Archivio CR: Eutanasia

1228 | Eutanasia | Unione Europea

UE: vittoria della vita al Consiglio d’Europa

(di Mauro Faverzani) Ottime notizie: l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, che conta su 47 Stati aderenti – 20 in più dell’Unione Europea -, nella seduta dello scorso 25 gennaio ha stabilito che debba «esser sempre proibita» l’eutanasia, «intesa come uccisione volontaria per atto o omissione di un essere umano in condizioni di dipendenza a suo presunto beneficio». Definizione che include anche il cosiddetto «suicidio assistito», espressamente escluso, assieme alle pratiche eutanasiche, dal novero dei «diritti dei pazienti», citati nella risoluzione 1859, quella votata, per l’appunto, in aula da popolari, conservatori ed anche da qualche socialista.

1210 | Eutanasia

EUTANASIA: la morte arriva per posta

È solo l’ultima aberrazione della cultura della morte ed è giunta per posta nel nostro Paese: un corredo per accertarsi che la sostanza scelta per togliersi la vita sia quella giusta. Il kit Exit drugtest, intercettato a Torino, proviene dalla Exit International, fondazione australiana di «assistenza al suicidio e all’eutanasia volontaria» – così recita il loro sito – fondata dal dottor Philip Nitschke e il cui slogan è «Una morte serena è un diritto di tutti».

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EDITORIALE: testamento biologico: un clamoroso autogol?

 La legge sul testamento biologico è un clamoroso autogol, un classico esempio di eterogenesi dei fini. La vogliono i nemici dell’eutanasia e dell’abbandono terapeutico, ma approvandola faranno il gioco proprio della trasversale “compagnia della buona morte” cui si oppongono. Questo colossale paralogismo ha due radici fondamentali: un errore di ordine tecnico giuridico, e un difetto di dialogo interno al mondo cattolico stesso.

Eutanasia

Eutanasia: inizio d’anno allarmante

In Austria, quasi a ricordarci che già altri in passato hanno scelleratamente scelto la via dell’eutanasia, sono state ritrovate, vicino ad un ospedale che si voleva ampliare, delle fosse comuni con i resti di 200 malati uccisi probabilmente tra il 1942 e il 1944, probabilmente in applicazione alla legge sull’eutanasia nazista.
Obama negli USA ha esteso la sanità pubblica a una fascia di persone finora escluse; potremmo dire: bene!, ma – guarda caso – per ridurre i costi che naturalmente aumenteranno cosa ha fatto? Ha introdotto nella sanità pubblica il colloquio per chiedere ai pazienti anziani quali cure vorrebbero rifiutare suggerendo, di fatto, una specie di testamento anticipato che non ha altra conseguenza che il far sentire di peso chi soffre di alcune patologie. Per la serie: curiamo tutti, tranne quelli gravi e costosi. Le malattie croniche e i pazienti nell’ultimo tratto della loro vita pesano infatti sulla spesa sanitaria per l’80%.

Eutanasia

La forza della vita che sconfigge il male

La Provvidenza, o il caso per chi non crede, si è incaricata di dare un altro duro colpo ai sostenitori del suicidio assistito in Gran Bretagna. Lo ha fatto attraverso la vicenda della guarigione di Graham Miles, affetto dalla sindrome neurologica chiamata “locked-in” (imprigionato dentro), che lo ha paralizzato dalla testa ai piedi, costringendolo in quella condizione che i giudici della prima sezione civile della Corte d’Appello di Milano avrebbero considerato «vita non degna di essere vissuta», in quanto priva di una «pienezza di facoltà motorie e psichiche» (decreto 9 luglio 2008 sul caso Englaro).

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Le ragioni per uccidere la nonna

La vita è un po’ cara

Newsweek mette la spina (staccata) della nonna in copertina e rilancia l’eutanasia nel dibattito sulla sanità

L’assassinio della nonna è un punto della riforma sanitaria americana che le parti rifiutano di discutere. Repubblicani e democratici stanno usando stili diversi per intorbidire il problema ineludibile del fine vita: i primi urlano, i secondi glissano. Durante l’estate una parte del mondo conservatore ha lanciato anatemi incandescenti su una presunta e implicita deriva della riforma sanitaria di Barack Obama verso l’eutanasia.

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SPAGNA: eutanasia “mascherata” in Andalusia

Non si parla di vera e propria “eutanasia”, né di “suicidio assistito”, poiché non si somministrano direttamente sostanze che provochino la morte del paziente. Però si ottiene lo stesso effetto con la sedazione integrale o rifiutando qualsiasi trattamento medico, anche quando ciò possa porre in pericolo di vita. Insomma, cambiano le parole, non la sostanza.

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EUTANASIA: uno studio belga rilancia l’estensione ai minori

Le minacce al valore sacro della vita, dal suo concepimento alla sua fine naturale, si fanno sempre più insidiose: uno studio universitario rilancia in Belgio il dibattito sull’estensione dell’eutanasia – che nel Paese è legge dal 2002 – anche per i minori. A dispetto del divieto imposto dalla normativa, nella maggioranza degli ospedali pediatrici per la cura intensiva, rileva un’analisi realizzata dalle Università di Gand e Anversa, l’eutanasia è già applicata de facto anche ai bambini.

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EUTANASIA: la Conferenza Episcopale tedesca favorevole alla “dolce morte”?

Non bastavano le numerose voci – non poi così infondate – sulla presunta “solitudine” di Papa Benedetto XVI. Ad evidenziare ancor di più le posizioni poco ortodosse di alcuni illustri prelati cattolici ci ha pensato recentemente il laicissimo ed agguerrito periodico “Micromega” che – in occasione del vivo dibattito in corso al Senato sulla “Dichiarazione Anticipata di Trattamento” (comunemente definita “testamento biologico”) – ha pubblicato sul suo sito ampi stralci del documento “Christliche Patientenverfügung” (Disposizioni sanitarie del paziente cristiano).

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Sono state sconfitte la ragione e la legge naturale

di Nicoletta Tiliacos su Il Foglio del 14 febbraio 2009

Lo storico Roberto de Mattei, allievo di Augusto del Noce e presidente dell’associazione Lepanto, dice al Foglio di sentirsi per molti versi in sintonia con la constatazione di una vulnerabilità del cristianesimo: “E’ vero che non si sono sentite, nei giorni appena trascorsi, omelie forti ma il prevalere di appelli ‘donabbondieschi’. Più che di vulnerabilità del cristianesimo o della chiesa cattolica, parlerei tuttavia di debolezza degli uomini che li rappresentano”. Va tenuta presente, quindi, “la distinzione tra una religione e un’istituzione che sfidano i secoli, e gli esseri umani sottoposti alle pressioni del tempo, che spesso sono vittime di queste pressioni”.