Armiamo la ragione

famiglia(di Dina Nerozzi) Forse la guerra è l’ultimo atto del dilagare della follia che funziona come un elettroshock: azzera tutto. Davanti allo spettacolo della devastazione morale e materiale da lui stesso prodotta, l’uomo rinsavisce per un po’, ricorda che ci sono delle regole eterne da rispettare per evitare guai e inizia il processo di ricostruzione. Prima riporta in superficie la base morale, che era perduta, e, successivamente, inizia la ricostruzione delle case e delle fabbriche, crea un benessere diffuso fintanto che non arriva la nuova generazione che, ignara della storia, dà l’avvio al nuovo ciclo di devastazione che ha bisogno di tempo per produrre i suoi effetti. Vico li chiamava i corsi e ricorsi della storia e Gramsci, dal canto suo, ammoniva come la storia sia maestra di vita. Peccato che non abbia allievi.

Quando l’uomo esce dai binari della ragione il risultato non può essere che lo scontro. Uscire dai binari della ragione significa anche pensare di prevaricare il prossimo e credere che ciò non produrrà, prima o poi, una reazione.

Il mondo postmoderno ha dichiarato guerra alla ragione e il risultato non potrà che essere disastroso.

Le persone omosessuali credono di essere discriminate e che il mondo stia perpetrando un’ingiustizia nei loro confronti perché si ostina a non riconoscere il loro diritto a essere coppie “normali”. Cioè sposarsi avere dei figli, esattamente come gli altri.

Un tempo non c’era bisogno di tanti discorsi, il perché non si possono sposare e non possono avere figli era un dato evidente che non aveva bisogno di spiegazioni: perché la natura, matrigna e omofoba secondo la logica liberal-progressista, aveva stabilito che per il matrimonio ci fosse bisogno di un uomo e di una donna dalla cui unione sarebbero nati i figli.

Ma si sa per il nuovo mondo la natura è un qualcosa di antiquato che non ha più ragion d’essere, a meno che non si tratti della foca monaca o dell’orso polare in pericolo di estinzione.

La tecnica messa a punto dagli attivisti omosessuali, e dai loro sostenitori liberal-progressisti, per ottenere la rivoluzione di genere è quella inventata da Hegel: tesi, antitesi, sintesi. Tesi: l’essere umano esiste in una dicotomia biologica maschi/femmine. Antitesi: l’essere umano è suddiviso in 5 generi. Sintesi: facciamo che i generi sono tre e non se ne parli più.

Se gli uomini e le donne del mondo post-moderno non usano la ragione come base del dialogo e preferiscono guardare alla realtà con gli occhi dell’utopia, parlare diventa un esercizio difficile, se non impossibile, e quando la parola non serve più non resta che l’azione.

Nel tentativo di riportare le menti confuse alla ragione, nell’ottobre del 2010 è stato fatto, presso il CNR, il congresso “Persona, Sessualità, Procreazione” cui hanno partecipato scienziati delle varie aree del sapere da cui è uscito un documento, stilato da 31 esperti, per controbilanciare gli esperti di Yogyakarta, visibile al sito

http://www.sessualita.org/images/GALLERIA/documento-postcongressuale-31.pdf

In quella sede sono spiegate le ragioni per le quali non è possibile uscire dai binari dettati dalla natura.

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