tendenziosità delle sue domande e, soprattutto della “sintesi” che ne è derivata, ha aperto la strada al provvedimento della Congregazione dei Religiosi. Si tratterà di vedere se anche mons. Volpi sia mosso, come mons. Todisco, da una radicale prevenzione contro i Frati. Il suo atteggiamento nei confronti della inabrogabile Messa tradizionale sarà una cartina di tornasole. C’è da augurarsi infine che la situazione non sia aggravata da un’analoga “visita apostolica” persecutoria, nei confronti delle benemerite Suore Francescane dell’Immacolata.  Quel che appare inevitabile, comunque, quando le acque si saranno calmate, è una definitiva separazione tra l’ala più “tradizionale”, legata a padre Stefano Maria Manelli e padre Alessandro Apollonio, e quella più “progressista”, capeggiata dai padri Angelo Geiger, Angelo Gaeta, Alfonso Bruno, ai quali si è aggiunta la “zona grigia” di coloro che scelgono sempre di stare dalla parte del vincitore. Ma chi vince, alla fine, è sempre la Verità.

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