Arthur Edward Waite, Lucifero e il caso Taxil

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(P. Paolo Maria Siano) Tra i maestri occulti della massoneria contemporanea, va ricordato il nome di Arthur Edward Waite (1857-1942). Chi è Arthur Edward Waite? Mem­bro della Società Teosofica di Madame Blavatsky, occultista appassionato degli scritti del mago francese Eliphas Levi, nel 1891 Waite è membro dell’Hermetic Order of the Golden Dawn, un gruppo di magia cerimoniale fondato a Londra (1887-1888) da tre massoni inglesi della United Grand Lodge of England (UGLE). Dal 1901 Waite è membro della Massoneria regolare inglese (UGLE) e poi di vari “side degrees” riservati a Maestri Massoni. Ecco alcune tappe del suo itinerario massonico: nel 1902 è Maestro Massone, Royal Arch e membro della Societas Rosicruciana in Anglia (SRIA); nel 1903 (in Svizzera) è Cavaliere Beneficente della Città Santa (Rito Scozzese Rettificato); nel 1909 è 18° grado Rose-Croix (Ancient & Accepted Rite: versione inglese e sedicente “cristiana” del Rito Scozzese Antico e Accettato); nel 1910-1911 è Maestro Venerabile della sua Loggia; nel 1935 è 30° grado Cavaliere Kadosh dell’Ancient & Accepted Rite (cf. R. Gilbert, The masonic career of Arthur Edward Waite, in Ars Quatuor Coronatorum, vol. 99, 1986).

Secondo alcuni studiosi Arthur Edward Waite, intorno al 1896, avrebbe smascherato la mistificazione di Leo Taxil (1854-1907). Taxil era un ex massone che a partire dal 1885 fece “rivelazioni” sul satanismo massonico poi in gran parte da lui stesso pubblicamente smentite nel 1897. Comunque sia, dopo una ricerca approfondita ho scoperto che Waite, sia prima che dopo il “caso Taxil” (1885-1897), ha manifestato grande “simpatia” per… Lucifer!

Nel libro Devil-Worship in France or the Question of Lucifer (Edinburgh 1896), Waite (non ancora massone, ma già teosofo e membro della Golden Dawn) nega l’e­si­stenza del satanismo massonico denunciato dagli ex-massoni Leo Taxil e Domenico Margiotta. L’argomento cardine (ingenuo, depistante, non convincente) di Waite è: se circoli massonico-luciferiani descritti da quegli autori esistessero realmente, allora lo stesso Waite e gli altri “mistici trascendentalisti” (cioè occultisti) inglesi (tra cui, precisa Waite, ci sono massoni britannici di alto grado) ne sarebbero venuti a conoscenza (cfr. pp. 291-293). Ora, siccome quegli occultisti e massoni dicono di non saperne nulla, allora vuol dire che quei circoli non esistono… 

In realtà, anche quel libro di Waite lascia sospettare l’e­si­stenza di un “luciferismo” almeno intellettuale in ambienti esoterici anglofoni. Secondo Waite, «il culto a Lucifero, stella del mattino, non è propriamente un culto al Diavolo l culto luciferiano ritiene Lucifero uno spirito buono, perciò – secondo Waite – tale culto manca dell’essenza del diabolismo ossia l’intenzione di venerare spiriti maligniColoro che venerano Lucifero quale Principio del bene sono chiamati Luciferiani o Palladisti… » (cfr. Devil worship in France, pp. 20-21).

Per l’esoterista inglese, l’identificazione del “culto di Lucifero” col “culto del Diavolo”, a prima vista, non è un procedimento del tutto giusto ma è inevitabile in quanto la letteratura sul fenomeno satanismo assume in prevalenza il punto di vista cattolico per il quale Lucifero è Satana (cfr. pp. 22-23). Secondo Waite il culto a un Principio buono sotto il discreditato nome di «Lucifer» «può essere tutt’al più un errore di giudizio, ma «non è un culto al Diavolo… (cfr. p. 23). I luciferiani (diabolisti, secondo i Cristiani) adorano Lucifero come dio del bene e della luce, contro il Dio dei Cristiani ritenuto malvagio e tenebroso (cf. pp. 23-24). Waite condivide il “misticismo” o “trascendentalismo” (magico) che prima accoglie i Dogmi della Chiesa Cattolica e poi li trascende rifiutandoli (cfr. p. 313).

Curiosamente Waite dà l’impressione di ritenere in sostanza attendibili le “rivelazioni” di Taxil e Margiotta sul “credo” luciferiano del generale massone Albert Pike 33°. Anzitutto Waite presenta il «Lucifer» di Pi­ke quale «l’angelo della stella del mattino» («the angel of the morning star»: p. 38); poi scrive dell’«Albert Pike’s Luciferian transcendentalism» (p. 48), mostrandosi convinto che Pike abbia davvero professato un “trascendentalismo” luciferiano. La “passione” di Waite per Lucifero comincia prima ancora del caso Taxil. Nel 1879 il giovane Waite pubblica una raccolta di poemi. In The Descent of Lucifer afferma il pentimento e la redenzione finale di Lucifero (A Lyric of the Fairy Land and other poems, London, pp. 28-31).

Nel 1886 pubblica il libro Israfel. Letters visions and poems (London)  in cui racconta visioni dell’Angelo Israfel che annuncia una nuova era («New Age»). Waite crede nella redenzione di «Lucifer», l’angelo caduto che però tornerà a regnare (discesa-risalita, perdizione-redenzione); Waite gli si rivolge con rispetto, con la certezza che egli («Lucifer») regnerà di nuovo sul suo trono celeste che l’attende (cfr. pp. 9-10).

Nel libro A New Light of Mysticism: Azoth; or the Star in the East (The Theosophical Publishing Society 1893), Waite presenta «Lucifer» «come il principio spirituale ca­du­to dalle altezze spirituali» (cfr. p. 133). Secondo Waite «l’anima dell’uomo («Soul of man») è la Stella del Mattino decaduta ma portatore di luce Lucifero» (cfr.  p. 199). Secondo Waite, «Lucifer» non è dannato per sempre, ma nelle profondità del dolore scorrono le acque della misericordia di Dio… Waite nega l’esistenza dell’inferno e augura alla Cristianità di perire (cfr. p. 199).

Nel 1902, a circa un anno dalla sua iniziazione massonica, Waite pubblica un libro di poemi “mistici” o “trascendentali” (A Book of Mystery and Vision, London). Nel poema The Shadow of Thy Wings (L’Ombra delle Tue Ali), Waite riverisce la maestà tenebrosa di «Lucifer», dalla  «perversa volontà». Tra i “sacramenti” di «Lucifer», Waite parla di «battesimo di acqua e fuoco, ordinazioni, eucaristia, riti… ». Waite arriva a scrivere che tramite la «Eucharist», «Lucifer» entra in lui (in Waite!) e gli dispensa “mistici tesori” (cfr. pp. 62-64) !

La “mistica” di Waite include l’unione degli opposti, dunque anche Dio-Lucifero. Nel poema The Voice of the Turtle, Waite invoca Dio, poi aggiunge (riassumo così): «qualunque bene o male dimorino in noi, invochiamo Dio, che sia tutto nostro! Anche la voce dell’Anticristo e di Lucifero invocano Dio, il Signore. Cesserà ogni nostro bisogno poiché siamo tutti di Dio, Padre e Madre («Father and Mother») degli dèi e degli uomini» (cf. p. 234). Dunque Waite asserisce: «riconciliazione e redenzione di Lucifero, androginia» di Dio (Padre-Madre). 

Nel 1914, Waite pubblica una raccolta di poemi (The collected poems, vol. I, London) in cui figurano anche i summenzionati The Shadow of Thy Wings e The Voice of the Turtle. Nel poema Theophany, Waite immagina che dinanzi al Dio che nasce Bambino, anche lo spirito e principe di questo mondo, «Lucifer», si converta, si inginocchi e preghi dolcemente verso Gerusalemme (cf. p. 86). Nel 1922, viene pubblicata l’edizione inglese (The History of Magic, London) di un libro francese dell’occultista Eliphas Levi. Traduzione, prefazione e note sono di Waite, ormai massone da circa 20 anni e 18° grado A.&A.R.   

Waite sa bene che per Eliphas Levi, «Lucifer», pur essendo diabolico, è Portatore di Luce (cf.  p. 11). E lo stesso Levi riferisce «l’istruzione segreta degli Iniziati alle scienze occulte, ossia: il Grande Agente Magico» è chiamato «Lucifer», «veicolo della Luce, forza diffusa nella creazione, la cui opera serve per creare e distruggere» (cf. p. 188)… 

Nel 1935 Waite, noto per la sua passione e letteratura occultistica, è promosso al 30° grado del massonico e “cristiano” Ancient & Accepted Rite. Nel 1938 Waite, ormai 30° grado, pubblica la sua autobiografia Shadows of Life and Thought (London), in cui ricorda la sua pubblicazione di poemi giovanili del 1879 e in particolare il summenzionato Descent of Lucifer (p. 63). Waite 30° ci tiene a ribadire che «Lucifer» non è il Diavolo («Diabolus») ma è il Figlio del Mattino e Portatore di Luce (cfr. p. 87).  Poi, Waite insiste che non c’è nessuna massoneria luciferiana e cita il caso Taxil (cfr. pp. 143-144). Comunque sia, è certo ed è vero che a Waite piace «Lucifer» e dalla sua autobiografia traspare un “misticismo” gnostico (cfr. pp. 239-245, 258-259, 275-281), che ritroviamo in tanti gruppi esoterico-massonici dei nostri giorni. Non stupisce che Waite sia uno dei maestri di questi circoli. (P. Paolo Maria Siano)

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