Archivio CR: Comunismo

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COMUNISMO: arrestato in Cina l’editore di un libro sulla corruzione del PC

La polizia di Weinam ha arrestato l’editore Zhao Shun perché ha pubblicato un libro-verità sulla diffusa corruzione delle autorità locali durante la costruzione della Diga Sanmen Gorge sul Fiume Giallo, negli Anni ’50. Lo rivela Zhou Ze, avvocato di Xie Chaoping, l’autore del volume che la polizia ha prelevato dalla sua abitazione di Pechino il 19 agosto scorso e che si trova ancora in prigione (“AsiaNews”, 17 settembre 2010).

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COMUNISMO: nelle prigioni cinesi si muore ancora di tortura

Pechino non perde occasione di dichiararsi a favore dei diritti umani, ma la tortura «nel Paese rimane un problema serissimo», scrive Renee Xia, direttore internazionale del Chinese Human Rights Defender (Chrd), in occasione della presentazione del V Rapporto periodico alla Cina da parte della Commissione internazionale contro la tortura (“AsiaNews”, 18 settembre 2010).

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COMUNISMO: appello per liberare Oscar Elias Biscet

È stato lanciato un appello per la liberazione dalle carceri comuniste di Guantanamo del prigioniero politico cubano. Il suo nome è Oscar Elias Biscet. Per Amnesty International, Human Rights First, Freedom Now, per migliaia e migliaia di cubani, è un “prigioniero di coscienza” e un vero eroe.

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COMUNISMO: persecuzione nei confronti del nipote del card. Slipyj

Il ventottenne Anatoliy Slipyj, pronipote di quel cardinale Josef Slipyj (1892-1984) che fu prigioniero per diciotto anni nei gulag sovietici, si trova attualmente rifugiato in Italia, dopo essere stato incarcerato, torturato e picchiato.

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COMUNISMO: un museo in Ungheria con i reperti del regime

Mentre nel resto dell’Europa Orientale le centinaia di statue di Lenin, di Marx e di Engels, come quelle dedicate al soldato liberatore dell’Armata Rossa, o all’amicizia tra i popoli dell’Urss e dei Paesi satelliti sono letteralmente sparite, fuse o finite in qualche collezione privata, in Ungheria invece, dopo tante discussioni, le hanno smontate dai loro piedistalli – che sorgevano nei punti più visibili e strategici della capitale – e le hanno raccolte in un’area verde di un distretto un po’ periferico della città – sull’altopiano di Téténi, oltre la collina di Buda – che è rapidamente diventato una meta turistica sempre più frequentata.

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CAMBOGIA: Hun Sen, Onu colpevole quanto Pol Pot

L’Onu, che fino al 1991 ha riconosciuto il seggio della Kampuchea Democratica, meriterebbe di finire sul banco degli imputati quanto, se non più, di Pol Pot.
Il premier cambogiano Hun Sen, il giorno dopo l’avvio del processo a carico dei leader dei Khmer rossi davanti Tribunale straordinario finanziato dall’Onu (16/II/2009), lancia la dura accusa durante una cerimonia di consegna dei diplomi a studenti universitari, tenutasi a Phnom Penh.

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CAMBOGIA: parte il processo ai Khmer Rossi

Resta in carcere Khieu Samphan, ex presidente della Kampuchea Democratica (nome ufficiale della Cambogia durante la dittatura di Pol Pot). Il tribunale speciale per i crimini dei Khmer Rossi, istituito in Cambogia sotto l’egida Onu, ha rigettato il ricorso presentato dai legali di Samphan basato sul fatto che solo una parte del dossier di accuse a suo carico è stato tradotto in francese, una delle tre lingue ammesse dalla Corte oltre all’inglese e al khmer, e che dunque l’ex capo di Stato non avrebbe avuto un processo equo.

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COMUNISMO: i giovani devono conoscere il vero volto del comunismo

Sebbene le ferite inferte dal comunismo continuino ancora a sanguinare nei Paesi un tempo dietro la Cortina di Ferro, spesso risulta difficile far emergere la verità su quanto avvenne in quegli anni (www.zenit.org, 12 febbraio 2009).

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UCRAINA: omaggio alle vittime dell’holodomor

Il fatale “sterminio attraverso la fame” (holodomor) che Joseph Stalin impose al popolo ucraino durante l’inverno del 1932-1933, avrebbe causato circa dieci milioni di vittime. Nicolas Werth, coautore del Libro nero del comunismo, dopo aver studiato alcune lettere di Stalin ha dichiarato: «Si tratta di un genocidio? Direi di sì.

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COMUNISMO: continua il contrasto tra Cina e Tibet

Secondo il regime di Pechino sussistono «serie divergenze» nel dialogo con il Dalai Lama. I colloqui dei primi di novembre con gli inviati del leader religioso tibetano in esilio non hanno portato progressi nel dialogo fra le due parti, dice Zhu Weiqu, vice ministro del dipartimento del Fronte Unito del Lavoro, parlando con i giornalisti a Pechino (10/XI/2008).